Le ossa di Cartesio

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La vicenda da cui prende le mosse questo saggio è nota al grande pubblico. Il filosofo Cartesio, nato in Francia nel 1596 e padre spirituale dell’età moderna, morì l’11 febbraio 1650 a Stoccolma, dove era stato chiamato dalla giovane Cristina di Svezia, che voleva essere istruita da lui sulle questioni di filosofia. Ancora oggi si discute sulle vere cause della morte del filosofo francese – una polmonite dovuta al rigido inverno svedese, o una congiura di palazzo causata da un suo legame troppo stretto con la regina? Meno invece si parla della misteriosa sorte toccata alle sue ossa. Obiettivo di questo originale saggio è invece proprio ripercorrere il bizzarro e spesso dimenticato destino occorso alle sue spoglie. Dov’è finito il teschio del grande pensatore, separato dal resto del corpo? È davvero quello conservato al Musée de l’Homme di Parigi? Seguendo il cammino delle ossa di Cartesio – che girarono per sei Paesi, in un arco di tempo di tre secoli e che furono più volte riesumate – a partire dalla prima tormentata sepoltura, che la regina volle dargli in terra protestante ma che fu ben presto rivendicata dalla cattolica Francia, Shorto ricostruisce una storia dell’Europa moderna. Le complicate vicende delle spoglie cartesiane rifletterebbero infatti l’altrettanto complicato intreccio di eventi e idee che animarono tre secoli di storia europea.

Ferito di Percival Everett

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Percival Everett
Ferito
Traduzione dall’inglese di Marco Rossari
Nutrimenti (Greenwich – 7), Roma 2009
236 p. ; 16 €

Il romanzo ambientato nel Far West, trasporta il lettore all’interno del ranch del tollerante John Hunt , in una natura incontaminata  vicino a un paese dove l’omosessualità si  scontra con il perbenismo provinciale e  il pregiudizio. Ecco che allora la frontiera diventa  confine, separazione tra etero e gay, tra chi  accoglie e chi si erige a giudice usando la violenza fisica o  quella spirituale come il padre del ragazzo scomparso. Continua a leggere »

Da iomare: terzo mare

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bea2foto Beatrice Cignoni

terzo mare

Te sola, fra tante ch’io son stata,/ sola te non ricordo quale m’appari/ in questa di me remota immagine./ Così ero? Ancora in specchi non ti miravi,/ sapere non potevo se m’assomigliavi./ E or s’incontrano i nostri sguardi./ Come seria sei, piccina e assorta,/ parrebbe quasi veramente tu vedessi /quella che oggi io sono. (S. Aleramo )

In mondi sconosciuti a ricercarsi,
sulla coda marina d’invernata ribelle, Continua a leggere »

L’astratto – di Silvia Molesini

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copertina di Rifrazioni (De Marchi)Per cui con l’astratto si può dire tutto. Non presa posizione definita il mondo svolge spirali e non s’incaglia.

L’astrazione è rara virtù dell’intelligenza e traguardo finale dello spirito. Finalmente sbarazzati di quel profilo continuamente sopravvenente gli animi raggiungeranno orbita e sposeranno il nero totale , ma non definitivo.

Per cui ti rosso asperrima e mi resusciterai viso. Per cui ti amo interrima e sorri-so. Per cui la linea avrà frattale incontro e solo gli ingrandimenti mentiranno un vero, e solo ma no, non solo abbaini di luce, spicchiarli a grani mossi superiori agli insieme.

Quando mi immagino le membra seducenti immagino un sé-duce. E vorrei che fossero le tue unghie reduci a spaccare la tela in quattro, mandalesca, e a non fermare l’abbraccio con l’analisi e l’olio, la sfumatura tintoretta, il tizianesco groviglio, vaghe prospettive a veleonardo o, cazzo, la crocefissione della francesca.

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NIENTE PLACA LA SUA SETE di Villa Dominica Balbinot

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In quei giorni ,
niente placa la sua sete,
rimane solo quel respiro ripetitivo
- lì al centro-
da crespi segnali è attraversata, la notte:
ovunque è un luogo di foglie. Continua a leggere »

Quando anche la cultura discrimina di Barbara Cannetti

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da SEDICI MILIONI DI COLORI – libertaedizioni, 2009  – di Barbara Cannetti*

La mia vita è tutta qui

Trasformo la mia mente in un campo minato di magica follia
e non importa se resto così, ferma a guardare
un domani che forse non ci sarà…
la mia vita è tutta qui
ma è percorsa da un’elettrizzante energia
e non importa se scorre su filo spinato
su cui il cuore può restare mortalmente impigliato.
Tranelli e contraddizioni possono diventare soffici nuvole
o vaporosi guanciali
se li osservi da nuove angolazioni,
quelle di un’amicizia o di un rinnovato amore,
quelle che tempo non hanno
perché sempre in me saranno…
Non importa il luogo in cui sono finita…
quel che davvero importa
è prendere coscienza di ogni momento.

