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Canto della Pianura è ambientato a Holt, una cittadina del Colorado, lì dove il Grande Nulla Americano del Midwest confina con gli stati occidentali. «A Holt c’era quest’uomo, Tom Guthrie, se ne stava in piedi alla finestra della cucina, sul retro di casa sua, fumava una sigaretta e guardava fuori»: ecco l’incipit del libro, ed ecco il suo protagonista, insegnante di Storia al liceo. La moglie di Tom, Ella, non ama più il marito: soffre di depressione, e ha deciso di dire addio al mondo che la circonda chiudendosi nella stanza degli ospiti. Prima di ritrovarsi al punto in cui sono, però, i Guthrie hanno messo al mondo due figli, Ike e Bobby, che ora hanno nove e dieci anni ed essendo assai precoci soffrono non poco per via delle condizioni in cui versa la madre. Forse anche per questo si comportano l’uno con l’altro come farebbe una coppia di gemelli, e si guadagnano qualche dollaro consegnando porta a porta il Denver News a bordo delle rispettive biciclette. Holt è così piccola che finiscono il loro giro in appena un’ora.  Già: perché Holt, con la Main Street e i suoi negozi, e le case a due piani con tanto di prato di fronte e garage sul retro, e i viali costellati di olmi, e i pollai, è davvero un microcosmo ai margini del Grande Nulla di cui sopra. Forse anche per questo Victoria Roubideaux, studentessa sedicenne del liceo in cui insegna Tom, viene cacciata di casa perché incinta dalla madre alcolizzata, anche se nella scelta della donna pesa la sete di vendetta nei confronti del marito che l’ha abbandonata. Ad aiutare la ragazzina è un’insegnante, Maggie Jones, che decide di ospitarla senza fare i conti col fatto di vivere con un padre destinato a rivelarsi poco amichevole nei confronti della giovane. Ed è così che Victoria finisce per trovare un tetto grazie a due scapoli, i fratelli Raymond e Harold McPheron: un paio di bastardi solitari e di poche parole, vecchi cowboy di quelli che piacciono a Cormac McCarthy, che sembrano nati solo per allevare il loro bestiame e ciò nonostante si mostrano capaci di prendersi cura dell’adolescente inguaiata, sarà che rimasti orfani da ragazzi sanno che cosa vuol dire dover far fronte alle avversità della vita. Sullo sfondo, le grandi praterie, il cielo, la polvere. E, a connotare il destino di ciascuno, una grande dignità, come nelle istantanee che ritraevano qualche decennio fa i nostri genitori, lontane dall’odierno sbracato esibizionismo on-line. Haruf, alla pari di Hemingway, sta interamente dalla parte dei suoi personaggi, e le vite di questi, che spesso si rivelano monadi nella più montaliana delle accezioni, s’intrecciano quasi loro malgrado componendo un mosaico in cui ogni tessera finisce per trovare davvero il proprio posto solo in relazione con le altre. Il suo stile, che già avevamo apprezzato in Benedizione, è fatto di understatement e sottrazione: le sue pagine, costruite con un’economia di mezzi che contribuisce a scolpirle nella memoria del lettore, sono del resto popolate da gente ordinaria, che vive in un’America rurale in cui le esistenze sono ancora scandite dal succedersi delle stagioni, mentre il meteo influisce sul raccolto e di conseguenza sulle scelte di ogni nucleo familiare. Sia come sia: contro ogni facile pronostico, la sedicenne Victoria deciderà di dare alla luce la nuova vita che le ha stravolto l’adolescenza. E Canto della Pianura è innanzitutto un romanzo che celebra quello che dopotutto rimane il mistero più grande, alla pari della morte. Come in Benedizione, le vite dei personaggi di Holt si intrecciano le une alle altre in un racconto corale di dignità, di rimpianti e d’amore. In particolare, in questo libro Kent Haruf rivolge la sua parola attenta e misurata al cominciare della vita. E ce la consegna come una gemma, pietra dura sfaccettata e preziosa, ma anche delicato germoglio.

Dopo aver letto Canto della Pianura correrete  a comprare Benedizione e attenderete con ansia l’uscita di Crepuscolo il 12 Maggio.

“Questo libro è per chi ama spostarsi solo con il pensiero, meglio se in poltrona e sotto una coperta a scacchi rossi e blu, per chi riesce a sentirsi a casa anche solo con una finestra aperta sul cielo, per chi cerca su google maps i luoghi dei libri, meglio se immaginari, e per chi ha deciso di affidarsi al tempo, nella convinzione che lo spazio possa sempre tradirlo.”

“Vite insignificanti ma indispensabili,

per la più semplice delle ragioni:

per la voce stupenda, quieta e luminosa,

con cui Haruf ci racconta della sua Holt,

di questa piccola città

dove ci sembra di vivere da sempre

e che mai vorremmo lasciare.”

Tommasi Pincio

Kent Haruf (1943-2014) ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Whiting Foundation Award e una menzione speciale dalla PEN/Hemingway Foundation. Con il romanzo Il canto della pianura è stato finalista al National Book Award, al Los Angeles Times Book Prize, e al New Yorker Book Award. Con Crepuscolo, secondo romanzo della Trilogia della Pianura, ha vinto il Colorado Book Award. Benedizione è stato finalista al Folio Prize. NN Editore pubblicherà tutti i libri della trilogia ambientata nella cittadina di Holt.

 

Diari di bordo,  il piacere della buona lettura.

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Canto della pianura mi è stato segnalato e consigliato dai proprietari di una piccola libreria. La Libreria Diari di Bordo di Parma è una libreria indipendente nel cuore del centro storico della città ducale, nata dal sogno nel cassetto di Alice e Antonello di dare vita a un luogo dedicato interamente al tema del viaggio e delle belle e buone letture. Proprio pochi giorni fa, il 24 marzo ha ospitato l’editore Alberto Ibba della casa editrice milanese NNE che ha portato in Italia lo scrittore statunitense Kent Haruf e la sua Trilogia della Pianura composta da Benedizione uscito nel marzo del 2015, Canto della Pianura uscito a novembre dello stesso anno e Crepuscolo che uscirà il 12 maggio del 2016. Ai Diari si trovano classici, narrativa, reportages. A predominare è la letteratura di qualità dell’editoria indipendente, oltre a un’attenta selezione di poesia, fumetti e libri per bambini, con un’offerta di libri scelti uno per uno con passione. Diari di bordo è un posto dove libri e persone possono stare bene e dove l’amore per i libri di qualità viene prima di ogni cosa. Libri di grandissima qualità come accade in Canto della Pianura di Kent Haruf, tradotto da Fabio Cremonesi per NNEditore appunto,  dove nella sperduta America rurale, in una quasi dimenticata America  scorre un dramma a lieto fine: quello della giovane Victoria, cacciata di casa. Kent Haruf   morto a 71 anni nel 2014 è stato uno dei più apprezzati scrittori americani, e inspiegabilmente in Italia era orfano di un editore che in questi anni avesse avuto il coraggio di tradurlo e farlo apprezzare. Onore al merito a NNE di aver compiuto questa operazione.

Sara Ferraglia