Poetry di Lee Chang-dong – Film in concorso Cannes 2010 – ovvero che cos’è la poesia


Preseentato a Cannes 2010 Poetry è un film del coreano Lee Lee Chang-Dong regista premiato nel 2002 alla Mostra del Cinema di Venezia con Oasis. L’attrice protagonista è Yoon Hee-Jeong,  amata in Sud Corea e assente dalle scene da quasi 16 anni. Così il regista dice del suo film: “Una storia profonda di una donna anziana in cerca della poesia nella sua vita. Oltre ad essere stata condannata alla malattia dell’Alzheimer, subisce un altro dilemma quando il nipote adolescente, che è sotto la sua cura, è risultato essere uno degli assalitori di una ragazza della sua scuola media che si è suicidata“.
Il regista prosegue affermando che ha voluto utilizzare la poesia e la bellezza in un momento difficile e drammatico come quello che sta vivendo la protagonista. Continua a leggere

INFERNO O PARADISO ? di Sara Ferraglia

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Inferno o paradiso?

“Prego, avanti un altro”- ed ora tocca all’Albina, che è la prima di una lunga fila.
Avanza di due passi e varca la soglia.
Il ragazzo che ha parlato è bello e sorride proprio come quel ballerino che c’è sempre in televisione dalla De Filippi.
“ Prego, s’accomodi “- indica una poltroncina di pelle rosso fuoco.
“ Allora signora…”
“ Pasoni Albina detta Bina “- risponde lei, sistemandosi come sull’attenti pur stando seduta: busto eretto, ginocchia unite e mani sudate, che tormentano una borsetta di finta pelle spelacchiata.
“ Signora Albina immagino che lei, come tutti gli altri, sia qui per entrare a far parte del nostro staff”- sorride ancora.
“ Mi scusi, staff, cosa vuol dire? E’ una parola a metà? ”
Il ragazzo batte le mani sulla scrivania ed esplode in un’improvvisa risata, eccessiva e sguaiata.
“ Staff, collaboratori, in questo caso intendo anche comunità o gruppo”.
“ Ah ben…se intende questo, allora sì, io sono venuta qui con quell’intenzione” e annuisce vistosamente. Continua a leggere

L’ ALTRA CITTA’: UN LIBRO QUASI FILM

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Di “cartonati” belli ne abbiamo visti tanti. Ma questo merita una particolare attenzione. Ci mostra una città con i suoi abitanti, quella che non vediamo subito o che fingiamo di non vedere, forse perché ci irrita e spiazza un po’, eppure è sotto i nostri occhi tutti i giorni. L’Altracittà, scritto da Mia Lecomte e illustrato da Andrea Rivola (Sinnos editrice, Roma, collana Fiabalandia 2010) è un cartonato non a caso di formato orizzontale Continua a leggere

RUSSIE!

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Arte russa del ’900 dalle collezioni Morgante e Sandretti

Ca’ Foscari esposizioni  – Dorsoduro 3246 Venezia – 22 aprile 25 luglio

Cento anni d’arte, dallo Zar a Stalin, a Putin. Tre Russie: dall’Impero all’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche alla nuova Federazione.

Le mette in mostra, ed è un evento per molti versi eccezionale, l’Università Ca’ Foscari Venezia, dal 22 aprile al 25 luglio a Ca’ Foscari Esposizioni. Curatori della rassegna: Giuseppe Barbieri e Silvia Burini. Continua a leggere

Cultura in lutto: è morto EDOARDO SANGUINETI

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Poeta, scrittore, insegnante universitario, critico, teorico del gruppo di avanguardia 63, sperimentatore a tutto tondo, intellettuale e letterato.


 

Ti esploro, mia carne, mio oro, corpo mio, che ti spio, mia cruda carta nuda,
che ti segno, che ti sogno, con i miei seri, severi semi neri, con i miei teoremi,
i miei emblemi, che ti batto e ti sbatto, e ti ribatto, denso e duro, tra le tue fratte,
con il mio oscuro, puro latte, con le mie lente vacche, tritamente, che ti accendo,
se ti prendo, con i miei pampani di ruggine, mia fuliggine, che ti aspiro, ti respiro Continua a leggere

Premio letterario inediti “In purissimo azzurro”