Quando anche la cultura discrimina
(di Barbara Cannetti)
Spesso, nell’ambito dei concorsi letterari, succede che se uno dei vincitori non si reca a ritirare personalmente il premio – qualunque ne sia la causa – quel riconoscimento in denaro non gli verrà assegnato e per posta gli verranno inviate solo pergamene, targhe o medaglie ricordo. Ma non è anche questa una forma di discriminazione nei confronti di persone con disabilità o con problemi di salute tali da impedir loro di muoversi da casa? Non dovrebbe contare solo la qualità dell’elaborato in concorso? Forse una discriminazione “di dettaglio”, ma è anche dai “piccoli particolari” che si può capire la civiltà e la sensibilità di un Paese

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“La vita davanti a sé ” di Romain Gary

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Il pomeriggio del 3 dicembre del 1980, Romain Gary si recò da Charvet, in place Vendôme a Parigi, e acquistò una vestaglia di seta rossa. Aveva deciso di ammazzarsi con un colpo di pistola alla testa e, per delicatezza verso il prossimo, aveva pensato di indossare una vestaglia di quel colore perché il sangue non si notasse troppo. Nella sua casa di rue du Bac sistemò tutto con cura, gli oggetti personali, la pistola, la vestaglia. Poi prese un biglietto e vi scrisse: «Nessun rapporto con Jean Seberg. I patiti dei cuori infranti sono pregati di rivolgersi altrove». L’anno prima Jean Seberg, la sua ex moglie, l’attrice americana, l’adolescente triste di Bonjour tristesse, era stata trovata nuda, sbronza e morta dentro una macchina. Aveva 40 anni. Si erano sposati nel 1962, 24 anni lei, il doppio lui.
Il colpo di pistola con cui Romain Gary si uccise la notte del 3 dicembre 1980 fece scalpore nella società letteraria parigina, ma non giunse completamente inaspettato. Eroe di guerra, diplomatico, viaggiatore, cineasta, tombeur de femmes , vincitore di un Goncourt, Gary era considerato un sopravvissuto, un romanziere a fine corsa, senza più nulla da dire. Pochi mesi dopo la sua morte, il colpo di scena. Con la pubblicazione postuma di Vie et mort d’Emile Ajar, si seppe che Emile Ajar, il romanziere più promettente degli anni Settanta, il vincitore, cinque anni prima, del Goncourt con La vita davanti a sé, l’inventore di un gergo da banlieu e da emigrazione, il cantore di quella Francia multietnica che cominciava a cambiare il volto di Parigi, altri non era che Romain Gary. A trent’anni di distanza dalla sua prima edizione, la Biblioteca Neri Pozza pubblica questo capolavoro della letteratura francese contemporanea. «Venti anni prima di Pennac e degli scrittori dell’immigrazione araba, ecco la storia di Momo, ragazzino arabo nella banlieu di Belleville, figlio di nessuno, accudito da una vecchia prostituta ebrea, Madame Rosa» (Stenio Solinas).
È la storia di un amore materno in un condominio della periferia francese dove non contano i legami di sangue e le tragedie della storia svaniscono davanti alla vita, al semplice desiderio e alla gioia di vivere. Un romanzo toccato dalla grazia, in cui l’esistenza è vista e raccontata con l’innocenza di un bambino, per il quale le puttane sono «gente che si difende con il proprio culo», e «gli incubi sogni quando invecchiano».

La donna invisibile di Paolo Zardi


incompleto

 

La comunicazione è un processo che prevede almeno due punti fermi: una sorgente e un destinatario. E se l’arte è (anche, o soprattutto: dipende dai punti di vista) comunicazione, un pittore che dipinge un quadro sta realizzando solo la prima metà della sua opera: opera che sarà conclusa solo nel momento in cui qualcuno aprirà i propri occhi di fronte alla tela, e aggiungerà, a ciò che sta vedendo, tutto il proprio mondo. Esiste, quindi, una relazione stretta, tra chi crea e chi guarda, una sorta di contratto i cui termini continuano a variare nel corso del tempo. [...]

continua sulla Rivista di Viadellebelledonne:   qui

 ***
Paolo Zardi, nasce a Padova nel 1970. Laureato in ingegneria elettronica,
 libero professionista ed imprenditore nel settore dell’ informatica, Zardi
ha scoperto all’ inizio del 2006  il mondo del blog che gli ha fatto rifiorire
la passione per lo scrivere abbandonata poco dopo la fine del liceo classico.
Ama la letteratura americana degli ultimi cinquan’ anni con speciale amore
per Roth, Wallace, Kundera e John Le Carrè.

