Sulla scrittura – Theodor W. Adorno

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51. D i e t r o   l o   s p e c c h i o. Prima regola di prudenza dello scrittore: esaminare ogni testo, ogni brano, ogni periodo e chiedersi se il motivo centrale emerge con sufficiente chiarezza. Uno è talmente preso da quello che vuol dire, che si lascia trasportare senza riflettere: è troppo vicino all’intenzione, è troppo «nei suoi pensieri», e dimentica di dire quello che vuole.

Non c’è correzione, per quanto marginale o insignificante, che non valga la pena di effettuare. Di cento correzioni, ognuna può sembrare meschina e pedante; insieme, possiamo determinare un nuovo livello del testo.

Non essere mai avari nelle cancellature. La lunghezza di un testo non conta, e il timore di non aver scritto abbastanza è puerile. Nulla va ritenuto degno di esistere perché c’è già, perché è già stato scritto. Continua a leggere »

Conversando con Paolo Fresu di M. Buttafuoco

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Quello che segue è il sunto di una conversazione che ho avuto con Paolo Fresu, prima del suo concerto al festival Parma Jazz Frontiere. Feltrinelli ha da poco pubblicato la sua autobiografia “Musica dentro”. Dove si parla di jazz, ovviamente, ma non solo a beneficio della strana congrega degli adoratori di questa musica : Fresu racconta anche la sua Sardegna contadina, i suoi viaggi innumerevoli, le tante culture del mondo, il silenzio della musica, l’ elettronica che aiuta a ritrovare il “lato mistico ed ancestrale del suono che noi occidentali abbiamo perso da tempo”, l’ essere isolano, il narrare senza parole, l’ avventura dell’ improvvisazione.

Di solito le autobiografie si scrivono per segnare un punto di arrivo di un percorso di vita. Io ho l’ impressione che tu abbia invece fatto il punto di una situazione che è in evoluzione continua”
“  Tenevo molto a questo libro. Su di me è stato scritto molto in termini musicali. Ma io volevo raccontare qualcosa di più, qualcosa che potesse interessare anche chi il jazz non lo conosce. Volevo raccontare la storia di un ragazzo nato nella Sardegna profonda, che si innamora di una musica decisamente altra. Un’ arte  lontana, come spirito e come forma dalla cultura contadina in cui è cresciuto. Una storia normale ed inedita allo stesso tempo. Situata in un tempo cronologicamente vicino al nostro, essendo io nato nel 1961, ma lontanissimo al tempo stesso. Quando ho cominciato ad ascoltare jazz  di internet nemmeno si parlava. Sapere qualcosa era molto più difficile che non adesso. Io ero immerso in quell’ ambiente contadino, dai tempi lunghi. Fatto anche di rassegnazione, di fatalismo. Immobile forse,  Immerso in quel mondo  che amavo e che amo e allo stesso tempo innamorato di un arte  come il jazz che si mette in discussione minuto dopo minuto, all’ interno di una stessa esecuzione.  Ho voluto raccontare questo “. Continua a leggere »

Silvia Molesini – Cahier de Doléances

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Silvia Molesini,  Cahier de Doléances, Samiszdat 2009

Silvia Molesini ha una voce poetica personalissima che ha sviluppato, sperimentato, teso negli anni fino a raggiungere la piena originalità espressiva. Se il talento è la capacità di trasformare la vista in visione, di farsi attraversare dalla realtà per restituirla al lettore trasfigurata, intessuta di voce, distorta in un’esperienza creativa unica, Cahier de Doléances è la somma di questi elementi. Tutta la raccolta è caratterizzata da una forza espressiva viscerale che colpisce il lettore tenendolo legato alla successione dei versi. Versi che, inusualmente considerando il carattere retorico di molta poesia contemporanea, non hanno nessuna tendenza spassionata o indolente.

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VITE DI ARTISTI: SUZANNE VALADON

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Suzanne Valadon ritratta da Renoir

Marie Clementine Valadon si insedia nel quartiere di Montmartre quando il secolo IX è al suo scatto finale e la belle époque inizia a travolgere la società europea in un tourbillon di vivacità mondana. A Montmartre proliferano cabaret e café chantant, luoghi di ritrovo dove artisti e personaggi della vita quotidiana si ritrovano in un’atmosfera fra il ludico e l’intellettuale. Marie Clementine è una giovinetta priva di mezzi, materiali e culturali, nata nel 1865 da una sartina e da un padre ignoto; dal convento in cui stava compiendo il percorso di studi elementari viene espulsa per cattiva condotta. Si avventura nell’attività circense con il ruolo di acrobata, ma una caduta la costringe a desistere; prova con altri umili lavori, finché decide di inventarsi come modella artistica. Ha soltanto quindici anni ed è bellissima: un ovale perfetto, Continua a leggere »