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Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla seconda edizione del concorso letterario indetto dalla rivista culturale “In Purissimo Azzurro”(http://inpurissimoazzurro.wordpress.com). Il concorso e’ aperto a tutti i cittadini residenti in Italia, che abbiano compiuto 18 anni di eta’, ai quali e’ dato di concorrere in una soltanto delle sezioni in cui si articola il premio, che sono: poesia, narrativa, saggistica. Il tema degli elaborati e’ libero, ma saranno privilegiati quei testi che sapranno elaborare in forma matura e convincente la moderna ricerca dell’assoluto, il senso profondo della vita con le domande sull’uomo e il suo destino, i valori ineludibili dello spirito capaci di veicolare il sentimento religioso del tempo attraverso i molti chiaroscuri dell’esperienza umana. Continua a leggere

“La purezza della passione civile” di Vincenzo D’Alessio

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in memoria del giovane poeta Antonio

La Poesia nella nostra penisola ha cantato, nei secoli, la passione LA PUREZZA DELLA PASSIONE CIVILE civile. L’ha fatto con la consapevolezza che fosse necessario esserci, che LA PUREZZA DELLA PASSIONE CIVILE fosse indispensabile ponderare, con le parole, quello che la forza interiore dello spirito di vita richiedeva, nei modi e nei tempi che il poeta viveva. Possiamo iniziare dai versi dell’Altissimo Poeta: ”Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave senza nocchiere in gran tempesta,/ non donna di provincie, ma bordello!” (Purgatorio,CantoVI,vv.75-78)

Versi di una purezza civile che suonano ancora oggi di profonda attualità. Perché ? Noi tenteremo una risposta, per testimoniare il nostro tempo e per affidare ai giovani poeti il futuro della penisola che verrà. Continua a leggere

Marino Magliani e Vincenzo Pardini: “Non rimpiango, non lacrimo, non chiamo”


Non rimpiango, non lacrimo, non chiamo

Transeuropa, 2010

Un complimento va indirizzato all’editore che è riuscito a mettere insieme due narratori di assoluta qualità. Essi hanno alle spalle una produzione già notevole a testimoniarlo, e leggerli uniti in una pubblicazione che li vede esclusivi protagonisti è stata una piacevole sorpresa.

Pardini è il primo a raccontare. Ci presenta Fidelco, un uomo che è stato anche in Argentina come emigrante, ed è ossessionato da una presenza ultraterrena, una donna, alla quale ha perfino chiesto, in uno dei suoi momenti di raccoglimento, se Dio esiste, ricevendone una risposta affermativa.

Pioggia e neve gli erano oltremodo care. Gli sembrava lo proteggessero.” scrive Pardini, e così riconosciamo che questo è, ancora una volta, uno dei suoi personaggi amati, che ricevono direttamente dalla natura l’impulso a vivere. Continua a leggere

Giulia Menolascina, Abitando il silenzio – recensione di Narda Fattori


Giulia Menolascina, Abitando il silenzio, ANANKE 2007, € 12

 

Scrivere poesia può essere un’attività di riflessione e di comunicazione e/o anche una forma di automedicazione che , però, trascura la dimensione del lettore e del mondo.

Giulia cerca soprattutto di trovare bandoli al groviglio degli eventi con il quale il tempo tenta di tenerci stretto a lui, prigionieri  dentro albe e tramonti, restii a prospettive d’azione, chiuse all’interno della ragnatela della solitudine e del silenzio. Continua a leggere

Anna Maria Ortese o del reale

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su Attraversando un paese sconosciuto di Anna Maria Ortese

di Viviana Scarinci

“Uno scrittore-donna, una bestia che parla, dunque” A.M. Ortese

 Attraversando un paese sconosciuto è un saggio che appartiene a un insieme di scritti databili tra il 1974 e il 1989, raccolti in seguito nel libro Corpo celeste. Anna Maria Ortese lo scrisse su una richiesta che le “veniva da un istituto italiano di cultura di una città del Nord, molto nord, di Europa” (1). A seguito di questa richiesta, nacque uno scritto che subito l’autrice percepì come “un’altra cosa. Una relazione, ma non proprio di cultura, di vita” (2). Il rapporto che l’autrice ebbe con la realtà, e perciò in un certo senso con quanto si indica come vita, è un rapporto contradditorio. Continua a leggere

“Nero, l’inchiostro” di Fabio Barcellandi

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Non vorrei parlare di pessimismo introducendo i testi tratti dalla raccolta “Nero, l’inchiostro” (Edizioni Montag) di Fabio Barcellandi. Non vorrei perché ne ha parlato esaurientemente Beppe Costa nell’introduzione e perché pur essendo indubbio che del pessimismo è presente in questo libro, quella che Fabio Barcellandi ci offre è una riflessione sulla morte e sul male e sul sentimento d’angoscia che ci ispirano. Sentimento da cui cerchiamo di distoglierci ognuno nel modo che più gli aggrada. Il poeta se ne distoglie scrivendo? No, semmai è vero il contrario, ossia scrivendo gli va incontro, lo fronteggia senza aria di sfida, senza arroganza, piuttosto con la dignità di chi sa di essere il più debole, di chi sa che ne uscirà sconfitto, ma non prima di avergliele “cantate”. Continua a leggere

“Il Punto disobbediente” di Sara Ferraglia

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Il Punto disobbediente.