 

il blog di Paolo Zardi:    Grafemi

 

immagine: inconcluso
 ( paola lovisolo)

“Vi racconto come si fabbrica uno scrittore di successo”

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Io, facciamo ad esempio, lavoro alla Mondadori di Roma, in via Sicilia, dove – due piani sotto al mio ufficio – c’è la redazione di Nuovi Argomenti. Questa, per capirci, è la fornace da dove vengono fuori i grandi successi editoriali. Da qui è venuto fuori Roberto Saviano. Dall’angusta stanzuccia ricavata nel sotterraneo – di questo si tratta – è sbucato Alessandro Piperno con Le peggiori intenzioni. E perfino Paolo Giordano, l’autore de La solitudine dei numeri primi deve venire da lì, non ricordo bene, ma ad ogni modo è stato avvistato dalla combriccola. Nella rivista che fu il peccato d’orgoglio di Alberto Moravia e che ancora oggi è appannaggio di Van Straten, l’elegante guru messo nel Cda della Rai, fino a qualche giorno fa ci ha lavorato Mario Desiati, oggi direttore editoriale della più glamourosa casa editrice, la Fandango. Continua a leggere »

L’oro di Dongo di Luigi Cignoni

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LA TRAMA

E’ la storia di due uomini-soldato: l’uno repubblichino, l’altro inquadrato nell’esercito regolare, il primo originario di Como, il secondo dell’Elba. Si scopriranno protagonisti di eventi che hanno scritto la storia contemporanea d’Italia: il passaggio della fine della dittatura alla nascita della Repubblica. Continua a leggere »

Astrazioni I – Alessandro Ghignoli

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Helen Frankenthaler

“La vita non è quella apparente che noi vediamo: ma è immensa, totale, illimitata, senza confini – e minima, invisibile, fatta di segni infimi, di particelle trasparenti, delle pulsazioni dell’aria, dei battiti segreti dell’universo”.[1]

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Louis Fürnberg di Stefano Zangrando

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Louis Fürnberg

 

 

 

 

 

 

 Luis Fürnberg  

 

 

Quest’anno cade il centenario della nascita di Louis Fürnberg, uno scrittore di lingua tedesca poco conosciuto. Recentemente la Literaturwerkstatt di Berlino gli ha dedicato una serata di letture. Tempo addietro, l’amico Reimund Frenzel di Weimar mi aveva spedito alcune poesie che aveva antologizzato per l’occasione, chiedendomi di poter dare visibilità a questo autore anche in Italia. Lo faccio volentieri con i mezzi di cui dispongo, traducendo quasi per intero la voce che a Fürnberg dedica Wikipedia tedesca e aggiungendo in calce una poesia e la sua traduzione.

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Da iomare: secondo mare

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beanero1foto di Beatrice Cignoni

secondo mare

L’infanzia ho sotterrato/ Nel fondo delle notti/ E ora, spada invisibile,/ Mi separa da tutto. (G. Ungaretti)

Il mio paese era senza chiesa, privo di negozi, con quattro palazzi principali dai nomi e dagli stili altisonanti: prima navetta, scoglio di sale, piramide, seconda navetta; aveva una piscina azzurra nascosta da alte rocce e conosciuta solo dai paesani.

D ’inverno, solitaria, vi coglievo alghe d’ogni varietà e d’estate mi cibavo di patelle; discese scivolose portavano a raggiungerlo via mare e lì trovavo amici a volontà .

Lo osservo oggi, ma scorgo solo un arcipelago di scogli. Continua a leggere »

TRE POESIE INEDITE


 

 

NedaSoltan 

 

 

NEDA SOLTAN

 Neda respira gli angoli di strada,

veste la tunica del sogno

per una libertà sempre negata.

Neda senza bandiera né fucile

attraversa la storia nel silenzio

-vita spazzata via

come di topo

fuggito dalle fogne.

Neda fra le braccia di fratelli

sconosciuti, occhi di lava spenta

fiore di sangue stretto fra le labbra

e grida prigioniere.