Gabriele D’Annunzio: “Il compagno dagli occhi senza cigli”, Treves, 1928


[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

Gabriele D'Annunzio

Il romanzo, che è del 1928, porta questa dedica: “A Eleonora Duse/ che del suo genio e del suo amore/ in tutta la sua vita di esilii/ fece a se stessa alterne/ una luce di lampada/ una luce di rogo. L’idillio amoroso con la Duse era terminato nel 1904; qualche anno prima, il 1900, il poeta si era ispirato a lei nel romanzo “Il fuoco”.
Devo ringraziare il prof. Giorgio Bárberi Squarotti che mi consigliò di prendere in mano questo romanzo, che considera tra i più belli di D’Annunzio.
Sin dalle prime pagine si respira un’aria insolita, infatti, prudente, compassata, rivolta all’indagine e alla riflessione. Le parole sono sapientemente misurate, le frasi trasmettono le emozioni con la serenità di una scrittura consapevole della sua forza. La vasta cultura dell’autore vi è diligentemente distillata, tale da far corpo con la narrazione: “L’anima in me è alta, sollevata da una specie di delirio stellare.” Continua a leggere »

René Char – seconda parte

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Bestemmia sotto i salici

Io ti scuso tu morirai
Della quiete che mi allaccia

Non ne voglio al tuo mistero
E come credere al mio rimorso

La violenza del giorno mi è cara
Più della pietra che ti addormenta

(1926) Continua a leggere »

Calpestare l’oblio. Trenta poeti contro la minaccia incostituzionale

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Calpestare l’oblio


Trenta poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana.

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Una memorabile cena con Proust e tanta “joie de vivre” di Paola Cerana

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L’atmosfera è da belle époque parigina, tra eccessi e fermenti artistici e scientifici mescolati a vizi personali e pubbliche virtù A tutti coloro che si sentono ardenti proustiani come me, consiglio un libro che ha il dono di annullare il Tempo, anzi di riavvolgerlo magicamente all’indietro fino ad una notte di maggio del 1922 e di trasportarci, invisibili, accanto a Marcel Proust, durante una memorabile cena in uno dei più grandi hotel di Parigi. Continua a leggere »

John Barnie – Tumulto in cielo

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John Barnie, Tumulto in cielo, Kolibris Edizioni 2009

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Una poesia mobile quella proposta in Tumulto in cielo dove il titolo suona particolarmente pertinente perché le poesie di John Barnie, poeta gallese tradotto da chiara De Luca per le edizioni Kolibris, cambiano, crescono, mostrano sfaccettature diverse pagina dopo pagina.
Dopo un momento iniziale che potrebbe far presagire un’inclinazione naturalistica da parte dell’autore, il corpo poetico si alza, si muove, esce dalle previsioni, esplode. La voce di Barnie diventa multiforme, specchio di smerigliature caratteriali dove predominano, di volta in volta, lo stupore, l’inquietudine, l’indignazione.
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Scatti per voci sole. Man Ray

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SULLA CRINA

“L’incavo del derma
che si irrora di piacere
sulla crina
ti offro, amore, alla tua mano

che mi monta marea di cellule e tracima
lievitando sulle labbra un crampo
un fremere rappreso in uno squillo
-sì- ancora fino allo spigolo umido (del cuore)

e non ti guardo fisso il Cielo giuro
quando mi oscilli
in un brusio di stelle dentro
imbastendo di sussurri e di respiro
la ferita che mi segna d’Infinito al centro

e si dilata la matrice del mio Essere
in un’emorragia di Senso l e n t a
che muoio sola godendo(ti)
nei singhiozzi della lingua tua
in punta di preghiera

benedetta.”

 

Testo: Silvia Rosa Continua a leggere »

M. Buttafuoco : Claudio Cojaniz -Non Son Tornati, VIaggio nella grande Guerra

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In una sera d’estate dello scorso anno, a Pordenone, Claudio Cojaniz si sedette davanti ad un piano, in un teatro all’ aperto. Davanti a lui uno schermo cinematografico rimandava al pubblico le immagini, crudeli, di documentari dei tempi della prima guerra mondiale. Il pianista aveva davanti le partiture che lui stesso aveva composto per commentare quei minuti d’ orrore e di lontana tragedia. 
La cronaca sonora di quella serata è ora documentata su un cd, pubblicato da Cinemazero ed Atracoustic di Pordenone, corredato da un bel booklet (in Italiano, tedesco, sloveno e friulano) con testi, foto d’epoca ed una breve, toccante, introduzione del pianista. E’ probabile che la mancanza di immagini tolga qualcosa alla musica suonata quella sera. E’ anche vero, però, che Cojaniz è artista di profonda e non dissimulata sensibilità. Il disco quindi può essere ascoltato anche indipendentemente dalle mute, accelerate sequenze in bianco e nero. L’ atmosfera sonora che si coglie immediatamente è quella dei primi cinema, quando qualche pianista commentava le storie narrate dalle ombre dello schermo. Continua a leggere »

