Hai per viatico conchiglie e roselline
per camminare finalmente da te
nei sentieri del cielo: stai certa
che i piedi non ti tradiranno
come accadeva qui
per via di questa legge sciocca
della gravità e volerai quasi,
senza peso, libera e leggera
coi capelli al vento.
Mi sembra di non averti dato
tutto quel che meritavano
i tuoi pensieri generosi e lievi
il tuo tratto gentile e misurato
la tua timidezza dolce e riservata.
Come posso riempire il tempo
che mi dedicavi? Dimenticare
quella venuzza azzurrina sulla fronte
quelle mani operose, io che non so tenere
l’ago in mano o fare il tuo superbo strudel?
Mi manchi già tanto, mamma
e sono solo due giorni
che mi hai lasciato.
M.Gisella Catuogno 14.6.2012

è vero, una “legge sciocca” quella della gravità, anche crudele, ma ci àncora e ci trattiene, anche se la tensione è quella di volare. Forse vorremmo che le persone care più rimanessero e non prendessero sempre per buono il viaggio.
Un abbraccio Gisella per questa condivisione misurata e gentile come il tratto che attribuisci e testimoni di tua madre.
Grazie, Margherita, delle tue parole. Un caro saluto
Gisella
Libera e leggera; è un pensiero che sostiene chi può solamente ricordare.
Un abbraccio
Donatella
Proprio così, Donatella…grazie e un abbraccio anche a te
Gisella