Signori della corte sono “il punto”.
Il mio dovere è chiudere il discorso
ed anche andare a capo all’occorrenza
ma ad una decisione sono giunto
spinto dall’onda amara del rimorso.
Vi chiedo di ascoltarmi con pazienza.

Non si può dire punto a capo e basta
dinnanzi a disperate mani tese,
a piedi nudi su terre bruciate,
ai privilegi di qualunque casta.
Non voglio più deludere le attese
di troppe voci a lungo soffocate. Continua a leggere

La forza e la femminilità di un’artista completa


La forza e la femminilità di un’artista completa

 

Paola Valenzano è nata a Roma il 25 agosto 1971.

Dopo aver frequentato il liceo artistico di Roma, ha seguito un percorso di ricerca che l’ha portata a studiare e conoscere il mondo della fotografia, dell’incisione e del restauro.

Laureata in teorie e pratiche dell’Antropologia all’ Università la Sapienza di Roma, si cimenta anche nella scultura del legno.

Artista poliedrica, con la passione del riciclo, crea dal nulla e con i materiali più inusuali vere e proprie opere d’arte.

Dalla delicatezza delle forme create con il filo (usato con diversi spessori e colori), simbolico e materiale, essa  racconta la vita e i suoi possibili legami.

Ma se in questa espressione artistica possiamo ritrovare la delicatezza di forma e di pensiero (colori delicati, intrecci sapienti…), che fanno conoscere la sua innata femminilità, nel suo cimentarsi con la pietra, la scopriamo forte e risoluta; una pietra che, tramite il suo scalpello, riesce a parlare senza limitarsi allo “scavo”, riuscendo a diventare musica e cuore.

 

Omaggio ad Adriana Scarpa


I bambini guardano la luna di ADRIANA SCARPA ed. Telntiadi 1883 

Più non rincorro nei meriggi assorti su crinali di nuvole farfalle viola o gli elfi della sera. 

Mi soffermo conquistata su questi versi che sono la voce di un bimbo e allo stesso tempo la voce di chi sa dare fiato e senso all’anima infantile.

Sfogliamo assieme i titoli che compongono questa raccolta, come un album prezioso di fiabe e di sogni.

“I bambini guardano la luna” (e il loro sguardo è capace di riprodurre in fondo l’armonia dell’universo). Continua a leggere

Cattiva ragazza

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Alice è stata una donna bellissima, generosa e distratta, ha sempre vissuto disordinatamente tra droghe, prigione, eccessi di ogni tipo in un mondo che l’ha risucchiata quasi completamente e in cui la piccola Louise aveva un ruolo marginale, veniva dimenticata, messa lì dove capitava, spesso lasciata senza cibo. Continua a leggere

Viaggio di Alekos Panagulis

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Alla mia amata Oriana Fallaci

Viaggio per inesplorate acque su una nave
che, come milioni di altre simili, peregrina
per oceani e mari
su rotte regolari
E altre ancora
(molte, davvero molte anche queste)
gettano l’ancora nei porti. Continua a leggere

Le vertigini delle arti giapponesi

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Come ogni anno, la settimana della cultura ha offerto diverse ghiotte occasioni qui nei musei di Venezia, e non solo. Quanto a me, ho approfittato un’altra volta di un percorso visivo offerto dal Museo d’Arte Orientale di Ca’ Pesaro, presentato dalla restauratrice ed esperta di arte giapponese Barbara Biciocchi, che sa presentare questo mondo, per la maggior parte di noi inusuale e lontano, e quindi a maggior ragione affascinante, con l’evidenza, la semplicità e l’eleganza di chi padroneggia profondamente una materia.

Gli argomenti erano questi, supportati da un ricco materiale costituito da preziosi oggetti e dipinti:

Considerazioni attraverso le vertigini delle arti giapponesi, con gli occhi del restauratore .