 (28 giugno 2009)

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Luca Martini: LA GEOMETRIA DEGLI INGANNI recensione di Francesca Zucchero

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LA GEOMETRIA DEGLI INGANNI
Ho acquistato un libro, un libro di racconti: LA GEOMETRIA DEGLI INGANNI, l’autore è Luca Martini, ha 37 anni, è di Bologna, l’editore è Voras di Ravenna. L’autore non è conosciuto. Dopo aver letto il libro mi dico: “Ancora per poco”.
Talvolta, ci si ritrova senza accorgersene a farsi lucidamente i propri conti in tasca per fare anche una piccola scelta: io che in questo periodo di soldi davvero non ne ho (non andrò, ahimè, nemmeno in vacanza quest’anno..) so però che non ha prezzo il talento di una persona, di uno scrittore in questo caso. Si tratta di un esordiente, è vero, almeno per la narrativa, conosco ben poco di lui praticamente nulla, ma qualcosa già posso intuire, ad esempio dal titolo “La geometria degli inganni” e dalla descrizione in quarta pagina. Mentre la scelta si avvicina, aggiungo un pizzico di curiosità per darle una spinta più decisa nella direzione inconsciamente voluta, e all’improvviso mi accorgo che…sono già affascinata sull’ipotesi di contenuto. Il “rischio di impresa” a quel punto si chiarisce: rischierò di buttare via quei pochi soldi che ho, ma rischierò anche di regalare a me stessa prima di tutto e in secondo luogo di contribuire a regalare al mondo una voce che non può restare nascosta, che le persone devono conoscere. Continua a leggere »

Il nostro bisogno di consolazione di Stig Dagerman

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Mi manca la fede e non potrò mai, quindi, essere un uomo felice, perché un uomo felice non può avere il timore che la propria vita sia solo un vagare insensato verso una morte certa. Non ho ereditato né un dio né un punto fermo sulla terra da cui poter attirare l’attenzione di un dio. Non ho ereditato nemmeno il ben celato furore dello scettico, il gusto del deserto del razionalista o l’ardente innocenza dell’ateo. Non oso dunque gettare pietre sulla donna che crede in cose di cui io dubito o sull’uomo che venera il suo dubbio come se non fosse anch’esso circondato dalle tenebre. Quelle pietre colpirebbero me stesso, perché di una cosa sono convinto: il bisogno di consolazione che ha l’uomo non può essere soddisfatto. (…) Continua a leggere »

La strana giornata di Alexandre Dumas

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Con Nino Manfredi in Parole d'amore-ridotta

Rita Charbonnier con Nino Manfredi in Parole d’amore.( Foto di Tommaso Le Pera) 

Rita Charbonnier è una di quelle donne predestinate al successo, ha nel sangue il dono dell’Arte e lo manifesta attraverso una personalità poliedrica ed esuberante, quale sia essa l’attività in cui si cimenta: il teatro, il cinema, la letteratura. Dopo il successo riportato con il romanzo “La sorella di Mozart” edito nel 2006 da Corbaccio, tradotto in ben dodici Paesi, si ripresenta con questo secondo avvincente romanzo (La strana giornata di Alexandre Dumas, Edizioni Piemme, pagg.374, €.18,50 ). Ancora una storia di donne strappate all’oblio e riconsegnate alla loro verità storica. Continua a leggere »

Vento nelle vele

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Vento nelle vele- copertina

Da  Porquerolles, sulla Costa Azzurra, al porto di Genova, a poca distanza dal Rex che si prepara alla traversata atlantica; dal ponente che non c’è e obbliga il veliero a soste forzate, alla permanenza di dieci giorni all’Isola d’Elba, con i relativi episodi di abitanti fatalisti, pescatori poveri e dignitosi, musicanti che rifiutano le mance, cugini che danno una mano all’equipaggio. Dalla Sicilia fastosa, pigra e inquietante a una Malta snaturata dalla presenza inglese; da Tunisi e Hammamet, con episodi impertinenti e curiosi, alla descrizione e alle peculiarità delle case di piacere sparse per tutta la costa del mare nostrum; dalla Tunisia araba alla Turchia di Mustafà Kemal fino alla Sardegna di Cagliari e di Arbatax.  E inoltre, i tentativi di definizione della civiltà mediterranea, le riflessioni di sapore storico, filosofico e morale (l’atavica saggezza, la povertà dignitosa, la solidarietà sorridente), i rapporti con Tigy, le storie tragiche e quelle divertenti ma soprattutto la luce, i colori, i suoni, i profumi, la magia,  l’incanto del mare e della navigazione a vela nel racconto dell’indimenticabile crociera, dal maggio all’ottobre 1934, di Georges Simenon, a bordo dell’Araldo, goletta a due alberi con equipaggio elbano. Continua a leggere »

