A Vittoria Aganoor Pompilij e alla sua storia

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Lei scriveva con sguardo lontano
di rose e di colonne erbe fragranti
di fuochi sogni voli dolci rime
era la musa dei cavalieri stanziali
amata ed immortale
amata e umana
la sua mente invaghita
dell’altra stella pari
all’unisono andare… Continua a leggere

Vento di scirocco – di Roberto Mazzarella


“…la verità é che un rapporto non é mai prevedibile, non é mai fine a se stesso. Non é riconducibile a niente che non sia rapporto…
E’ come una bolla di sapone, destinata a vivere l’incertezza che un movimento appena meno delicato possa farlo esplodere… difficile equilibrio che si nutre di attimo dopo attimo, e non sopporta già più l’attimo seguente: perché sarebbe fuori posto… un tentativo di ipoteca…
Nessuno é più debole di chi ha tutto sotto controllo…”.
Il libro é vendita in tutte le 98 librerie “LaFeltrinelli“.

“una struggente storia d’amore, di passioni e di politica… nessuno é più debole di chi ha tutto sotto controllo l’amore altro non vuole essere che rapporto e rifiuta qualunque surrogato”

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Dopo “L’uomo d’onore non paga il pizzo” edito da Città Nuova,  libro che tratta di tematiche civili e di testimonianza sociale, di impegno consistente nella lotta alla mafia, (la mafia, piaga e erba maligna che ha asfissiato e asfissia ogni uomo degno di chiamarsi tale impedendogli di crescere rigoglioso)

dove l’autore chiama all’appello ogni uomo, ogni donna affinché si faccia carico del problema e non si ponga come soggetto passivo alla mercé di un male che  per quanto malefico non è ineluttabile e nemmeno incurabile ma piuttosto invita ad alzare la testa e a dire no con coraggio, a strappare con forza la gramigna affinché la società possa vivere e prosperare nella legalità,  Roberto Mazzarella torna a fare sentire la sua voce con il  romanzo “Vento di scirocco” muovendosi nell’ambito della stessa materia.

Il romanzo inizia e si chiude con la stessa domanda “cosa c’era dietro quella casa?”

La domanda non scaturisce da semplice e banale curiosità ma è una di quelle domande che si annida nel cervello e dalle quali poi nasce quella forza dirompente che ti fa operare delle scelte precise che vanno spesso controcorrente e che ti sconvolgono in qualche modo la vita. Un’altra domanda precisa e altrettanto sconvolgente viene posta  fra le pagine del romanzo “Perché si interessa a queste cose?”. Continua a leggere

Rosaria Di Donato: Poesia e filosofia

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Parafrasando lo scritto di Heidegger Fenomenologia e teologia 1 in cui il filosofo sostiene che anche la teologia è una scienza in quanto si occupa del fenomeno della“cristianità” e non, specificamente, della conoscenza di Dio, si può forse sostenere che la poesia è una disciplina che si occupa di se stessa come possibile comunicazione d’esistenza.

Se la fede è un esistere…con il crocifisso 2, la poesia è un essere crocifisso: un essere appeso ad un legno ed il non poterne discendere mai. Intendo dire con questo che la poesia è un modo di esistenza dell’esserci umano e che il poeta è inchiodato alla croce della parola che è per lui dannazione e salvezza in modo totale ed esclusivo: questo è il suo destino.Totale perché la parola poetica esprime tutta l’interiorità del soggetto: il suo modo di vedere, di pensare, di sentire, di dire; esclusivo perché il poeta accoglie la realtà e l’irrealtà, il noto e l’ignoto, il limite e l’illimitato, il senso ed il non-senso. Continua a leggere

In corpore insano


Chi può dire di averlo visto tutto ? Tastato si, ma visto davvero il proprio corpo, per esempio dal retro ? Forse con l’aiuto di specchi o in qualche foto maldestra.