Inusitati tagli prospettici, magici illusionismi. I sentimenti contrapposti dell’odio e dell’amore. Continua a leggere

Pulsante Radio Web – Nuovo programma poesia


Su “Pulsante Radio Web” (emittente digitale di Milano) sta per iniziare un nuovo programma che, intitolato “Poesia, l(’)abile traccia dell’universo”, guiderà il pubblico alla scoperta proprio della poesia, che è sicuramente una disciplina artistica di grande fascino. Continua a leggere

“Le lacrime delle cose” di Gabriella Sica

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Immagino che, a volte, tutti noi difronte a certi eventi della vita ci si senta un po’ come degli estratti vivi dalle macerie e che questa considerazione valga ancor più per i poeti che spesso tra le macerie ci si infilano, ci si seppelliscono di propria volontà. Non per una sorta di autolesionismo o di masochismo, ma per amore della verità che molte volte riluce e si rende maggiormente evidente nei momenti di dolore e di difficoltà.

“Le lacrime delle cose” di Gabriella Sica sembra proprio un libro uscito dalle macerie che hanno caratterizzato l’epifania del XXI secolo, infatti si estende tra due date: settembre 2001 e novembre 2008. E datate sono quasi tutte le poesie che lo compongono e che quindi formano una sorta di diario. Diario in cui le vicende mondiali si mescolano con quelle personali e il collante è, a mio avviso, in quell’attenzione creatrice, tanto cara a Simone Weil, che permea lo sguardo di Gabriella Sica. La sua attenzione è infatti costantemente tesa a ciò che accade e al come questo accadere, una volta interiorizzato si traduce sulla pagina. Continua a leggere

Loredana Di Biase, da: “Il processo alla parola”

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foto: Loredana Di Biase in scrittura (particolare)

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Come nascono i miei disegni

Non ho fiducia nella referenzialità della parola; devo indagare sul suo retroscena per trovare una chiave di lettura che non si fondi semplicemente sulla musicalità dei suoni, o sui ghirigori dei morfemi o sul pressappochismo dei semantemi.

La parola in sé è poca cosa, tende agguati,  gira le spalle alla nobiltà del segno, tradisce appena può, è disposta a “mal fare”. L’ho scoperto nel mio vissuto di silenzio, sfregiato da sporadici tentativi di “parlare”. Ho deciso di vendicarmi violentandola, sviscerandola, sezionandola, torturandola, “usandola”. Devo dimostrare che essa mènte, che dice altro da sé, devo cercare dove si nasconde la sua vera faccia e perché è così subdola. Per questo scrivo ossessivamente parole, nessi logici, frasi sui miei fogli da disegno, li faccio scontrare tra loro, in un susseguirsi di osmosi…  durante questo processo è il “segno” a guidarmi. La parola, smascherata della sua arroganza, stimolata a “parlare”, taglia i ponti con l’accezione contingente, dice altro da sè, iniziando un racconto a ritroso, fino alle radici della storia.  La parola diventa evocativa, rivela ciò che il semplice ascolto, la semplice lettura o scrittura non vedono. Essa prende a soffrire, chiama a raccolta le creature che non sono state ascoltate, grida per bocca loro, si contorce, fa giustizia del dolore solitario.

(Loredana di Biase)

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“Confessioni di un Italiano” di Ippolito Nievo

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Scritto tra il dicembre 1857 e il 16 agosto 1858, il romanzo fu pubblicato postumo da Erminia Fuà Fusinato, nel 1867, con il titolo Le Confessioni di un Ottuagenario (per timore di censura). È l’autobiografia immaginaria dell’ottuagenario Carlino Altoviti, nato «veneziano» il 18 ottobre 1775, le cui vicende personali si annodano con gli eventi politici di circa ottant’anni, dal tramonto della Repubblica di Venezia alle cospirazioni e alle battaglie del Risorgimento, fino al 1858, quando il “vecchio” Carlino spera di morire «per grazia di Dio Italiano». Continua a leggere

EROS E MISTICISMO NELLA POESIA DI ALDA MERINI

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Ho conosciuto in te le meraviglie
meraviglie d’amore sì scoperte
che parevano a me delle conchiglie
ove odoravo il mare e le deserte
spiagge corrive e lì dentro l’amore
mi son persa come alla bufera
sempre tenendo fermo questo cuore
che (ben sapevo) amava una chimera.