Bellezza mortale

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BELLEZZA MORTALE

Carne A[r]mata

gastrite ulcerosa

il mio continuo scrivermi dentro
ma ora basta
carta e penna
è ora che vediate
oltre

l’autopsia di un vivo

Chiara Daino esegue l’autopsia sul corpo vivo di Fabio Barcellandi Continua a leggere »

Aleister Crowley e il dio occulto, di Kenneth Grant

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AlCrEIlDiAleister Crowley nasce il 12 ottobre 1875 a Leamington, cittadina della contea del Warwickshire, in Inghilterra. Figura ambigua, esperto di arti occulte. Fu anche alpinista, artista, poeta. Allevato in una famiglia fortemente religiosa, dopo la morte del padre a causa di un cancro alla lingua, cominciò a sviluppare una visione del mondo lontana dalla fede cristiana.
Nel 1920 prese in affitto una villa a Cefalù per praticare riti, creando l’Abbazia di Thelema e l’O.T.O, corpo di iniziati operanti per far rivivere la tradizione magica attraverso pratiche di magia sessuale. Continua a leggere »

Artemisia Gentileschi – Processo per stupro

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25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

« Serrò la camera a chiave e dopo serrata mi buttò su la sponda del letto dandomi con una mano sul petto, mi mise un ginocchio fra le cosce ch’io non potessi serrarle et alzatomi li panni, che ci fece grandissima fatiga per alzarmeli, mi mise una mano con un fazzoletto alla gola et alla bocca acciò non gridassi e le mani Continua a leggere »

Torpore d’autunno

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luce ambrata

L’autunno declina talvolta cieli ambrati

e trasparenze stanche di mare cristallino;

lente si posano le foglie sul selciato

come gli anni sul viso e sulle mani. Continua a leggere »

COLLAUDI all’Arsenale

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“La morte di James Dean” di Nicola Verlato

Nell’ambito dell’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, cioè la famosa Biennale, quest’anno il Padiglione Italia mi ha davvero entusiasmato; collocato alle Tese delle Vergini, nello storico Arsenale ( per intenderci, quello citato anche da Dante nella Divina Commedia), è stato intitolato “Collaudi”, parola cara ai Futuristi, e dedicato a Filippo Tommaso Marinetti. Il precedente Padiglione Italia, ai Giardini, da anni ospita un’altra sezione, internazionale, della Biennale; quindi gli artisti italiani, mescolati con il gruppo, rimanevano un po’ in ombra. Continua a leggere »

“Quali mani asciugheranno le mie lacrime?” di Mariatu Kamara

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Quando in Sierra Leone la guerra civile raggiunge il culmine, la piccola Mariatu ha dodici anni. Da un giorno all’altro le sue giornate spensierate a Magborou, il tranquillo villaggio in cui vive, sono stravolte dalla minaccia rappresentata dai ribelli armati, che incendiano, devastano, torturano e uccidono. Continua a leggere »

ORME E TRASPARENZE

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Famiglie

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Dall’alto mia madre gestisce le maree,
è madreluna, madre che io non sono stata,
io che m’ingravido di nuvole
e mi rovescio sopra il mondo Continua a leggere »

Nerina Garofalo. La circoncisione delle parole e altre poesie

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Da  La circoncisione delle parole, Format, NoviLigure, 2008

Il Pino di Giarre


Era un pino marino
Non potevo intrecciare per te
Bracciali di fronda

I tuoi occhi Agatino
Mi tenevano stretto
Nella rada di vento

Le tue dita tessevano
Chiacchiere a farne silenzio
In lenzuola a misura di auto

Mi coprivi
Col tepore stremato
Da fatiche nel portare più nomi

Il mio zito, il mio zito
Con le labbra scoperte
E camicie rigate dai fiori

Sei adesso in un attimo
Bruciato da un faro
Il mio corpo lasciato a trattenere il respiro

La mia mano che stringe
Insinuata da sotto
Nel lembo di stoffa la tua mano a dirotto Continua a leggere »

Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares – Estratti

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Pensando, mi sono creato eco e abisso. Approfondendomi, mi sono moltiplicato. Il più piccolo episodio – un’alterazione della luce, il cadere contorto di una foglia secca, il petalo che si stacca ingiallito, la voce dall’altra parte del muro o i passi di chi pronuncia quella voce insieme ai passi di chi la deve ascoltare, il portone socchiuso della vecchia tenuta, il patio che si apre con un arco sulle case strette sotto il chiarore della luna – tutte queste cose, che non mi appartengono, imprigionano con corde di risonanza e di nostalgia la mia meditazione sensitiva. In ognuna di codeste sensazioni sono altro, mi rinnovo dolorosamente in ogni impressione indefinita.
Vivo di impressioni che non mi appartengono, dissipatore di rinunce, altro nel mio essere io.