In un certo senso, è l’abitudine a salvarci, a non pensarlo; l’abitudine di vederlo ogni giorno per parti, mai interamente, come invece vedi un altro dall’esterno, coricato oppure venirti incontro. Continua a leggere

Ipazia o della memoria delle donne I

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ὅταν βλέπω σε, προσκυνῶ, καὶ τους λόγους.
τῆς παρθένου τὸν οἶκον ἀστρῷον βλέπων
εἰς οὐρανὸν γάρ ἐστι σοῦ τὰ πράγματα,
Yπατία σεμνή, τῶν λόγων εὐμορφία,
ἄχραντον ἄστρον τῆς σοφῆς παιδεύσεως.

Quando ti vedo mi prostro davanti a te e al tuo verbo,
Vedendo la casa astrale della Vergine,
Infatti, verso il cielo è rivolto ogni tuo atto
Ipazia sacra, bellezza del verbo,
Astro incontaminato della sapiente cultura.

Pallada, Antologia Palatina, IX, 400

 

Prima Parte

di Daniela Assunta Zini

Vi sono creature che mi fanno credere che l’anima esista.
Il mio intervento di questa sera si incentra su Ipazia.
Perché Ipazia? Continua a leggere

Fra cori angelici e risate infernali


La musica delle origini era monodica e utilizzava uno stile detto melismatico.
*Il coro affonda le sue radici nel passato, e si attribuisce l’invenzione “moderna” di questa pratica musicale agli antichi greci (coro greco)* i quali la utilizzavano nel teatro, durante lo svolgimento delle tragedie, come voce narrante esterna alle scene. Continua a leggere

Ercole Patti: “Un bellissimo novembre”, 1967


Ercole Patti

Nato a Catania il 16 febbraio 1903 e morto a Roma il 15 novembre 1976 (il giorno e il mese coincidono con quelle stringate parole che chiudono il romanzo: “Era il 15 novembre del 1925”), Ercole Patti appartiene alla larga schiera degli scrittori siciliani che hanno dato un contributo di alta qualità alla letteratura del nostro Paese.

Ottimo giornalista, si dedicò poi alla narrativa, scrivendo molti romanzi. Se ne ricordano alcuni: “Quartieri Alti” del 1940, da cui Mario Soldati trasse nel 1945 il film omonimo; “Giovannino” del 1954; “ Un amore a Roma” del 1956; “Le donne e altri racconti” del 1959; “Cronache romane” del 1962; “La cugina” del 1965; “Un bellissimo novembre” del 1967, da cui Mauro Bolognini trasse nel 1969 il film omonimo, con la sensuale Gina Lollobrigida nella parte di Cettina; “Graziella” del 1970; “Diario siciliano” del 1971, vincitore del superpremio Campiello; “Gli ospiti di quel castello” del 1974.
Fu anche autore teatrale e sceneggiatore cinematografico. Continua a leggere

Da “Mio padre, l’immigrante” di Vicente Gerbasi

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( emigranti italiani sbarcano a Ellis Island )

Canto V

A volte piombo dentro me stesso, come venendo da te,
e mi raccolgo in una tristezza immobile,
come una bandiera che ha dimenticato il vento.
Sui miei sensi passano angeli del crepuscolo
E lenti m’imprigionano i cerchi notturni.
Veniamo dalla notte e nella notte andiamo.
Ascolta. Io t’invoco da un orologio di pietra,
dove cadono le ombre, e dove il silenzio cade. Continua a leggere

È morto Tito di Marica Bodrožić: nota di lettura critica a cura di Anna Maria Curci

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Marica Bodrožić:

 

Seminare ricordi, pescare parole, dire Dalmazia in tedesco.

Il mio primo incontro con la scrittura di Marica Bodrožić è avvenuto leggendo la sua introduzione all’edizione italiana del volume di racconti Nell di Christine Lavant. „Ho bisogno di un essere umano, finché non avrò Dio.“ Il linguaggio salvifico di Christine Lavant: questo è il titolo del breve e sostanzioso saggio di Marica Bodrožić pubblicato come introduzione ai racconti di Lavant (in: Christine Lavant, Nell, Zandonai, Rovereto 2009, IX-XVII). A testimonianza della traccia profonda lasciata già da questo primo incontro riporto le parole che concludono il saggio: “Anche il più alto grido è, nella scrittura, circondato di silenzio. Il lettore si addentra in questo silenzio ed è, nella catena di coloro che tacciono, l’ultimo anello: è fin dall’inizio il beneficiario predestinato della grazia.