Analizzando questa poesia mi sono accostata alla tematica meriniana, per consuetudine ascritta prevalentemente al percorso manicomiacale-religioso, da una mia prospettiva. Questo breve testo, costituito da otto versi endecasillabi divisi in due quartine senza cesura con rime A-B, A-B, C-D,C-D, ancorché inserito in una raccolta di poesie d’amore dedicate, include una disposizione di segno più ampio, aperto a ben più di un significato. La purezza del verso, la scelta semantica e l’andamento lirico della composizione rimandano ad una misura d’amore che trascende la mera sensualità. Qui le “meraviglie d’amore” non sono solo lo stupore per il sentimento ma accolgono implicazioni di valore spirituale giacché si collegano agli elementi della natura e suscitano una gioiosa esaltazione che viene accompagnata dal tumulto dell’anima. Non si tratta dunque della “meraviglia” come sorpresa dell’incontro con l’altro ma delle “meraviglie” intese come prodigio d’amore aurorale dentro il quale perdersi (… e lì/dentro l’amore/mi son persa come alla bufera). In questo senso mi sentirei di assegnare al testo una valenza metafisica, un’eco mistica. Erotismo e misticismo sono d’altra parte due coordinate essenziali nella poetica di Alda Merini. Ma il sentimento erotico che investe grande parte della sua opera contiene in sé dei limiti, non rende felicità, è intriso di nostalgia, di rimpianto, è una ricerca continua che non placa il bisogno di donarsi.

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Luca Martini “Le mani in faccia” recensione di Denis Cantelli


Luca Martini “Le mani in faccia”, 2010, Voras Edizioni – recensione di Denis Cantelli

 L’anno scorso mi è capitato di trovare una recensione di Francesca Zucchero sul sito, parlava con trasporto ed emozione di un libro di un autore non conosciuto, “La geometria degli inganni”, di Luca Martini. Mi ha incuriosito, l’ho comperato e l’ho letto, e sono rimasto piacevolmente sorpreso dal testo che Francesca proponeva, ritrovando buona parte delle cose da lei scritte con tanta passione e sensibilità. Continua a leggere

Premio biennale di letteratura per ragazzi “Olga Visentini”

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Premio biennale di letteratura per ragazzi
“Olga Visentini”

Seconda edizione – Anno 2010

Il Comune di Cerea (Verona), al fine di rendere omaggio alla concittadina Olga Visentini, la cui opera di giornalista, educatrice e scrittrice per la gioventù si impone ancora oggi all’ammirazione dei critici, bandisce la seconda edizione del Premio a lei dedicato, nel campo della letteratura per ragazzi.

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Premio Città di Garresio – Alessandro Ricci


PREMIO DI POESIA

CITTÀ DI GARESSIO – ALESSANDRO RICCI

Regolamento e Modalità di partecipazione

  1. Il Comune di Garessio (CN) bandisce la terza edizione del Premio Nazionale di Poesia “Città di Garessio – Alessandro Ricci”, riservato a libri di poesia edita. Continua a leggere

Alla bandiera rossa

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Alla bandiera rossa

Per chi conosce solo il tuo colore,
bandiera rossa,
tu devi realmente esistere, perché lui
esista:
chi era coperto di croste è coperto di
piaghe,
il bracciante diventa mendicante,
il napoletano calabrese, il calabrese
africano,
l’analfabeta una bufala o un cane.
Chi conosceva appena il tuo colore,
bandiera rossa,
sta per non conoscerti più, neanche coi
sensi:
tu che già vanti tante glorie borghesi e
operaie,
ridiventa straccio, e il più povero ti
sventoli.

Pier Paolo Pasolini

Da ” Nuovi Epigrammi”

 

“Sul lavoro” di Kalhil Gibran

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Allora un contadino disse:
Parlaci del Lavoro.

E lui rispose dicendo:
Voi lavorate per assecondare il ritmo della terra e l’anima della terra.
Poiché oziare è estraniarsi dalle stagioni e uscire dal corso della vita,
che avanza in solenne e fiera sottomissione verso l’infinito. Continua a leggere

Ma bisogna che il discorso si faccia!


Ma bisogna che il discorso si faccia!

Bologna. Il 25 febbraio, la compagnia Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa ha presentato all’Arena del sole lo spettacolo “Ma bisogna che il discorso si faccia!”, da L’Innominabile di Samuel Beckett, in un allestimento che le è valso il Premio della Critica teatrale 2009. Continua a leggere