Da iomare: primo mare

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E Iddio disse: “Si radunino tutte le acque,
che sono sotto il cielo, in un sol luogo
e apparisca l’asciutto”. E così fu.
E Iddio chiamò l’asciutto “Terra”
e la raccolta delle acque chiamò “Mari”.
(Genesi I, 9-10)

Bea3 foto di Beatrice Cignoni

primo mare

Grumi di sangue si sciolgono
nel tempio del mio tempo
e il vento di ponente mi trasporta
tra i capelli spettinati
di bambina in posa su una bitta. Continua a leggere »

Strage di Bologna. La poesia del ricordo Di Giacomo Di Cristallo – Bologna 2 agosto 1980

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La copertina della seconda edizione di 'Antologia per una strage'

La copertina della seconda edizione di ‘Antologia per una strage’

Stazione di Bologna, sala d’attesa, 2 agosto 1980, ore 10.25. “Quel mattino moriva forse definitivamente il sogno lungamente accarezzato dalla nostra generazione di realizzare una democrazia veramente matura, in cui la forza della massa non sopprimesse la personalità e la necessità del singolo, ma, al contrario, li aiutasse a risolversi”. Sono le parole che lo scrittore e giornalista ferrarese Gian Pietro Testa scrive nella prefazione alla seconda edizione di ‘Antologia per una strage’ (Minerva, Bologna, 2005). Continua a leggere »

Caterina Falconi: “Sulla Breccia “, Fernandel, 2009


Caterina Falconi

Caterina Falconi

È il romanzo d’esordio dell’autrice che nel 1999 vinse il premio Teramo.
La storia si svolge “in una cittadina antica che aderiva come una cuffia alla cima di una collina tondeggiante.” Siamo nella provincia di Teramo, dove la Falconi è nata nel 1963.
Silvia Mancini appartiene a quella gioventù annoiata che non ha ancora avvertito il proprio destino. I genitori sono riusciti a farle prendere il diploma magistrale e stanno trafficando per trovarle un lavoro. La ragazza trascorre il suo tempo passeggiando con l’amica Cinzia, una che non si fa mancare i suoi amorucci estemporanei. Rimprovera a Silvia di non fare altrettanto. Continua a leggere »

inedito poetico di Margherita Gadenz

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vento 4 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

***

al mattino sono stanca,
nella notte  – non so come -
accumulo  sabbia a mani nude
sulle unghie rimane il vento
che il sonno non spazza via
 
oh, Maria,  hai un nome bello ricamato al tombolo
 
ma le vecchie che lo portano ne fanno uno sciupìo
pregando a labbra strette
 
come temo le briciole di pane sulle labbra
 
come tremo nelle dita e dentro gli occhi
 
ho fatto finta d’innamorarmi dei figli unici
che ammazzano i fratelli per dominare un cuore
i miei Caino che non voglio più toccare
 
hai visto come la pelle maschia
mischia il grano alla gramigna?
 
toglimi i lacci delle scarpe
 
lascia che  vada a piedi nudi dentro il fiume
nelle secche delle rive dove folaghe assonnate
non temono il candore
 
oggi scrivo con i nervi delle braccia
sono stecche di balena
che difendono il nudo chiosco
dei miei capelli

 

immagine: vento4
fotografia ed eleborazione grafica
di Margherita Gadenz e paola lovisolo
qui    l’ originale

IN-FINITUM

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infinitum

Museo Fortuny
San Marco 3780 – Campo San Beneto,
30124 Venezia

Organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dalla Vervoordt Foundation, In-finitum, prevista a Venezia, Palazzo Fortuny dal 6 giugno al 15 novembre 2009, esplora la categoria dell’Infinito nelle sue diverse accezioni, dal non-finito all’illimitato, con un approccio multidisciplinare in cui arte, scienza e filosofia di ere e civiltà diverse si incontrano e si confrontano. Continua a leggere »