”Il secondo incontro è stato voluto, non più un imbattersi casuale, dunque, ma il frutto di una ricerca, un viaggio nella poesia di Marica Bodrožić attraverso la traduzione dei versi che danno il titolo alla raccolta Ein Kolibri kam unverwandelt (Otto Müller Verlag, Salzburg/Wien 2007). Ho pubblicato la mia traduzione e l’originale in tedesco su Cronache di Mutter Courage l’8 marzo 2010. Continua a leggere

Baciamolemani


Videoclip del brano “La Corriera” dei Baciamolemani featuring La Pegatina tratto dal disco “L’Albero delle Seppie”(teAtroAmArgine, 2011), album interamente in DOWNLOAD GRATUITO su http://www.baciamolemani.net.

Videoclip del tema “La Corriera” de Baciamolemani feat. La Pegatina, incluído en el disco “L’Albero delle Seppie”(teAtroAmArgine, 2011). El álbum se puede DESCARGAR GRATUITAMENTE en http://www.baciamolemani.net

Nati artisticamente nel 2006, raccontano nella loro musica storie d’altri tempi, viaggi, miraggi e atmosfere grottesche condite con un sound tropicale.

La Corriera è il titolo del nuovo brano della band musicale ragusana Baciamolemani. …

i musicisti hanno girato il loro secondo video, con la partecipazione straordinaria di due dei componenti della famosa band spagnola La Pegatina, conosciuta e apprezzata in tutta Europa, con cui i BLM hanno intrapreso da qualche tempo a questa parte una proficua collaborazione artistica.

Hanno partecipato al video clip anche l’inarrestabile attore Marcello Perracchio, che, nonostante i suoi numerosi impegni, ha voluto dedicare del tempo ai Baciamolemani, e Barbara Giummarra, attrice e ballerina ragusana.

La troupe è stata diretta dal regista sciclitano Danilo Schininà, autore anche del primo video clip del gruppo I Ruffiani, che venne girato su un peschereccio a Portopalo nell’ottobre 2010. Continua a leggere

Le poetesse d’Italia: Ada Negri (1870-1945)


LE POETESSE D’ITALIA: Ada Negri 1870-1945

 

 

 

Il dono eccelso che di giorno in giorno
e d’anno in anno da te attesi, o vita,
(e per esso, lo sai, mi fu dolcezza
anche il pianto) non venne: ancor non venne.

 

 

 

Ada Negri nasce a Lodi il 3 febbraio del 1870 da Giuseppe e Vittoria Cornalba. Il parto avviene nella casa della nonna materna, la portineria di un palazzo signorile in via Porta Cremonese dove quest’ultima svolgeva il ruolo di custode. Il padre di Ada fa il vetturino a Milano, dove la famiglia risiede, ma è vittima del vizio di bere e muore quando lei ha appena compiuto un anno. Rimasta vedova, Vittoria si trasferisce definitivamente dalla madre con i due figli, il primogenito Annibale, che verrà adottato dallo zio materno, e la piccola Ada. Trova lavoro in una filanda e con grandi sacrifici riesce a mantenere la figlia a scuola fino al diploma, ottenuto nel 1887 con il massimo dei voti. Continua a leggere

LA LESSIVE de La FOLIE di SYLVIE DURBEC

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Parfois le vent, parfois le ciel et d’autres fois encore, la lune.
Jour de lessive pour la folie.
La voilà qui installe son linge et étale ses secrets au fond du lavoir.
En général, en fin de semaine, quand les couleurs deviennent fortes.
Quand les murs aussi.
Alors la folie.

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LE LUCI NELLE CASE DEGLI ALTRI di Chiara Gamberale

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Indubbiamente un “prodotto” ben confezionato.

Scrittura giovane, asciutta.

Storia bizzarra, al limite dell’improbabile.

La protagonista si chiama Mandorla ed è, neanche a dirlo, una bambina piccola, tenera e dolce come quel frutto.

