“Stanze del nord” di Federica Galetto

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stanze nord VDBD

Leggendo Stanze del nord siamo immediatamente trasportati all’interno di due perimetri concentrici, la casa e il paesaggio, quasi due trincee entro le quali lasciarsi andare ad una solitudine invitante, ad una clausura volutamente inviolabile che nello stesso tempo si rivela essere attesa di un prodigio e dove quel prodigio si rivela non essere altro che la scrittura (o la riscrittura di sé).
Entriamo dunque. Siamo dove totalmente assente è l’ordinario. Ogni pur piccolo elemento è visto con acutezza e partecipa della vita della poetessa, condivide il suo percorso e le sue folgorazioni nel serrato confronto con la natura, con il passato, con gli intercalari lasciati scoccare come alleluia in un santuario così echeggiante dei propri spasimi da farle scrivere di punto in bianco che cosa fai/ sulle guglie del mio capo. Continua a leggere

Leonardo Sciascia: “A ciascuno il suo”, 1966

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Ricordando Sciascia nell’anniversario della sua nascita: Racalmuto, 8 gennaio 1921

Leonardo Sciascia“Il giorno della civetta” è forse il romanzo più conosciuto di Sciascia, che inaugurò, uscito nel 1961, il genere investigativo poliziesco con il quale intese portare avanti la sua denuncia contro la corruzione mafiosa di cui soffriva e ancora soffre la Sicilia.

“A ciascuno il suo” è del 1966 ed è strettamente collegato ai propositi, alle finalità, che caratterizzarono il romanzo del 1961.

La scrittura nitida e persuasiva contribuì non poco a fare di questo autore un’autentica ed indiscussa figura morale, ascoltata e rispettata per il raro coraggio e la lucidità del pensiero.

Il farmacista Manno, “un brav’uomo, di cuore, alla mano”, un giorno riceve una lettera anonima contenente minacce di morte: “per quello che hai fatto morirai.” Lui stesso e gli amici considerano la lettera uno scherzo, di cattivo gusto, ma sempre uno scherzo; se non che il 23 agosto 1964 il farmacista viene trovato ucciso, assieme al dottor Roscio, medico del paese, con il quale era stato tutto il giorno a caccia, e a uno dei suoi dieci cani che si era portato con sé. Tocca al maresciallo dei carabinieri ritrovare e identificare i cadaveri. Continua a leggere

“La poesia del no”: Marilena Menicucci su “Paradigma” di Francesco De Girolamo

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 francesco-de-girolamo

Commuove questo libro di poesie, come il silenzio di Socrate, la nonviolenza di Gandhi, la risposta “Io sono nessuno” di Ulisse a Polifemo(Omero), i dieci “I would prefer not to” di Bartelby lo scrivano (Herman Melville), la diversità del principe Myskin (Idiota di Dostoevskij), la clausura di Emily Dickinson e la rinuncia, l’assenza e il rifiuto di tanti altri personaggi nella letteratura e nella vita. De Girolamo li conosce di sicuro tutti e ha voluto cantare quest’atteggiamento interiore, semplificato nelle dimostrazioni in piazza col motto: not in my name! Sono no lontanissimi da ogni forma di nichilismo, di fuga o di malattia, mentre rientrano nella categoria della resistenza e dell’opposizione ad una condizione generalizzata d’ingiustizia, ad un andazzo indecente e a una situazione intollerabile. Sono di fatto un sì ad altro e a quanto valorizzi la dignità umana. Come De Girolamo canta in Paradigma, la poesia che giustamente dà il titolo all’intera plaquette. Continua a leggere

Sulle spalle delle donne di Normanna Albertini

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Copia di copertina sulle spalle donneMemorie di una bambina di campagna

di Normanna Albertini

Garfagnana Editrice, 2012

A volte le magie avvengono così, nascono dalla semplicità, da due chiacchiere e un invito. A chi ha tante storie conservate dentro basta una richiesta e ne scaturisce un dono.
Questi racconti si susseguono come le stagioni, cadenzati dal ritmo della quotidianità di una vita nemmeno tanto lontana: l’io narrante è l’autrice che torna agli anni dell’infanzia con gli occhi da grande e li rivive, riassaporandone i colori, le sfumature, i luoghi, le voci.
È  una narrazione corale da cui sgorga una cultura contadina appenninica con gerarchie precise: la nonna Eva, il nonno Carlo, i vicini di casa, i mezzadri, i raccolti, i prati , i boschi.
Una moltitudine di personaggi concreti si stagliano ben definiti nell’affresco contadino. Uno spaccato micro sociale co-costruito, direbbe Jerome Bruner, dove i più grandi tengono come una impalcatura quelli che crescono e di loro si fidano.
( dalla recensione di Ameya Gabriella Canovi ) Continua a leggere

ROSSELLA MAIORE TAMPONI- note di lettura di Lucetta Frisa

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LE CAMERE ATTIGUE di Rossella Maiore Tamponi,
edizioni del Foglio Clandestino di Gilberto Gavioli,2010