Sirio Giannini: “La valle bianca”, 1958


Morto all’età di 35 anni (a Firenze il 26 gennaio 1960) in seguito ad un’operazione chirurgica, l’autore era nato a Seravezza (Lucca) nel 1925. Autodidatta, prima di diventare scrittore esercitò molti mestieri: meccanico, renaiolo nel fiume Versilia, bracciante agricolo nella pianura Padana e infine informatore farmaceutico. Nel 1953 esce per Mondadori, nella prestigiosa collana della Medusa, “Prati di fieno”, una raccolta di racconti ispirati alla sua esperienza di bracciante agricolo, che vinse nel 1956 il premio Firenze; seguito nel 1958 dal romanzo “La valle bianca”, ambientato tra i cavatori delle Alpi Apuane, che, sempre nel 1956, quando ancora era inedito, aveva vinto il premio Hemingway. Postumo uscirà nel 1971, per l’editore Massimiliano Bono di Bologna, “Dove nasce il fiume”. Collaborò a giornali e riviste e si interessò anche di cinema. Un suo documentario sui cavatori di marmo, intitolato “I cavatori”, vinse, l’anno dopo la sua morte, nel 1961, il premio “L’Airone d’oro” di Montecatini Terme. Continua a leggere

La longue chaîne de l’ancre – Yves Bonnefoy

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Si dice
che delle barche appaiano nel cielo
e che di alcune
la lunga catena dell’ancora può discendere
furtiva verso la nostra terra.
L’àncora cerca sui nostri prati, in mezzo agli alberi, Continua a leggere

LA VOCE DI GWEN


è nato LA VOCE DI GWEN, l’unico programma di diffusione della poesia (ma non solo) in una Web-radio svizzera.

 Dagli studi di Radio Gwendalyn (o più familiarmente Radio Gwen) di Chiasso, ogni Lunedi dalle ore 20.00 un’ora è dedicata alla diffusione della poesia in lingua italiana. Continua a leggere

Saudade*

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  Forse  conviene lasciarsi accarezzare dai ricordi
magari solo quelli dell’infanzia e dell’adolescenza
come il mare lambisce discreto in assenza di vento
la battigia orlata di salsedine, meduse e gusci vuoti. Continua a leggere

Lezione di fisica di Elio Pagliarani

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(a Elena)

Cominciò studiando il corpo nero
Max Planck all’inizio del secolo (dispute se era il principio o la fine
del secolo), le radiazioni del corpo nero nella memoria
del 14 dicembre 1900
bisognava supporre che quanti d’azione fossero alla base Continua a leggere

QUELLA VOLTA, QUELLA FOTOGRAFIA di Villa Dominica Balbinot

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Sulla parete, e ben centrato al di sopra di quel comò di legno chiaro e con il ripiano coperto da carta fiorata ridotta a uno spessore minimo- da tagliuzzamenti manuali forse fatti con una lametta di rasoio , niente in quel luogo pareva frutto di coincidenze o semplice opera del tempo- era incastonata entro una bella cornice di legno scuro e con un bordino dalle volute circolari dorate una fotografia di un bianco-nero ancora lucido., con le figure ben delineate, come incastonate anche esse in un perimetro esatto, forse solo un po’ rigido.
Quel quadretto fotografico era la rappresentazione dell’intera famiglia, i genitori con i cinque figli, due femmine e tre maschi, Continua a leggere

Ferdinando Camon: “Il canto delle balene”, 1989


Ferdinando Camon
Ferdinando Camon

Nato nel 1935 a Montagnana in provincia di Padova, Camon è, oltre che scrittore, giornalista collaborando a molti quotidiani, anche stranieri.
Numerose sono le sue opere come numerosi i premi letterari vinti.
Opere: Il Quinto Stato, 1970; La Vita Eterna, 1972; Liberare l’animale, 1973; Occidente 1975; Storia di Sirio, 1984; Un altare per la madre, 1978; La malattia chiamata uomo, 1981; La donna dei fili, 1986; Il canto delle balene, 1989; Il Super-Baby, 1991; Mai visti sole e luna, 1994; La Terra è di tutti, 1996; Dal silenzio delle campagne, 1998; La cavallina, la ragazza e il diavolo, 2004; Conversazione con Primo Levi, 2006; Tenebre su tenebre, 2006; Continua a leggere

Le scritture naturali di Pier Luigi Bacchini – Contemplazioni meccaniche e pneumatiche –

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Primo quarto

Nella mia vita ho parlato con vecchi
vissuti in altre lune. E cammino col bastone
appartenuto ad un altro.

