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Rosalind Miles
edizioni Elliot

copj170.asp

Quando lessi questo libro la mia prima considerazione fu che andrebbe letto da tutti, assunto come libro di testo presso tutte le scuole del mondo, per la consapevolezza delle donne e degli uomini di buona volontà.
Le donne sono state per secoli proprietà indiscussa dell’uomo, in un mondo che le ha volute e le vorrebbe ancora al suo servizio.
Valeva pochissimo, anzi niente, la vita di una donna, dai tempi remoti in cui al culto della dea madre fu sostituito il culto del dio padre, origine di ogni futura discriminazione,.
Successivamente con le colonizzazioni e le conquiste in nome delle grandi religioni monoteiste, l’esistenza della donna è stata sempre funzionale all’uomo, in quanto fattrice dei suoi figli, curatrice dei suoi beni, della sua casa, delle sue cose, schiava e sottomessa ai piaceri sessuali del maschio, padrone assoluto della sua vita, dalla culla alla bara.
La storia della riconquista dei diritti più elementari delle donne, schiave tra gli schiavi, fino a epoche così vicine ai giorni nostri che a leggerne si viene colti da sgomento, è una storia di soprusi raccapriccianti, di vessazioni così disumane che a volte solo la morte poteva essere liberatoria.
Molti uomini, famosi, scienziati e santi, si sono macchiati di questi crimini, anche solo non riconoscendo loro pari dignità di essere umano, fisiologicamente e psicologicamente diverse ma non inferiori, inibendole e negando loro gli stessi diritti all’istruzione e alla personale realizzazione come persona libera.
Per fortuna ci furono e ci sono anche grandi uomini che ne hanno appoggiato le rivendicazioni sociali e sono stati al loro fianco nelle battaglie per il riconoscimento di pari diritti e dignità.
Noi donne occidentali ormai siamo emancipate, eppure ancora dobbiamo combattere la dilagante fallocrazia che impera in maniera subdola dai mass media alle istituzioni apparentemente neutre, e che trova il suo massimo fautore nelle religioni integraliste.
Anche presso culture ispirate a religioni politeistiche le donne sono ferocemente controllate da sistemi castali sempre favorevoli al maschio.
Quanta parte di responsabilità abbiano le donne stesse in questo avvilimento, è evidente, sono ancora le madri a discriminare nelle famiglie i ruoli dei maschi e delle femmine, vittime comunque anche loro, le madri, di un sistema sociale retrivo che le vuole brave mogli, quando anche lavoratrici e professioniste, purchè si occupino del lavoro domestico, dell’allevamento della prole, e di tutto quanto rientri nella sfera di competenza femminile, ratificata in forme più o meno coercitive presso tutti i popoli..
Questi sono minimi spunti di riflessione, ma io credo che chiunque voglia conoscere la verità storicamente comprovata non possa far altro che leggere questo libro in cui Rosalind Miles, studiosa e minuziosa comparatrice scientifica di tutta quanta la storia dell’umanità, dà il giusto risalto a quella, volutamente ignorata e oscurata, della donna attraverso i secoli.
Approfondimento maggiore meriterebbe la condizione femminile nei paesi dove ancora oggi viene praticata l’infibulazione, l’escissione clitoridea, lo schiacciamento dei seni, il sacrificio della vedova sul rogo del defunto marito, oppure la sua condanna alla miseria e all’emarginazione. Il diritto del maschio di sfregiarla e accecarla con l’acido o condannarla alla lapidazione, per essere sospettata, dico solo sospettata di adulterio, o seppellirla viva, appena adolescente, per aver parlato con un suo coetaneo.
Non aggiungo altro, perché dovrei riempire pagine e pagine di riflessioni, spunti e notizie che sono ampiamente offerte nel testo, con suggerimenti bibliografici e quanto altro.
Io vi dico soltanto che, se si vuole conoscere la verità sul versante storico femminile, questo è un libro che bisogna necessariamente leggere.

“La storia dell’umanità è iniziata con la donna. In principio, era lei la protettrice divina, depositaria del cromosoma originale, esperta nella coltivazione della terra, capace di leggere i cicli lunari e di costruire la casa per la propria famiglia. Per millenni ha gestito il potere, ucciso, nutrito esseri umani e animali, si è presa cura dei vivi e dei morti. Ma di questo difficilmente finora abbiamo sentito parlare perché generazioni di storici, archeologi, antropologi e biologi hanno sempre posto l’uomo come principale forza motrice dello sviluppo umano. Ora, grazie a questo libro, possiamo leggere una storia nuova del mondo, che rimette nella giusta prospettiva la presenza e il contributo della donna all’evoluzione della nostra specie. Senza ideologismi e polemiche, con linguaggio serrato e pieno di umorismo, questo documentatissimo saggio coinvolge il lettore in un viaggio nel tempo alla scoperta di fatti mai narrati, di episodi volutamente esagerati, di verità drammatiche e miti fasulli, per ritrovare il ruolo centrale della donna come artefice imprescindibile nel progresso della tecnologia, nella religione, nella guerra e nella pace” (Rosalind Miles)

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