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Cagliari. Festival “Traghetti di poesia”

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 Cagliari. Festival “Traghetti di poesia”
Claudio Pozzani

Da venerdì 27 a domenica 29 novembre 2009 Spazio Search, largo Carlo Felice (sottopiano del Palazzo Civico)

Tre giorni di letture, incontri, lectio magistralis, per offrire un saggio variegato della poesia europea. Parla infatti italiano e sardo, ma anche svedese e greco, il festival “Traghetti di Poesia”, in programma a Cagliari nell’ultimo weekend di novembre, da venerdì 27 a domenica 29, nell’elegante cornice dello spazio Search, nel largo Carlo Felice (sottopiano del Palazzo Civico). Continua a leggere »

Leonardo Sciascia, l’eretico da leggere sempre di Nicola Vacca

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Leonardo Sciascia, l’eretico da leggere sempre
di Nicola Vacca

Il migliore omaggio che si può rendere a Leonardo Sciascia, scomparso nell’autunno del 1989, è quello di riconoscergli il ruolo di intellettuale puro che credeva nell’eresia e scriveva le sue opere con il convincimento di dare fastidio.
Ogni suo libro è diventato un caso. Nelle sue invettive colpiva sempre nel segno, perché lo scrittore siciliano non è stato mai disponibile al compromesso e all’opportunismo.
Matteo Collura ha giustamente osservato che Sciascia scrittore è un eretico con il culto dell’opposizione, un anticonformista delle idee sempre pronto a dare battaglia, instancabile combattente in un Paese di trasformisti in cui tutti sono pronti a salire sul carro del vincitore.
Per questo aspetto del suo carattere, i suoi libri e i suoi articoli provocavano malumori a coloro che da sinistra a destra complottavano con il potere. Continua a leggere »

Storie minime di Maria Pina Ciancio

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coverstorieminimeMaria Pina Ciancio
STORIE MINIME
e una poesia per Rocco Scotellaro
Postfazione di M. Sannelli
Fara Editore, 2009

Anche in questa sua seconda fatica letteraria Maria Pina Ciancio si dimostra poetessa passionale, ancorata alle sue radici, modellata e forgiata con le lacrime e il sangue della propria terra, la terra lucana, terra del Sud. Storie minime (Fara Editore, pagg.47, €. 10,00) è una preziosa silloge di poesie sul tema dell’emigrazione. Un grido di dolore quello di Maria Pina Ciancio, un’invocazione struggente che si leva alta nel cielo a cingere in un abbraccio ideale quanti hanno dovuto spezzare il legame ombelicale con la terra che li ha generati, in cerca di fortuna altrove. Continua a leggere »

M. Buttafuoco : La vita e le maratone di Zatopek in “Correre” di J. Echenoz

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«Forrest Gump» ceco. La vita e le maratone di Emil Zatopek

Nel romanzo di Jean Echenoz una biografia del campione he mescola lo sport, la storia e diverse tecniche narrative *

Il risvolto di copertina definisce questo bellissimo “Correre” del francese Jean Echenoz, appena pubblicato da Adelphi, come un romanzo. In realtà è una biografia molto fedele e molto circostanziata della strabiliante carriera di Emil Zatopek,campione cecoslovacco delle lunghe distanze dell’atletica leggera, mito dello sport internazionale degli anni ‘50, scomparso nel 2000. Continua a leggere »

Silvia Monti – Poesie

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crap on the sky

crap on the sky

Da così uguale
lampi di stampa, 2008

*

da (love songs)
- prima parte -

*

un sabato di novembre del ’94, lo hai capito. tutti i giorni
in cui hai ceduto, adattandoti al suo vuoto.
e non sei mai più riuscita a perdonarla.

fosse stato un pomeriggio teso e spoglio
nell’autunno giunto al limite, dentro un silenzioso gelo
avresti scelto la vendetta. ma era notte
una notte tersa, esatta, mitigata da contorni
ed ombre blu.
e non sei mai più riuscita a perdonarla ottusamente:
ti si è aperto l’orizzonte.

