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(c) Suzy Scarborugu

(c) Suzy Scarborugu

Se c’è mai un’evocazione verso la natura e il suo tempo umano essa è leggera come la neve e i sogni. La “via regia” di Elina Miticocchio è fatta di battiti lenti e sussurrati come ninne nanne in un elegante scrittura cucita di amore materno e avvolgente. I silenzi che nascono dai sorrisi, il viaggio della vita che impari in cerchio, in paesaggi dove le stagioni nascono e finiscono come ombre sulla finestra, le “presenze” della natura come compagni di viaggio e di vita. La traduzione dei sentimenti è tradotta dall’affetto nelle direzioni delle poesie dell’autrice, pugliese, classe 1967, che negli ultimi due anni ha pubblicato i suoi primi libri di poesia, dopo la lunga esperienza di scrittura sul suo blog Imma(r)rgine e su Carte Sensibili. Ne pubblichiamo cinque poesie e due inediti. Buona lettura.

Il mondo si ferma certi mattini

riesci a riconoscere il cristallo
ritrovi i tuoi occhi di neve
e sogni, fai sogni

sogni di bambini ti raggiungono
gemme del tuo albero
amore che percorre le dita

ti fa scrivere del vento
del viaggio che impari
camminando in cerchio

la stanza si fa cielo
e arca per raccoglierti

(inedito)

***

Ieri ho chiesto
ad un bambino il suo verso
un verso semplice
che porti il nome
del risveglio, del cielo, della prima colazione
e punto e a capo
l’abbiamo trovato
e forse sognato
infine lasciato
andare come acqua
che sorge e svapora

(inedito)

***

Sei lanterna al mio passo

Nel sonno che avanza come un vagone su consunte rotaie
tra le ciglia che si chiudono come portoni
ti ho vista seduta accanto al mio letto
ferma nel gesto quasi in preghiera
volevo trattenerti come se fossi

una riga di scrittura
l’impronta che lasciavi sul foglio
quando mi insegnavi a leggere
nelle balze di una storia di cartone

animata
mi sono girata sul fianco
volevo aprire l’uscio della visione
ti ho persa nella sillaba di un saluto

da Semi di parole, Associazione Culturale Exosphere PoesiArtEventi

*

L’attenzione

lo Scazzamurill è arrivato stanotte
non ha rotto i vetri della finestra
né si è seduto sulla mia pancia addormentata
gli avevo lasciato dei sassolini nelle pantofole
e un paio di scarpe da calzare
mi ha chiesto
-Vuoi cocci o soldi
-cocci gli ho risposto
Ha regalato dolcetti e monete per la mia bambina.

(Nota: lo Scazzamurill è un folletto del folklore meridionale, così soprannominato nel foggiano)
da Semi di parole, Associazione Culturale Exosphere PoesiArtEventi

***

Stanno i frammenti

Stanno in un secchiello di sale
bagnato appeso tra i panni lavati
un pugno di vento cammina
tra la mia ombra e un sole

stendo le idee al sole …..di neve
hanno un corpo le cose nel silenzio rotto
d’attesa e distanza
e forse non è……. inverno

è viaggio la lontananza
l’abbandono della stanza
d’argilla le cose che non sai dove hai messo
le tue spariscono orme di vene
vaga l’occhio fino all’angolo
alla coda la luna diamante
lacrima il vetro
flash come lasciti del tempo
e rido d’incanto
poiché niente accanto al cielo
sta fermo o in un quaderno
una firma nel mare dei nomi

sulla mano ho scritto
non appena leggerai sarai ramo.

(da Per filo e per segno, Edizioni Terra D’ulivi, 2014)

***

La lettera mai
aperta scivola dall’arco
dell’occhio sta alla finestra
il buio di un dialogo
profondo il segreto è tragitto e dondola
parole le emerge dal bianco
di gelso angeli con le ali spezzate
in punta di penna trascrivono i passi
di gesso il vuoto in me s’arrende
un pieno di rosso
disegna le voci noi recitanti amore
di vetro abbiamo contato le stelle
tra i capelli giorni fini sottili dispersi
soffiando il respiro oltre il secchio di fuoco
scalzi infiniti.

(da Per filo e per segno, Edizioni Terra D’ulivi, 2014)

***

(mai) ho atteso
così a lungo
la vita il filo rosso

fiorita di limoni

l’attesa si rompe
sbriciola l’intero
tulipano e cuore

sei tu ancora

la bambina il suo vetro.

(da Per filo e per segno, Edizioni Terra D’ulivi, 2014)