Sua madre- che la lascia orfana a soli sei anni- è Maria, amministratrice condominiale, giovane, bella, tosta e “perduta”, nel senso che sceglie di essere una madre single. Continua a leggere

POESIA E POTERE NE “I GIGANTI DELLA MONTAGNA”

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E’ il 1931 quando Luigi Pirandello inizia la stesura di quella che sarebbe stata la sua ultima opera: I giganti della montagna. Ed è il 10 dicembre del 1936 quando, ormai in agonia, suggerisce al figlio Stefano una linea guida per concludere il dramma che non ha fatto in tempo a finire. I giganti della montagna, uno dei tre testi teatrali, con Lazzaro e La nuova colonia, che costituiscono il ciclo del Teatro del mito, è il dramma della condizione dell’Arte, l’analisi onirica di una guerra combattuta fra la Ragione e la Poesia. Qui Pirandello abbandona il realismo dei suoi primi racconti, abdica alla poetica dell’Essere vs l’Apparire e si lascia dietro la scia di quel borghesismo dentro il quale si consuma l’esistenza di un’umanità spenta. Ne “I giganti” non troviamo tracce di quei personaggi che si dibattono per dirimere i contrasti fra “corde civili” e “corde pazze”, ma assistiamo alla rappresentazione di due modelli di vita: quello di coloro che hanno scelto di vivere nell’allucinazione del sogno e quello che Ilse si ostina a volere perpetuare a dispetto della realtà avversa.

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Poesie di Rosa Salvia – A tutte le donne del mondo


Anke Merzbach

Rosa Salvia, lucana di origine, vive a Roma dove insegna Storia e Filosofia in un liceo. Ha pubblicato due romanzi brevi: La parabola di Elsa e Fermagli, e il lungo racconto Nihada,  nonchè le raccolte di poesia Intemittenze, Aletti, 2003;  Luce  e Polvere, Aletti, 2005;  Le parole del mare, a LietoColle, 2007.  Ha ricevuto riconoscimenti in numerosi concorsi letterari e fra le poesie qui presentate A tutte le donne del mondo e Il mio corpo senza utero sono state premiate nella sezione inediti rispettivamente  al Premio Internazionale Nuove Lettere,  2008 e al Premio letterario Le donne   raccontano, legato alla Fondazione medica del prof. Umberto Veronesi, 2009.

I testi qui presentati sono tutti legati alla questione femminile, tema molto sentito dall’autrice. Donne martoriate, donne recluse, donne mulitate, donne di ieri e di oggi, ma tutte donne senza voce e con il cuore spezzato dall’oppressione, dalla schiavitù, dalla non considerazione, dall’indifferenza, dalla solitudine; per amore delle quali l’autrice si fa voce e grido nella speranza che il mondo possa conoscere la loro condizione:  “Metto insieme queste parole per quattro sorelle,/può darsi che qualcuno le senta. Continua a leggere

indipendenti

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Sabato 9 aprile ore 18

GUIDA ALLE LIBRERIE INDIPENDENTI
DI ROMA

Roberta Barbi, Sara Regimenti, Egilde Verì

LIBRA – CENTRO COMMERCIALE L’ANTICA VIA
via San Michele 22 – 00060 MORLUPO (ROMA)
06-90192808 mob. 347 7618417

 

INGRESSO LIBERO

saranno presenti le autrici

 

“Niente è più prezioso per chi lavora per l’arte e per la cultura che la garanzia dell’indipendenza e della libertà dei contenuti”

*

Dalla prefazione di Andrea Satta

La mia sala di lettura è sempre stata il tram. Il 30 per essere precisi, che mi portava all’Università, e il 14, dalla mia amichetta dove andavo a studiare e a fare l’amore. Leggevo, seduto in piedi attaccato al corrimano come a un ramo, una scimmia, dondolando con il libro in mano, giocando sul piede d’appoggio. Continua a leggere

Esordio d’aprile

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Ai rami del biancospino

che sta per aprire

i petali bianchi

prova a intrecciare

il filo dei pensieri

ché vi si avvolgano

lievi

come pioggia di marzo

che sfiora e non bagna

e carezza incerta

di timido amante

che vorrebbe e non osa. Continua a leggere

Di questo momento una poesia inedita di Nicola Vacca


Paolo Bocconi - Voglia di mare

Paolo Bocconi - Voglia di mare

Di questo momento

Mastichiamo Apocalisse
non  mangiamo
altro che distruzione.
Intorno  a noi la fine.
Non crediamo
nell’arrivo dell’Angelo che porti Salvezza.
Stanchi
di vedere la luce del buio
precipitiamo senza difese.
La terra trema
e incontra il sangue  che sporca il mare.