*

c’è ancora un buco nero a casa tua
nascosto sotto il letto. (un tempo stava
in bella mostra nel salotto). a furia di evitarlo
soltanto adesso sei felice: non torni se non quando è necessario
e gli amici che hai lasciato non lo sanno,
non l’hanno mai saputo, che è solo per fuggire da quel buco.
e tu non lo hai mai detto.

così diventi quello nelle foto che è sparito,
senza farsi più sentire. (non so quanto t’importi,
quando si arriva al dunque e poi si ricomincia
non è tanto automatico voltarsi.)

e loro non lo sanno, non l’hanno mai capito.
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Pier Paolo Pasolini

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Che fui? Che senso ebbe la mia presenza
in un tempo che questo film rievoca
ormai così tristemente fuori tempo?
Non posso farlo ora, ma devo
prima o poi sviscerarlo fino in fondo,
fino a un definitivo sollievo…
Lo so: ero appena partorito a un mondo
dove la dedizione di un adolescente
- buono come sua madre, improvvido
e animoso, mostruosamente
timido, e ignaro d’ogni altra omertà
che non fosse ideale – era avvilente
segno di scandalo, santità
ridicola. Ed era destinata
a farsi vizio: ché marcisce l’età
la mitezza, e fa, dell’accorato
dono di sé, ossessione. E se ho trovato
di nuovo un’accorata purezza
dell’amare il mondo, il mio
non è che amore, nudo amore, senza
futuro. Troppo perduto nel brusio
del mondo, troppo cosparso dell’amaro
di un pur triste, chapliniano riso…
È resa. Umile ebbrezza del contemplare,
partecipe, sviscerato – e inattivo. Continua a leggere »

Guerra alla tristezza!

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guerra alla tristezza

Un libro importante che consacra uno dei più riconosciuti scrittori italiani

Dopo il successo di “Tuttalpiù muoio” con Filippo Timi (oltre 25000 copie vendute e sei ristampe), “Guerra alla Tristezza!” è il nuovo libro di Edoardo Albinati.
L’opera contiene la migliore produzione narrativa dello scrittore romano, i racconti sono quasi tutti inediti, e confermano la voce di uno degli autori italiani più significativi. Guerra alla Tristezza! è un libro che contiene molti libri, un’opera ambiziosa e composita, oltre quaranta storie, toccanti, illuminanti, ma anche paradossali e attraversate dall’ironia. Una raccolta in cui si alternano racconti brevi, a volte brevissimi dal taglio fulminante, e racconti più lunghi come “Il bambino scettico”, uno dei passi più belli scritti sull’infanzia. Continua a leggere »

ItaIianuda 2010

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armadio di Valeria Floris

Corpo riposto, corpo esposto

corpo gravido, corpo partorito

nell’ombra in lievito di luce

nella complicità del legno

rifatto all’uso umano.

(Scricchiolii e schiocchi notturni

memoria cedua dell’albero che fu).

E mammelle e amnio

e radici e linfa

per la vita che sarà

per la vita che viene nel presente

nel farsi infanzia del mistero

dove l’essere è nella contesa

soglia e transito

e indossa la nudità

calza la sosta

per abiti futuri

per futuri passi.

http://mazaracult.blogspot.com/
www.officinelampasona.it

Lara Arvasi – Collezione di piccoli rancori

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Lara Arvasi, Collezione di piccoli rancori, Samiszdat 2009

La poesia di Lara Arvasi è personale, l’autrice non si nasconde dietro improbabili terze persone utili solo al bon ton poetico o ascrivibili nella moda di un momento. La caratteristica che colpisce il lettore fin dalle prime pagine di Collezione di piccoli rancori è il vis à vis dell’autrice con il suo pubblico. Lei non parlerà di galassie e vite aliene, racconterà di sé, della sua carne, del magma di esperienze e privazioni che fanno affiorare la sua unicità.
La selezione esordisce con un verso che non lascia spazio a equivoci contenutistici “Io che nella vita non so dire” e ancora “E mi taglio a pezzetti.”

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Gabriele D’Annunzio: “Solus ad solam”, Sansoni, 1939

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[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

Gabriele D'Annunzio

È un’opera poco conosciuta e postuma (l’autore era morto un anno prima, il 1 marzo 1938), che narra la tragica storia d’amore, iniziata nel 1906, tra l’autore e una donna sposata, la contessa Giuseppina Giorgi Mancini, chiamata Giusini (“o Giusini dolce”), che comparirà ne “Le faville del maglio, tomo I, Treves, pagg. 636-653, con il nome di Amaranta. A lei dedicherà “La Nave” e a lei parteciperà le nuove opere composte sotto l’influenza del suo amore. Dopo vari indugi la sua amata, infatti, cederà al suo ostinato e assiduo corteggiamento in un giorno che D’Annunzio non dimenticherà mai più, e menzionerà continuamente nelle lettere all’amata: l’11 febbraio 1907, quando si trovavano nella villa La Capponcina, sita sul colle di Settignano in Firenze (“l’Eremo sul colle di Settignano”), che il poeta aveva preso in affitto al tempo del suo amore per Eleonora Duse, finito nel 1904: “Ti ricordi della sera di febbraio? Era un lunedì, come oggi: era il giorno della luna nuova, l’undicesimo del mese. Eravamo stati nel ‘piccolo giardino’. E, finalmente, dopo tanto diniego, dopo tanta lotta, io t’avevo presa su i cuscini verdi; ma tu, nel tuo sbigottimento parevi inconscia.” L’opera destinata a ricordare questa sua passione e da cui è stato tratto il brano è, appunto, “Solus ad solam”, composta dall’8 settembre al 5 ottobre del 1908, quando la interruppe poiché “l’amarezza mi soffocò”. Essa fu portata a conoscenza della Giusini dallo stesso D’Annunzio in una lettera dell’11 novembre 1911, e a lei il poeta consegnò l’autografo a Roma il 26 maggio 1915, prima di partire per la guerra. Sarà Giusini ad autorizzarne, dopo la morte dell’autore, la pubblicazione. Continua a leggere »