Gli “Amori ridicoli” di Milan Kundera

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Milan_Kundera

Gli ottant’anni di Milan Kundera, compiuti il 1° di aprile di quest’anno, sono stati letterariamente festeggiati con la nascita di un nuovo libro. Un incontro, pubblicato da Gallimard, casa editrice storica dello scrittore, è una raccolta di articoli e saggi “fatta con la stessa alleanza di emozione e riflessione dei suoi grandi romanzi”, come l’ha definita il filosofo Alain Finkielkraut. Milan Kundera, ormai entrato nel pantheon dei grandi scrittori europei del secondo Novecento, ebbe negli anni ’80 un grande successo con il romanzo L’insostenibile leggerezza dell’essere che divenne una specie di manifesto degli intellettuali, un cult da cui non si poteva prescindere. Nel tempo, Adelphi, editore italiano dello scrittore ceco naturalizzato francese, pubblicò altri romanzi: La vita è altrove (1987, ma uscito in Francia nel 1973); L’immortalità (1990); La lentezza (1995); L’identità (1997); L’ignoranza (2001); e nel 1994  ripubblicava uno dei suoi primi libri, Amori ridicoli, una raccolta di racconti scritti fra il 1959 e il 1968, quando l’autore viveva ancora in Cecoslovacchia.

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Visibile/Invisibile Animazione di Matteo Boscarol

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kaiba2 

 

 

 

 

 

“L`occhio non vede piu`, si stacca ed in un`estasi delle cose per le cose rotola fra le pieghe della materia. Non vede piu` ma in un delirio tattile rotola, rotola, rotola. Biglia impazzita di gioia”

“…ma soprattutto, di quale fuoricampo è l’animazione il segmento?”

                                                                                                  [Deguchi Izuru]

 

Benchè esponente maggioritaria di ciò che viene definito comunemente cultura pop l’animazione è un tipo di arte marginale, eccentrica e duplice  (talvolta il suo status artistico è messo addirittura in discussione) dove paradossalmente tutto è massimamente visibile rimanendo allo stesso tempo invisibile. Visibile perchè non c è, o almeno nell’ interpretazione dominante non ci dovrebbe essere, un fuoricampo della scena inquadrata, invisibile in quanto l’animazione (quella migliore s`intende) indipendentemente dal suo “realismo”,  nasconde il suo nocciolo di significazione, mancando quel referente reale automatico che le immagini filmiche portano “naturalmente” in grembo.  [...]

continua sulla Rivista di Viadellebelledonne qui

***

Matteo Boscarol [www.artaud.wordpress.com], vive e lavora in Giappone. Tra le tante cose, si occupa di cinema nipponico per Il Manifesto (e Alias). Suoi articoli, saggi e/o recensioni sono apparsi su : Rolling Stone, Focus, Blow Up, Blue, Alibi, Il Venerdi di Repubblica, La Gru, Viadellebelledonne Ha anche curato l’introduzione del libro “Rock & Roll Virus” di William Burroughs.

Articoli: Recensione/presentazione Mind Game di Yuasa Masaaki in neoneiga.it. Intervista a Hitomi Kanehara (bella) in carmillaonline.com. Intervista a Masao Adachi in Alias (Il Manifesto) 2005. Intervista a Takashi Miike in Alias (Il Manifesto) 2005. Rampo, l’erotico Poe del Sol levante in Il Manifesto 31 dicembre 2006. Le allucinanti premonizioni del maestro Teruo Ishii in Il Manifesto 31 dicembre 2006. Tatsumi HIjikata e il corpo di carne in Il Manifesto 31 dicembre 2006. Il peso dei grandi numeri nell’editoria del Sol Levante in Il Manifesto 29 settembre 2007. Scritto in collaborazione con Massimo Soumaré.. Intervista con Onitsuka Kihachiro, fondatore della ASICS e della Onitsuka Tiger, in Rolling Stone, 2007. Pinku eiga, rosa come la carne in Alias 19 aprile 2008. Scritto per la maggior parte da Alessandro G. Demitri. Tra i suoi saggi in volume: Resistenze orientali. Asimmetria 1#, LA GRU N. 5 – ANNUARIO 2007/2008. Fetish Japan in Agalma. Vol. 16: Fetish, Milano, Mimesis, 2008

