Lucio Lepri

Madre che stai dentro le mie tasche
o tra le pagine di un libro;
tu ch’eri passero fragile
e ombrello che mi riparava,
cancella, ti prego, la ruga dell’assenza,
svuota del silenzio queste stanze,
regalami parole e sorrisi e la luce che consola
come quando gli occhi guardano in alto,
e altro non si sente che il respiro del mondo,
il rumore lieve della vita che si muove
come su un filo sottilissimo,
così come camminano le stelle
e la luna sopra noi.

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