OPERE IN CONCLUSIONE di Villa Dominica Balbinot

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Accanto a un gruppo nutrito di quelle che ho definito “OPERE IN CONCLUSIONE”. – che mi azzardo a postare in una specie di anteprima ma solo perchè sono abbastanza avanti per potersene fare un’opinione- Continua a leggere »

Antonio Bassano, L’imperfezione dei cardini

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Bassano Antonio

Antonio Bassano

L’imperfezione dei cardini

Prefazione di Ivan Fedeli,

Postfazione di Fabiano Alborghetti

Le voci della luna, 2009

L’imperfezione dei cardini ci è offerta nel duplice abbraccio di una prefazione che l’analizza in profondità (‘tentativo di esorcizzare l’illeggibilità del vivente’, Ivan Fedeli) e una postfazione che ne ricostruisce genesi e stile (‘La poesia di Antonio è maturata “in solitaria”…l’autore usa un tono colloquiale compatto. Riesce ad essere eco senza però travestimento o rifrazione’, Fabiano Alborghetti). La raccolta è arricchita dalla riproduzione di alcune opere di Stefano Phen Buccarello – oli su tela o in tecnica mista – tutte dedicate alla tangenziale romana, che ‘…taglia il respiro come lo Scalo/straborda da ogni pensiero, si prende tutto/ spariglia le carte, azzera lo spazio, annulla mappe,/ tenia di asfalto aggrappata a questo cielo al neon’ (Antonio Bassano). Continua a leggere »

Silvia Comoglio – Canti Onirici

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arcolaio_copertine_cantionirici

La scrittura di Silvia Comoglio è caratterizzata da una forte connotazione personale. L’autrice sente l’importanza dell’innovazione linguistica e porta avanti una ricerca incentrata sulle possibilità sonore della parola.
In Canti Onirici il rapporto fondamentale è quello fra suono, tempo e linguaggio. La poesia che apre la prima sezione della raccolta, L’ olmo, dichiara al lettore la centralità dell’elemento temporale (voi – mi siete il tempo/ dei gechi dilatati/ dal sogno dentro l’orto, “il guardare/ – álto e già proteso – del límite che tocca/ l’alba rovesciata nell’úl-tima parola -).
L’autrice dice, a proposito dei due cicli, L’olmo e Euridice, che compongono il volume: “i due cicli sono una sorta di partitura in cui ogni composizione vorrebbe essere una nota musicale e le note, nel loro insieme, un canto”.

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“Altro emisfero” di Marina Raccanelli

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Colourful_Sunset_by_Orsoni foto di Piero Orsoni

A te che vivi
eccitazioni e languori di un altro emisfero
sotto stelle velate e lune crescenti – respiri aria speziata
densa di palme e ocelli d’ombra
è primavera
il sole del tramonto pende
liquido e rosso sull’oceano, cade

a me basta un quadrivio
divergente dal colle, in un’altra città
agli angoli, mi sorprende un vento diverso
edifici plasmati in stile austroungarico
un caffè più nero
scudo d’argento convesso il mare
nel Carso le foglie d’autunno stillano sangue

mi basta questo
e la gente che passa, normale e strana
entro in un mio provvisorio
sradicato benessere

