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 corsia_ospedale

un fiume corridoio di plafoniere
riflesse nelle sponde di graniglia
ci si annega
giovani e vecchi, livellati a fiato
si raccontano vite in ogni stanza

antiche cicatrici e nuovi indizi
l’analgesia risucchia sogni e grida

smarrita in questo bianco _i muri solo
portano tracce di colori ambigui_
tra un giorno di passaggio e una radura
docile tra gli abeti del parcheggio
afferro una possibile schiarita

una panca di pietra nel viale
una donna di marmo nell’aiuola
fotografo il viavai delle scadenze
_ce ne sono pressanti_
mi rendo conto d’essere scampata
a competenze, e che nel piano avanzo
mentre scorrono intorno le domande
che tutti fanno e a cui non si risponde

ho qualche appuntamento da fissare
alla porta di mezzo _ed un invito
da declinare gentilmente_
ancora

c.b.