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Once upon a time o meglio c’era una volta una lumaca che si chiamava Lumaca e viveva in un paese che si chiamava Paese del Dente di Leone, insieme ad altre lumache che si chiamavano Lumache anch’esse. In questo paese tutte le lumachine, lente, appunto, come si conviene a delle vere lumache, conducevano senza alcuna identità una vita lenta e abitudinaria. Un giorno la lumachina comincia a porsi delle domande alquanto scomode, vuole sapere perché le lumache sono tutte così lente, perché si chiamano tutte lumache e a cosa serve la lentezza. Così si avventura fuori dal tranquillo prato e comincia un viaggio. Durante il viaggio fa la conoscenza della saggezza, rappresentata da un saggio gufo e della memoria, rappresentata da una vecchia tartaruga. La lumachina affronterà innumerevoli pericoli, conoscerà gli uomini che non camminano con le loro gambe ma si avvalgono per gli spostamenti di velocissimi mezzi che hanno ruote e fanali e che corrono su strade asfaltate che possono distruggere il pacifico Paese del Dente di Leone. La lumachina, così, torna sui suoi passi, capisce l’importanza della lentezza, salva le proprie compagne dai pericoli della tecnologia e si guadagna il desiderato nome di Ribelle. Arrivando alla conclusione che la lentezza fine a se stessa e l’abitudine non bastano a raggiungere la felicità, anzi al contrario, occorre che ciascuno di noi si realizzi in modo concreto immergendosi criticamente e attivamente nella realtà che ci circonda, anche a costo di pericoli e sacrifici. Per cui occorre essere curiosi, saggi, e senza mai dimenticare il passato. Questa è più o meno la trama della Favola di Luis Sepulveda “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza” edito da Guanda un paio di anni fa.
Così ha dichiarato lo stesso Sepulveda “Io difendo il ritmo umano: il tempo preciso, né più né meno, che serve per fare le cose per bene. Per pensare, per riflettere, per non dimenticare chi siamo.” Per chi vuole approfondire il tema della lentezza:
– “Elogio della lentezza” di Lamberto Maffei edito da il Mulino dove si esorta l’uomo a condurre una vita non di corsa ma a soffermarci sulle piccole cose e dedicarci al pensiero lento e razionale che aumenta la creatività e l’immaginazione.
“In un mondo che corre vorticosamente, con logiche spesso incomprensibili, il problema della lentezza si affaccia alla mente con prepotenza come una meta del pensiero” dalla copertina;
– La lentezza di Milan Kundera edito da Adelphi

Ci siamo riposate abbastanza, sospendiamo la sospensione delle pubblicazioni e riprendiamo a pubblicare senza affanno e con i nostri tempi, speriamo tempi lenti.