Don’t touch my woman di L.R.Carrino e S.Palombo

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Il frutto del peccato una donna l’ha mangiato. Io adesso vorrei un pezzo di torta’. Desiderare un pezzo di torta, rientra tra le cose che Giorgia può fare “dopo”. In effetti questo è il primo pensiero che le frulla in testa, dopo averci informato che ‘il frutto del peccato’ è stato divorato da un essere umano con le tette e senza il cosino ciondolante tra le gambe. Radio Italia, solo musica italiana. Un cesso di stazione.
Io intanto ho una gomma a terra e Marzia si è fottuto il crick ieri sera. Io adesso vorrei dare a Marzia un bel calcione in culo, ma sta contrattando con il tizio della SLK 400.
Ahi sì. Intanto io, intanto, sto fermo immobile al parcheggio del Forlanini, noto ospedale romano, che dopo le 3 di notte c’è il teatrino degli scambi di coppia a gogò. Vanno, vengono, poi vanno ancora, con le loro macchinine lussuose… Le Nuvole di De Andrè, questo mi viene in mente. Invece c’è Vamos a Bailar Esta Vida Nueva, che Paola ha voluto dirmi addio, e che lo sa solo Dio.
Ecco, come la mettiamo con Dio? Nono Comandamento: non desiderare la donna d’altri. Qui si sta commettendo peccato e nessuno fa niente!
Non è come pensate. Ho accettato perché lei, la mia concupiscente partner, me lo ha chiesto.
L’ho conosciuta in chat, una sera, spacciandomi per il mio coinquilino Sergio, ma parlando di me.
Ovvio che ho tessuto le mie lodi, la mia riservatezza, il mio essere un po’ fuori dagli schemi, un po’ orso, quanto basta per. In realtà lei mi aveva gia incontrato una volta, solo che non aveva incontrato me ma Sergio. Non so se è chiaro… Chiaro, no?

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Scatti per voci sole. Josephine Sacabo

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labirinto

LABIRINTO

 

“E non ne esco
da questo labirinto
fosco di pensieri

mi si dissolve il corpo
in sguardi tremuli
che ricadono nell’occhio

e non vedono
che il riverbero convulso della pelle
quando si snuda

lentamente
da ogni buio sgraffio
e veste inerme

il velo lucido fecondo
dell’essere
-me stessa-

fino all’(e)stremo
sul precipizio del Mondo
-oscena- tesa

una vertigine di Luce
accesa
nella carne.”

Testo: Silvia Rosa Continua a leggere »

Poesie di Regina Pereira da Silva

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Vento que passa

Correntes transparentes

Brisas com aromas

Tempestades elegantes

Surgem quando menos se espera.

Dores atrozes

Sem sentido

Profundas

Que se enraízam

No húmus fértil da alma.

Não é saudade, nem melancolia

Talvez seja desgosto

E vontade de fugir. Continua a leggere »

LE VOCI DEGLI ACCORDI di Gabriella Perugini

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Gabriella Perugini - Le voci degli accordi
Assessorato alla Cultura Comune San Mauro T.se
“Dicembre in Musica 2009”
Concerto – spettacolo multisensoriale

LE VOCI DEGLI ACCORDI
di Gabriella Perugini

Mercoledì 2 Dicembre 2009
Ore 21,00

Ingresso libero
Teatro Gobetti – San Mauro T.se (To) Via Martiri Libertà, 17. Tel. 011.822.21.92

Liuto rinascimentale, chitarra barocca, tiorba : Gabriella PERUGINI
Voce narrante : Mauro CROSETTI
Interventi artistico-pittorici di Vinicio PERUGIA e Francesco PREVERINO
Luci e immagini multimediali : Andrea e Luca DALLOLIO Continua a leggere »

Pietro dei colori di Normanna Albertini

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pietrodeicolori

 Pietro dei colori


Albertini Normanna
Prezzo € 12,00
Dati 2009, 173 p., brossura
Editore Prospettiva Editrice (collana Lettere)

 “Una mattina della primavera del 1456, Peruzza, vecchia contrabbandiera del ferro e del sale, entra nel borgo di Talada, sull’Appennino emiliano, accompagnata da una luna indifferente e dall’inquietante presenza della donna dai capelli rossi, che compare e scompare, a tratti, tra le fronde. Arriva dalla Garfagnana e pare nascondere qualcosa. Perché si spaventa quando le chiedono della lacca scarlatta usata dai pittori e del piccolo Pietro rapito dai briganti? E cosa racchiude quel libro prezioso che alcuni vescovi, fuggiti dalla Turchia, avrebbero portato su quelle montagne? Che cosa vuole da lei l’ostessa dai capelli rossi? Non doveva essere morta? I ricordi le affollano la mente, in un crescendo di eventi tragici nei quali entra Pietro, rapito anni prima a Talada dal brigante Noè e poi diventato un grande pittore grazie all’incontro con il cartografo frate Mauro. Nella narrazione, il destino del Maestro di Borsigliana, Pietro da Talada, si intreccia con quello di Lucrezia Fina e di Orsola, i suoi amori, mentre, dai cieli alle grotte, veglia la luna.”

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LA VITA IN PROSA


Il Concorso prevede la selezione di scritti inediti in prosa (racconti, lettere, considerazioni, brani di diario e qualsiasi altro testo creativo scritto in prosa). I Vincitori saranno pubblicati gratuitamente da puntoacapo Editrice, www.puntoacapo-editrice.com .