Lavoro di donna – di Domenico Lombardini

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Ci aveva messo tutta la notte, con le mani. Anzi, prima con le unghie pian piano, roteando così, oplà!… poi, ancora, con zelo, perseveranza e, perché no, oculatezza, questa sì, da cerusico, una mano via l’altra, sul sito ben delineato, roseo poi vermiglio poi escara purulenta. A un punto, un glu-glu riboccante, uno stillicidio, un gocciolio sulla moquette. Piccolo, pìcciolo picciò il buchetto, poi slargato, con sapienza, specolino, specoletto, lo speco, si fece buco, foro, apertura slargata. Con le mani poi senza pietà nel burro, con sapienza, immersa fino al polso, fisting, rimestare macellaro, tra le trippe e salsicce, sierose, cercare ed ecco! eccolo lì, l’organetto con tutto l’armamentario suo, niente al caso, tutto precisato topograficamente… Via il rizoma! via tutto, non abbiamo pietà noi, di noi stessi poi, men che meno, ci mancherebbe!… via dal suo sugo! il nostro! Non è che le avesse fatto niente, di impressione, questa cosa qui. Stupita che fu di questo fatto, atarassica e presto e all’erta che nessuno la sgamasse sulla seggiola dello scempio, prese sacchetto e vi immerse quel glu-glu riboccante di bollicine, d’interiora, di trippe palpitanti. Continua a leggere »

La tirannia dell’Intimità – Poesie di Francesca Mannocchi

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Il tuo compleanno

È il tuo compleanno, guardi
il mio silenzio rovente tra salite e discese di via dei Serpenti

È il tuo compleanno
tu taci, io fremo
io tremo, tu cacci

È il tuo compleanno
tu sei un grido sordo ma io ho scarpe nuove
tu hai occhi d’addio, io solo parole sbagliate

È il tuo compleanno
l’ultima tappa del giro del mondo di tutti i nostri ieri
e un’unica rabbia, la tua, Continua a leggere »

Lorenzo Pittaluga e il gesto creativo

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penombra

Ciò che mi allontana da molta della poesia contemporanea è l’assenza del gesto creativo. L’autore del verso si lascia scorrere in una realtà che gli passa a fianco e della quale si mette a servizio. E’ puro spettatore: in un determinato momento decide di affacciarsi alla finestra di casa e trascrivere quello che vede a un’ora casuale e da una prospettiva accidentale. Sembra volersi rendere solo braccio, corpo senza mente, articolazione e muscolo staccato dalla psiche. Trascrittore è il termine più giusto per il verseggiatore-reporter che indugia nella pretesa realistica di un momento, apparentemente inconsapevole che il realismo, per quanto disidratato, non può coincidere con la parola essendo questa sempre frutto di una soggettività e che quindi l’unico atto davvero possibile è il foglio nudo mentre ogni parola porta con sé il fallimento della realtà.

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Antonio Carnemolla, primo premio al Festival del cinema di Frontiera – Marzamemi

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Antonio Carnemolla “per la raffinata qualità tecnica, per aver saputo dipingere un luogo dell’anima, restituendo dignità a storie spesso dimenticate e taciute, di pescatori, di solitudine. Il mare con le sue tempeste ” vince la sezione cortometraggi del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera di Marzameni con “Il prossimo inverno” bissando il  successo già ottenuto nel 2003 con “Marsaharillah”.

***

Prendi un giovane dall’anima porosa, uno di quelli che pur vivendo immerso nella contemporaneità non ha dimenticato le radici da cui è nato, i sapori che l’hanno attraversato, le tradizioni con cui è cresciuto, fianco a fianco.

Metti che questo giovane abbia una sensibilità tutta particolare nel narrare vicende che ai più sfuggono, che parli con le parole umili di pescatori, quelle semplici dei bambini e quelle sagge degli anziani.

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(G)attitudine

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Il giornale dei gatti – Gianni Rodari

I gatti hanno un giornale
con tutte le novità
e sull’ultima pagina
la “Piccola Pubblicità”.

“Cercasi casa comoda
con poltrone fuori moda:
non si accettano bambini
perché tirano la coda”.

“Cerco vecchia signora
a scopo compagnia.
Precisare referenze
e conto in macelleria”. Continua a leggere »

Di fuochi in fuochi – di Antonella Pizzo

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25 luglio 2009

I

Fuoco che ardi il piede e la pece squagli
che sotto la terra sembri dormire
invece spilli e infliggi
e gli aghi fini ci configgi
e ai palmi, ai calli del contadino stanco
che la zolla spacca e il seme sparge
con movimento risoluto
non mente il quadro ad olio pitturato
dove il fuoco, il sole, brucia
e la fronte di sudore imperla. Continua a leggere »

Ad occhio nudo. Note su Sloterdijk e sulla commozione pittorica di Tommaso Ariemma

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Ottiche occidentali

Peter Sloterdijk è un filosofo assai interessante. Il suo nome verrà ricordato per l’elaborazione del motivo concettuale di sfera, protagonista della trilogia che ripercorre la storia  dell’umanità proprio a partire da questo concetto e pertanto intitolata Sfere. I tre volumi, pubblicati tra il 1998 e il 2004 e  dedicati rispettivamente a una microsferologia, a una macrosferologia e a una sferologia plurale, intendono indagare la storia dell’uomo attraverso ciò che Sloterdijk, in un altro testo, chiama “il dramma silenzioso del suo creare spazi”[1].