Quest’uomo che mi cammina al fianco con il suo bastone,
e mi trasmette esuberanze,
era selvaggio, e mi ha portato un tavolino tondo
per rendermi più agevole la scrittura.
Non sapeva che questa antichità di parole
si scrive sopra l’erba, e morendo ogni volta,
come amando.
Ora, benchè vitale e amante di cibi
e d’irruenze amorose
e ricco d’ire ( e acuto
come questa punta ), è silenzioso nella sua tomba. Continua a leggere

Maria Occhipinti, una donna

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Maria Occhipinti, era nata a Ragusa nel quartiere  “La Russia”.  Il quartiere era chiamato così perché era collocato in periferia e nella parte alta di Ragusa, ma soprattutto si chiamava così perché durante la seconda guerra mondiale, e nel dopoguerra, il quartiere era abitato in prevalenza da contadini ed operai di sinistra. Continua a leggere

“Il fiore della libertà” di Giuseppe Bartoli Ed. Zero Lire


25 APRILE 

L’importante è non rompere lo stelo 
della ginestra che protende 
oltre la siepe dei giorni il suo fiore. 
C’é un fremito antico in noi 
che credemmo nella voce del cuore 
piantando alberi della libertà 
sulle pietre arse e sulle croci. Continua a leggere

Aqua a caciar el color palido de viso a fare colorito – Caterina Sforza e Cinzia Demi

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Cinzia Demi
Caterina Sforza - 
Una forza della natura fra mito e poesia (Fara Editore, 2010)

Ritratto di Caterina Riaro Sforza di Lorenzo di Credi, Pinacoteca di Forlì, Italia.

Aqua a caciar el color palido de viso a fare colorito:

piglia radice di mira el sole (girasole) et radila et metila in bono vino che farà bonissimo colore et bello.

A fare le mano bianche:

piglia foglie et radice de ortiga et fa buire in a uaet cummi quel aqua lavate le mano et divemteranno bianche et morbide.

Aqua celeste che fa regiovanire la persona, et de morto fa vivo: Continua a leggere

“L’altro” di Ryszard Kapuscinski, a cura di Stefano Crupi

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(Kapuscinski fotografato da M. Kubik)

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Perché l’esperienza del viaggio arriva così profondamente a modificarci? E fino a che punto dobbiamo spingerci per giungere alla reale conoscenza dell’”altro” che incontriamo sulla nostra strada?

Ryszard Kapuscinski è di sicuro l’autore che più di tutti può fornirci la risposta a queste domande.
Viaggiatore insaziabile, giornalista originale e innovatore, a lui dobbiamo alcuni dei più bei libri-reportage del Novecento. La sua originalità sta nell’avere elaborato un racconto che parte dal reportage ma che sfrutta anche gli strumenti del romanzo e del saggio.
“L’altro” è un piccolo libricino di poco più di 70 pagine. Vi è raccolto il materiale di sei conferenze il cui tema dominante è appunto “l’altro”. L’argomento riveste un’importanza personale per Kapuscinski perché l’interesse per l’altro gli fornisce la giustificazione, almeno in parte, di quella sete di conoscenza e di quella irrequietezza intellettuale che sembrano aver indirizzato la sua vita verso i viaggi.

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La solitudine delle madri

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La solitudine delle madri

di Marilde Trinchero

Editore: Ma.Gi.

 

Quando si è bambine ci danno in mano le bambole per renderci avvezze al rapporto con un bimbo, un figlio finto da accudire, da maneggiare con maestria.

Cresciamo con la certezza che per una donna la vera realizzazione passa attraverso l’esperienza della maternità. La maternità è bella, è un dono, un’esperienza meravigliosa.
Eppure ricordo, da bambina, alcune anziane che ne lamentavano la fatica, il dolore del travaglio, la perdita della femminilità. Pezzi difficili da mettere insieme eppure tutti e due ugualmente veritieri nell’esperienza delle donne.
Cosa avviene alla donna che diventa o sta per diventare madre? Continua a leggere

FESTA DELLA RESISTENZA domenica 25 aprile a Casa Cervi di Gattatico

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Festa della Resistenza :domenica 25 aprile a Casa Cervi di Gattatico
organizzata dal circolo Arci Fuori Orario di Taneto di Gattatico (Re) .
Dalle 9 alle 21 con bancarelle, grigliate, ospiti, spettacoli a ingresso libero
ore 12 Orchestra L’Usignolo + Paolo Nori e altri; ore 15.30 Don Gallo; ore 17 Michele Santoro; ore 18 Kinnara, Paola Turci e Bobo Rondelli

Qualcosa di più di una Festa della Liberazione: una Festa della Resistenza! La organizza il circolo Arci Fuori Orario di Taneto di Gattatico domenica 25 aprile nella capiente aia del Museo Cervi di Gattatico (Reggio Emilia), la Casa dei sette fratelli Cervi trucidati dai nazifascisti e del loro padre Alcide, quindi un simbolo della lotta partigiana, cuore pulsante della Resistenza in Italia. Una giornata speciale, il 25 Aprile, tutta a ingresso libero e gratuito (senza tessera Arci) dalle 9 del mattino fino alle 21: dodici ore consecutive di eventi, biciclettate, grigliate, spettacoli e soprattutto ospiti d’eccezione come Michele Santoro, che sceglie sempre con la massima attenzione i luoghi dei suoi interventi e assai di rado lo si vede al di fuori di «AnnoZero». Continua a leggere

Stefania Nardini: “Jean Claude Izzo – Storia di un marsigliese”

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 Perdisa Editore, 2010.

