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william-turner-La-tempesta-di-neve

Non è un luogo dove stare

la testa di un corvo, il corpo della tempesta

il respiro non scorre lungo i rovi

né il sangue sul cuscino delle ossessioni

non è la mia mente un agevole luogo

la diradano nebbie e pioggia a spilli

giorno e notte la timbrano i sogni

*

Scende la luna sul nero bosco scivola

lungo strade abbaglianti del cielo –

ha lanciato un alone dietro il monte

seminando il mondo di attese

è spuntata con luce liquida

rotolando veloce fra le dita

di una nube gigante silenziosa

*

Nubi appuntate al cuore, poi

nel recinto dell’ansia noi

trampolieri incerti, bivalvi curvi

stritolati dal tempo

ma se per sbaglio vivo

nelle pagine di una stanza scarna

nell’intreccio di gesti a caso come

avrei potuto, dove

divenire mollusco vivo, ala in picchiata

maestoso respiro di nuvola nel tramonto salso

donna nel posto giusto

*