La sfera è un dispositivo fondamentale attraverso il quale il genere umano regola la sua esposizione alle cose e controlla il loro farsi largo. Secondo il filosofo le sfere “hanno lo status di un’‘apertura mediana’, sono involucri di membrane tra l’interiorità e l’esteriorità e dunque media di tutti i media. […] lo sferico orienta l’originaria struttura ‘spaziale’ dei rapporti abitativi”[2]

[…]

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Tommaso Ariemma, dottore di ricerca in filosofia, insegna attualmente Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Le sue ricerche riguardano l’articolazione di una filosofia dell’esposizione. Ha tradotto e curato testi di Badiou, Nancy, Derrida, Baudrillard. Ha pubblicato i volumi: Fenomenologia dell’estremo. Heidegger, Rilke, Cézanne (Mimesis 2005), Il nudo e l’animale. Filosofia dell’esposizione (Editori Riuniti 2006), Il senso del nudo (Mimesis 2007), L’estensione dell’anima. Origine e senso della pittura (ombre corte 2009), Logica della singolarità. Antiplatonismo e ontografia in Deleuze, Derrida, Nancy (Aracne 2009). È redattore della rivista on-line Kainos.

Ti son cresciuti fiori dentro le ginocchia?

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Lo sapevi, mamma, che da vecchi le ossa fanno fiori?
Mente che non poteva mentire , un tempo lattiginoso
sospeso nel tempo, parole che annegavano nel vuoto.
Sono qui, piccola mia, dammi le mani, camminiamo
piano lungo il corridoio, il corridoio lungo.  Continua a leggere »

ERRI DE LUCA-POETA DEL FEMMINILE

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A volte un uomo riesce a descrivere il sentire femminile
meglio di quanto possa fare una donna.
Così accade in questo meraviglioso scritto di Erri De Luca,
dove una prosa in versi dipinge, in tutta la sua soave bellezza,
l’umanità di Maria,Madre di ogni madre.
Dolcissimo questo scritto,tocca la carne viva di una storia,
quella dell’Incarnazione di Dio, che è stata innanzitutto una Storia umana…troppo umana.
Si respirano le paure, le emozioni,
si ascolta il battito del cuore di una donna che attende..
attende il suo Destino.. un Destino che Lei stessa sceglie di far divenire la sua stessa Storia.
Come sempre Erri De Luca riesce ad entrare nel segreto vivere delle parole
e ci dona l’occasione di un viaggio toccante e poetico.

Resensations – Il film (Casassa, Calvi, Fogelberg, Sannelli)

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RESENSATIONS

- QUALCOSA DI INSPIEGABILE -
scritto e diretto da Gabriele Casassa

saranno presenti il regista e gli interpreti
Elisa Calvi
Roberto Fogelberg Rota
Massimo Sannelli

(sabato 25 luglio 2009, ore 17 – presentazione del cortometraggio)

Secondo il regista Gabriele Casassa, RESENSATIONS. QUALCOSA DI INSPIEGABILE «apre un ciclo di nove storie introspettive. L’episodio QUALCOSA DI INSPIEGABILE, ambientato a Genova, è un thriller psicologico, con un stile di montaggio completamente diverso da quello di una normale fiction». Continua a leggere »

Tre poesie inedite


foto di Lucianna Argentino

foto di Lucianna Argentino

Non so quale felicità avremmo vissuto,
o quale guancia avremmo offerto all’offesa
se felicità c’è stata, se c’è stata offesa.
Così lo scrivo, ne faccio segno,
per capire come si spiega l’albero la potatura,
il papavero lo strappo
i bambini il tempo e lo spazio:
- dove va la notte quando è giorno?
- mezz’ora è tanto o poco?
O come si spiega il vuoto degli esseri
che ci stanno accanto come un’assenza
o il senso irsuto della vita,
il suo difficile che poi diventa facile
quando cominci ad amare.

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Viadellebelledonne, n.4

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Viadellebelledonne, n.4, luglio 2009

peter erskine - gost forest (SOS 1995)

peter erskine - ghost forest (SOS 1995)

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