Dire che questo è un libro da leggere, è un po’ assurdo.
Tutti i libri sono scritti per essere letti. Ma non tutti – specialmente quelli di poesia – meritano lo sguardo di un lettore attento e appassionato. Che pretende giustamente di emozionarsi, riflettere anche, provare la sensazione di non aver perso il suo tempo a decifrare parole di vetro. È molto appagante scoprire, tra il mucchio di queste parole macinate in mille modi sulle pagine, quelle che “entrano” davvero dentro di noi senza artifici, ma con grazia, pudore, sobrietà, consapevolezza. E poi tutto questo, diventa una sintesi indefinibile, un qualcosa che i giapponesi chiamano iki: è il fascino sottilissimo emanato da qualcosa, e che ha il potere di persuadere.… Continua a leggere

Il sangue privato. Vendetta e onore in Scipione Maffei Pietro Verri e Cesare Beccaria


Per chi vuole approfondire la tematica dell’onore e della  vendetta privata nella storia del pensiero,  dagli antichi filosofi greci, al codice d’onore dei cavalieri che con i duelli stabiliscono la verità e lavano le offese,  fino ad arrivare alla tortura legalizzata e al regime del sangue del settecento italiano, che con l’unificazione della legge quale vendetta pubblica fa apparire all’orizzonte la modernità:

Il sangue privato. Vendetta e onore in Scipione Maffei Pietro Verri e Cesare Beccaria
un avvincente nonchè singolare saggio di Alessandra Pigliaru, dottore di ricerca in Discipline filosofiche e cultrice di materia in storia della filosofia. Il saggio è ordinabile in tutte le librerie oppure  scrivendo una mail all’editore ilprato@libero.it – spese di spedizione gratuite.

dalla quarta di copertina

Le idee di vendetta e onore ricoprono un ruolo centrale nella scena del pensiero occidentale, condizionate come sono da una doppia e complicata narrazione: la storia delle passioni e quella delle leggi. È all’altezza del Settecento italiano tuttavia che il rilievo delle due idee corrisponde alla chiusura di un modello culturale segnato dal regime del sangue e dalla conseguente apertura alla modernità. Attraverso la decostruzione erudita di Scipione Maffei, scopriamo che il senso dell’onore cavalleresco non è avvinto all’onestà e che la vendetta è contraria alla ragione e alla legge. Sempre nel solco dell’eredità filosofica degli antichi, la ricomposizione morale rappresentata dalle riflessioni di Pietro Verri e di Cesare Beccaria si oppone alla contraddizione della tortura e della pena di morte – Continua a leggere

Giovanna Bemporad


Mia compagna implacabile la morte
persuade a lunghe veglie taciturne.
Ma non so che inquietudine febbrile
fa ingombro a questo dolce accoglimento
calando il sole, prima che ogni gesto
si traduca in memoria e che ogni voce
s’impigli nel silenzio. Forse il vento
porta come un rammarico del tempo
che non è più, trascina per le strade
deserte una fiumana d’ombre care.
E biancheggia un’immagine tra i gigli
di giovane assopita nel suo riso.

 

Non è dato sapere


rosso e grigio - by criBo

Fu la sillabazione delle ore
a riciclare tra tegami e piatti
i libri letti  – costolature verdeoro –
e dieci sguardi famigliari
a condannare da un balcone  il volo
della ragazza ch’era carta straccia.
La cucina una pista di rullaggio
in effetti ci volle per l’abbrivio
solo uno schiaffo dato in piena faccia
e l’asfalto fu un campo d’atterraggio.

Tanto ci volle a ricapitolare
diciott’anni per dire che la gente
viveva di conformità mortali.

Se avessero taciuto quelle bocche
di farisei
di sepolcri imbiancati__ disse un tale
che poi ci regalò questa cultura
di sproporzioni ignobili
(ne paghiamo ogni voce)
e l’assistenza che le fu negata.
E ancora adesso
cosa interessa a chi nel calderone
rimesta tutto ciò che cuoce?

Dicono taci, dicono sei viva
ma che ne sanno gli animi di pietra
di quanto sia ostinato quel momento
che sempre e sempre si ripete__che
ti sveglia da cent’anni in piena notte
e
malgrado accorgimenti d’ogni sorta
malgrado meraviglie
torna malefico e puntuale
ed ogni volta
vorresti essere uscita vittoriosa
come dal cancro e da tanti altri mali
mentre quel salto là,
quello strappo dai propri stessi piedi
non lo potranno mai capire i vivi.

 

DISARMARE LA TRISTEZZA silloge di Lucetta Frisa

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DISARMARE LA TRISTEZZA
silloge poetica
di LUCETTA FRISA

Le pietre

Lei ama le pietre
stelle di aeree geologie
precipitate qui dopo il patire
dello scontro tra ghiaccio e fuoco.
Se le guarda
dimentica il passato
di versi e di dolore.
E poi si siede
in salotto a chiacchierare col presente: Continua a leggere

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