Sono barche ormeggiate
sul respiro del mare
e la resa del vento, la sera
dopo l’oltraggio diurno del maestrale;
miraggio ai naufraghi
d’impalpabili vite
incatenati all’onda dei ricordi,
cerchi imperfetti, compiuti
in nitide geometriche identità
di verde e d’azzurro
abbracciati a se stessi,
solitarie e pensose
nel momento solenne del tramonto.
Si raccontano storie
che galleggiano sul candore
della schiuma, tulle di sposa
sullo specchio placato dell’abisso,
come sorelle ciarliere ma lontane
che alzano la voce per capirsi
sotto l’ala distesa dell’alzavola
e lo sguardo acuto del gabbiano in volo.

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