Né terre né mari
per la nostra zattera.

Nicola Vacca

Mariannina Coffa 1841-1878


LE POETESSE D’ITALIA: Mariannina Coffa 1841-1878

Maiannina Coffa

 

O beate dolcezze! O breve e cara
Gioia, o lusinghe del natio paese,
Quando quest’alma della vita ignara
Di tua gran mente il gran concetto apprese!
Or mi ridesto e sento
Quasi un’eco di tomba, e intorno giro
Le stanche ciglia a un funebre lamento
Al mio verso risponde e al mio sospiro.

Una poetessa maledetta dell’Ottocento

La poetessa Mariannina Coffa Caruso, detta “La capinera di Noto”, “La Saffo netina”, nacque nel 1841 a Noto (Siracusa), dove morì nel 1878, a 36 anni, 3 mesi e 6 giorni. Fu una bambina sensitiva e precocemente ispirata che il padre, noto avvocato patriota, impegnato nelle rivoluzioni del 1848 e del 1860, si compiaceva di fare esibire nei salotti e nelle accademie con le sue poesie improvvisate su temi dettati estemporaneamente. Continua a leggere

LE POETESSE D’ ITALIA


 

MARCO REVIGLIONE - Ritratto di Amalia Guglielminetti

Inauguriamo oggi con questo saggio- rassegna di Camilla Bisi del 1916  sulle poetesse d’Italia del suo tempo (Camilla Bisi, un tempo militante femminista, giornalista de “Il Lavoro” di Genova e fondatrice di “Ragazze”. Infuriata per il primo concorso di bellezza per segretarie, indetto dalla rivista “Piccola”, la Bisi sosteneva che le competizioni simili andavano proibite. -Da DONNE INCHIODATE NEL RUOLO DI MOGLIE, MADRE. O MONACA di Stefania Maffeo) un lavoro di ricerca e raccolta sulle poetesse italiane a partire dall’unificazione del regno d’Italia. Le nostre intenzioni sono quelle di continuare la rassegna di poetesse iniziata dalla Bisi nel 1916.  Scrive la Bisi alla fine del suo saggio

“Ed ora, finita la troppo affrettata rassegna di queste poetesse nostre, coloro i quali affermano che la donna non può e non sa essere poeta, diranno, a conferma della loro opinione, che non una di queste poetesse ha dato ancora il capolavoro.
E’ vero, la donna ancora non ha dato il capolavoro, la donna poeta, forse, non lo darà mai. Finchè essa farà perno della sua vita, l’ amore, e scopo del suo amore il figlio, la donna, penso, non darà mai l’ opera d’ arte perfetta, essa che fa opera perfetta di vita.” Continua a leggere

La poesia – la lezione di Benigni

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Cos’è la poesia? non chiedermelo più, guardati nello specchio, la poesia sei tu.
“(…)Cos’è la poesia?

Non chiedermelo più, guardati nello specchio: la poesia sei tu!
E vestitele bene le poesie! Cercate bene le parole! Dovete sceglierle!
A volte ci vogliono 8 mesi per trovare una parola!
Sceglietele, che la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere! (…) Continua a leggere

tre gradi di felicità

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[sulla felicità  in tre quadri di Sergio Padovani]

 

Questo genere d’uomo sa anche che è vana opinione credere il fato padrone di tutto, come fanno alcuni, perché le cose accadono o per necessità, o per arbitrio della fortuna, o per arbitrio nostro. La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo o lode.

