ELIZABETH CHILDERS

Polvere della mia polvere,
e polvere con la mia polvere.
Oh, bimbo, morto appena entrando nel mondo,
morto con la mia morte!
Senza conoscere il respiro, nonostante i tuoi sforzi,
e il cuore che batteva mentre vivevi con me,
e si fermò quando mi lasciasti per la Vita.
E’ meglio così, bimbo mio. Così non hai mai percorso
la lunga, lunga strada che inizia a scuola
quando le piccole dita si fanno sfocate dietro le lacrime
che cadono sulle lettere sbilenche.
E le prima ferita, quando il tuo piccolo amico
ti abbandona per un altro;
E la malattia, ed il volto della Paura di fianco al letto;
la morte del padre, della madre,
o la vergogna di essi, o la povertà.
Poi, appena finito il dolore ancora puro dei giorni di scuola,
una natura cieca ti fa bere
dalla coppa dell’amore, ceh tu sai avvelenata.
A chi avresti proteso il tuo viso di fiore?
Un botanico, fragile creatura? Il grido di quale sangue col tuo?
Puro o contaminato, non importa,
è sangue che chiama il nostro sangue.
E poi i tuoi figli – oh, e di loro che sarebbe stato?
Quale il tuo dolore? Bimbo! Bimbo mio!
La Morte è meglio della Vita!

(Masters, Spoon River Anthology, trad.Samuele
Zerbini
)

 ELIZABETH CHILDERS (E.L.Master)
Dust of my dust,
And dust with my dust,
O, child who died as you entered the world,
Dead with my death!
Not knowing
Breath, though you tried so hard,
With a heart that beat when you lived with me,
And stopped when you left me for Life.
It is well, my child.
For you never traveled
The long, long way that begins with school days,
When little fingers blur under the tears
That fall on the crooked letters.
And the earliest wound, when a little mate
Leaves you alone for another;
And sickness, and the face of
Fear by the bed;
The death of a father or mother;
Or shame for them, or poverty;
The maiden sorrow of school days ended;
And eyeless Nature that makes you drink

From the cup of Love, though you know it’s poisoned;

To whom would your flower-face have been lifted?
Botanist, weakling?
Cry of what blood to yours?–
Pure or foul, for it makes no matter,
It’s blood that calls to our blood.
And then your children — oh, what might they be?
And what your sorrow?
Child! Child
Death is better than Life.

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