Stefania, la mia amica Stefania, a scrivere ci ha preso gusto. Questo è il suo quarto libro, e viene dopo “Roma nascosta”, 1984; “Matrioska”, 2001 e “Gli scheletri di via Duomo”, 2009. Per sovrappiù cura la pagina settimanale “Scritture & Pensieri” del quotidiano “Corriere Nazionale”.
Vive tra la Francia e l’Italia. 
Il libro narra la storia del poeta e scrittore Jean-Claude Izzo, figlio di Gennaro, un emigrante partito, ragazzino di dodici anni, da Napoli alla volta di Marsiglia per raggiungere il fratello e la sorella, lì emigrati. Nell’ultima guerra Gennaro sarà un soldato francese, ma un soldato tutto speciale perché “parlava napoletano”. 
Un avvio dal piglio deciso, quello della Nardini, che non concede niente al superfluo e che intride la scrittura, precisa e asciutta, di una tenerezza soffusa. 
Napoli e Marsiglia sono le due città che la Nardini ama di più, e si sente. Nella prima ha ambientato “Gli scheletri di via Duomo”, ora è la volta di Marsiglia. In entrambi vi si esprimono sentimenti destinati a lasciare tracce indelebili per tutta la sua vita.

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racconti di ANGELA PASSARELLO

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Da: ANANTA DELLE VOCI BIANCHE di Angela Passarello

(I Quaderni di Correnti, 2008)

illustrazioni di Laura Frova

Scrive Giampiero Neri nella breve introduzione:

I ricordi e le immagini che Angela Passarello ha fin’ora custodito nella sua memoria, hanno preso forma in queste pagine di racconti. Vengono da un paesaggio antico e rurale, che unisce la suggestione di un passato illustre con la presenza viva e misteriosa della natura.
Protagonisti di questi racconti sono gli animali che ci sono familiari, ma anche quelli più nascosti e remoti, come gli uccelli notturni e i pesci.
Rivivono tutti nelle pagine dell’autrice, che li descrive con pochi tratti, dentro qualche loro vicenda essenziale. Continua a leggere

“Cento madri” di Alfonso Lentini

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Insula 1

Cento madri” di Alfonso Lentini (Foschi editore) si apre con un corsivo sulle mongolfiere. O meglio. Con lo sguardo di occhi bambini che le osservano, affascinanti e colorate, con i nasi all’insù, le bocche un poco aperte per lo stupore; le mongolfiere che si staccano da terra e cominciano il loro volo verticale trascinando con sé attese e speranze. Corsivo che ci introduce in pieno nello spirito del libro perché il libro racconta di un viaggio che conduce il protagonista (e noi lettori) sulla soglia di un altro viaggio. Continua a leggere

La Resistenza dei militari italiani

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Nel settembre 1943 vennero catturati e disarmati dai tedeschi oltre un milione di soldati italiani, che si trovavano in patria o all’estero, tra Iugoslavia, Francia, Albania, Grecia e isole dell’Egeo. Di questi più di 600.000 mila finirono nei lager di prigionia tedeschi: 13 per gli ufficiali e 57 per sottufficiali e soldati.
Il regime nazista non considerò mai i nostri militari catturati come prigionieri di guerra, ma li classificò subito come IMI (internati militari italiani): come tali furono obbligati al lavoro forzato e sottratti alla possibilità di controllo della Croce rossa internazionale e alla tutela della Convenzione di Ginevra del 1929, sottoscritta anche dalla Germania, che prescriveva un trattamento umanitario. Durante l’internamento nei campi i nostri militari furono incessantemente invitati, in cambio della loro liberazione, ad arruolarsi nelle forze armate tedesche e soprattutto nelle forze armate della Repubblica sociale italiana. La stragrande maggioranza degli internati si rifiutò, opponendosi a qualsiasi collaborazione e rassegnandosi alla prigionia nei lager, in tragiche condizioni di vita. Continua a leggere