Epicuro, Sulla felicità

 

1. La finzione. Queste bestie …

 

Che c’entra il male con la felicità? Possibile che paradossalmente la purifichi dall’etica e la dia per quella rivelazione tronfia, inaudita che non dà neanche piacere? Quello che articola Sergio Padovani è un terzo grado, un iter attraverso una sua propria terna in cui i livelli di un senso astruso sembrano indicare qualcosa di indefinibile attraverso tre immagini altamente definite. Un totale capovolgimento che riguarda anche la morfologia dei corpi e che riduce tutto a pensare due semplici parole, come felicità e piacere in un rapporto tra loro, molto meno noto di quello che si è creduto fin qui e più arduo di quanto si sia disposti a credere. Che c’entra il piacere con la felicità nel mondo pittorico di Sergio Padovani? Forse nulla. Continua a leggere

anteprima classifica wikio


ANTEPRIMA CLASSIFICA DI MARZO

Sbianca il cuore nella prigione di Narda Fattori (Questi tempi)


Titolo: Mani sul cuore Autore: Alessia Iannarelli

Sbianca il cuore nella prigione
di mani insanguinate
il palmo  volto in basso
già si sforma la sua sostanza
si deforma la funzione e non ha
più amore che lo chiami
nel vortice di stelle abbrunite
dal lutto dei morti. Continua a leggere

giornata del web@lfemminile


La segnalazione proviene  dal blog WWWomen di Cinzia Sasso su La repubblica.It

http://sasso.blogautore.repubblica.it/2011/03/30/donne-sul-web/

“Sarà domani la giornata del web@lfemminile, organizzata all’interno del progetto futuro@lfemminile. La maratona sul web proseguirà per 24 ore e metterà in scena di tutto: interviste, approfondimenti, iniziative speciali, incontri. Basta collegarsi al sito www.webalfemminile.it per ritrovarsi in un salotto virtuale”

Giulio Passerini: Le sedute “psicografiche” di Who’s the reader

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Riprendo volentieri da Who’s the reader di Giulio Passerini la terza e la quarta puntata delle sue « sedute “psicografiche”: libere associazioni grafiche a puntate» riguardanti soluzioni grafiche per edizioni diverse dei libri di F. Kafka.


Kafka di Peter Mendelsund, Schocken

Terza seduta

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Manipolazioni di San Lorenzo

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La poesia sulle stelle cadenti di Giovanni Pascoli è una della più piagnucolose della sua produzione. Non dico che sia brutta o insincera, anzi, ma personalmente rifuggo dal patetico in cui ogni tanto amava ficcarsi il grande poeta romagnolo. Mi sono sentito così nel diritto di sottoporla ad un alcuni procedimenti oulipiani, cioè l’applicazione al testo di tecniche di elaborazione basate sulla contrainte, la costrizione formale autoimposta. Si tratta di esperimenti, per cui il risultato non può certo ambire al valore estetico, comunque conto sulla comprensione e la pazienza del lettore.

 X agosto

 San Lorenzo , io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto :
l’uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano. Continua a leggere

Poesie e Ombre

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“Poesie e Ombre” è il titolo del libro di esordio di Monica Martinelli, edito per le Edizioni Tracce (2009), titolo che ci rimanda al verso di Paul Celan: “Dice il vero chi dice ombra”. E di ombra nella poesia di Monica Martinelli ce n’è tanta e c’è la sua verità sulle cose e sulla vita.

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QUELL’UNICA GOCCIA di Villa Dominica Balbinot

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Mi colpisce quella singola goccia che, scendendo dalla grondaia, continua a cadere.
Ce n’è una sola di goccia, ed è testarda, e risuona metallica – a ondate che paiono cronometrate a intervalli identici –sul bordo di ferro dipinto di bianco che circonda un tratto del balcone , esattamente la sua parte centrale e anteriore, quella che fronteggia il panorama digradante di monti sullo sfondo azzurrato che ora si è fatto roseo. Ha appena smesso di piovere, un odore di terreno impregnato di acqua viene dal basso, i raggi del sole – ormai rivolto quasi del tutto a occidente Continua a leggere

Giuseppe Carracchia “Il verbo infinito” lettura di Antonella Pizzo


 

Le jardin de giverny - Monet

Il verbo infinito

Giuseppe Carracchia, Prova D’autore, 2010 Catania

Giuseppe Carracchia è un giovane poeta, nato nel 1988 ha già al suo attivo tre raccolte di poesie: Pensieri notturni del 2005, Anime vagabonde del 2007, e infine quest’ultima “Il verbo infinito” pubblicata nell’ottobre del 2010 dalla casa editrice catanese Prova d’Autore di Nives Levan.