I testi migliori saranno inoltre inseriti periodicamente nella rivista DEDALUS: corsi, concorsi, testi e contesti di volo letterario, www.ivanomugnaini.splinder.com. Nel sito DEDALUS sono presenti, preceduti da un commento introduttivo, liriche, prose e interventi critici di alcune delle voci più significative del panorama letterario contemporaneo. Sono stati pubblicati, tra gli altri, Continua a leggere »

TIENIMI CARO – una poesia di Costantino Simonelli


Tienimi caro anche quando le mie idee sono coriandoli

uguali, sempre d’un nero o d’un rosso amaro.

Tienimi caro quando mi offendo da solo o quando

offendo il mondo tutto quanto, perché non è fatto

con lo stesso stampino mio. Continua a leggere »

Note sulla poesia di Emily Dickinson

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emily_dickinson1 

Che senso possono avere queste mie annotazioni sulla poesia di Emily Dickinson, quando già tanto è stato detto e scritto? Comunque le tento, perché desidero in qualche modo razionalizzare, attraverso la riflessione e la scrittura, l’onda di piena delle emozioni che la lettura delle sue liriche mi provoca.
Che sia una grande, anzi una grandissima poetessa, balza agli occhi al primo approccio: per la fluidità, la sonorità, la musicalità dei versi; per l’originalità, la freschezza, l’immediatezza delle immagini; per la valenza filosofica, esistenziale, universale dei temi proposti. Continua a leggere »

concorso di poesia Edizioni Kolibris


Le Edizioni Kolibris (http://www.edizionikolibris.eu) bandiscono un concorso di poesia finalizzato alla pubblicazione di una raccolta poetica nella “Collana Chiara”, dedicata alla poesia italiana contemporanea.

1) Tutti possono partecipare, inviando una raccolta poetica di massimo 40 testi (anche parzialmente edita su rivista, in antologia o in rete)  a Continua a leggere »

Bonifacio Vincenzi presenta “La tempesta perfetta”

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Presentazione del libro di poesia di Bonifacio Vincenzi
LA TEMPESTA PERFETTA Continua a leggere »

Premio Turoldo


E’ pubblicato il bando di partecipazione alla ottava edizione del Premio “David Maria Turoldo”.  L’edizione di quest’anno prevede importanti novità per i partecipanti:

a)         La possibilità di inviare una nota di presentazione dei propri testi; Continua a leggere »

Volpe bellissima

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Volpe bellissima (copertina)

Curata dalla scrittrice Lorella De Bon per conto del portale culturale «L(’)abile traccia», Volpe bellissima (scaricabile gratuitamente dalla seconda tabella bianca dall’alto della pagina web http://www.labileabile-traccia.com/rivista_000000.htm) è un’antologia elettronica che presto diventerà cartacea. In essa quattordici differenti autori dedicano i propri versi ad una poetessa di rango, recentemente scomparsa: la geniale Alda Merini. I trentadue componimenti che il volume offre ai lettori, affrontano a viso aperto – sulla scorta d’immagini o riflessioni a volte sorprendenti, rette da un’ispirazione schietta e lirica che osserva con eleganza vuoi la natura vuoi la vita quotidiana – i temi più cari alla grande milanese: l’amore, l’eros, la follia, la morte, Dio, il sentimento religioso. Continua a leggere »

Libellula vagula blandula di S. Molesini

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Ci si innamora

piangendo

della penultima strada

dell’ ultimo addormentamento

e del piglio risorto,

perfino del suo arresto.

Ci si innamora dell’occhio

lo specchietto che parla

l’indice possibile – Ci si

innamora di nulla

madonna

ed ogni volta, ogni volta

la bluincantesima morbida,

lo spaccascibile.

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Galleria virtuale di VDBD: dipinti di Emilio Merlina con scritti dell’ autore

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“L’essere umano lascia i suoi segni, graffiti, sogni indiani e fantasia. Ora io ho nelle mie mani solo qualche possibilità in più per esprimere i colori che non sono. Solo il segno, graffiato, incazzato o pennellato è il testimone.
IL segno di là è passato, là è vissuto.”
(Emilio Merlina)

somewhere not so far from here 182x156

Da qualche parte non lontano da qui
Somewhere not so far from here
(acrilico e olio su tela 182×156 cm)

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“Non ho peccato abbastanza”: tre poesie

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donna tunisina
Queste tre poesie sono tratte da Non ho peccato abbastanza – Antologia di poetesse arabe contemporanee, Edizioni Mondadori, 2007.

La libertà di una nuova visione, viene ricercata nell’affermazione di una identità femminile in un contesto sociale e politico chiuso ed oppressivo. Le parole e la poesia si aprono ad una dimensione che è confronto e frattura con il passato, che è diversa consapevolezza di sé e dell’altro.
Una lingua poetica dunque capace di assumere il rischio della “verità” del corpo, della ribellione, del desiderio, della libertà, del dubbio.

SONO UNA DONNA

Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani. Continua a leggere »