Sul numero di marzo lunarionuovo (.it) Giuseppe racconta d’aver coltivato la passione per la poesia  negli anni a cavallo fra il ginnasio e il liceo e che è stato incoraggiato dal padre, anch’esso poeta. Continua a leggere

– Non ci sono più repliche – versi di Francesca Coppola

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incuria – fotografia di Francesca Coppola

 

L’ Anima

Che grande scultore sei tu
che hai scolpito il tuo volto di pietra
tra le mie braccia
e ormai amore morto
mi sei diventato figlio
ti tengo sulle ginocchia
e piango perché il ricordo di te
mi pesa come un sepolcro.
(Alda Merini)


Senza logica

vederti è filtrare acqua
ad un bacino troppo ristretto
nucleo in via d’ emersione

per poi alleviare questi tormenti
a suon di gambe, spirale
di sensazioni donate poco alla volta

per te, sospesa a riesumare
quei bracciali da ottobre che oggi
si scambiano più di promesse

quando lanterne alla mano combattiamo
le strade, asciughiamo pozzi,
estinguendo flussi secchi di vita

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Il criceto

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Criceto nella granaglia:
si rallegra, canaglia!
Se ne infischia,
non osa, poi rischia,
morde una lenticchia,
rallenta, rosicchia,
si ferma, tossicchia,
cincischia, nicchia,
riprende, la picchia,
la schiva, la schiaccia;
piaccia o non piaccia,
ci pigia la faccia,
ci finge una caccia,
l’addenta, la trita,
la inghiotte tutta,
si stiracchia, rutta,
sputacchia,
s’inginocchia
per fare la cacca.

Poi s’accoppia,
mette su famiglia,
genera, figlia,
(suocera, nuora),
si riposa, lavora,
gioisce, s’abbacchia,
patisce, ridacchia,
subisce, s’incacchia,
t’ignora, t’adocchia,
è sveglio, sonnecchia,
si gratta un’orecchia,
succhia, si macchia,
invecchia, vivacchia,
s’ammala, sudacchia,
s’aggrava, schiatta,
si raccatta, si getta via.

È degno di poesia?
Sia come sia,
la sua storia è la mia

Il bianco non si addice di Silvana Varotti (8 agosto)


Pubblichiamo questa testimonianza-riflessione di Silvana Varotti quale contributo all’iniziativa 8-8 giornata degli uomini.

IL BIANCO NON SI ADDICE di Silvana Varotti

 

Era un giorno qualunque quel 13 marzo 1987 e, come ogni giorno, mi trovavo in ufficio. Tanta gente in fila agli sportelli,come al solito. Qualche legge, rimasta immobile per oltre quarant’ anni, era già cambiata. Un tempo i libretti di lavoro venivano conservati in ufficio, finché il lavoratore era disoccupato e venivano rilasciati all’azienda che assumeva, assieme al nulla osta. Allora mi occupavo di apprendistato, con le relative norme a favore della tutela dei fanciulli e degli adolescenti sul luogo di lavoro. Una famosa, per gli addetti ai lavori, legge del 1986, decretò che il libretto di lavoro dovesse rimanere in mano al proprietario anche se disoccupato. E, dopo questo preambolo, ritorno con la memoria a quella mattina qualunque di ventiquattro anni fa. Continua a leggere

Viaggiatore nel sogno

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L’antefatto


Spuntano trasparenti cannule
da fori sulla pelle.
Varchi di me stessa all’infinito
“a riveder le stelle”.
Liquidamente ricordo poesia.
Appese a grucce come frutti marci
sacche d’illusione.
Ciò che iniettate ora, se ne andrà
dalla mia carne tremula
da questa vita che non è più mia.
Già sprofondano gli occhi, all’infinito.
Ed io metto radici


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