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Now the sun had sunk. Sky and sea were indistinguishable. The waves breaking spread their white fans far out over the shore, sent white shadows into the recesses of sonorous caves and then rolled back sighing over the shingle. The tree shook its branches and a scattering of leaves fell to the ground. There they settled with perfect composure on the precise spot where they would await dissolution. Black and grey were shot into the garden from the broken vessel that had once held red light.

Dark shadows blackened the tunnels between the stalks. The thrush was silent and the worm sucked itself back into its narrow hole. Now and again a whitened and hollow straw was blown from an old nest and fell into the dark grasses among the rotten apples. The light had faded from the tool-house wall and the adder’s skin hung from the nail empty. All the colours in the room had overflown their banks. The precise brush stroke was swollen and lop-sided; cupboards and chairs melted their brown masses into one huge obscurity.

The height from floor to ceiling was hung with vast curtains of shaking darkness. The looking-glass was pale as the mouth of a cave shadowed by hanging creepers. The substance had gone from the solidity of the hills. Travelling lights drove a plumy wedge among unseen and sunken roads, but no lights opened among the folded wings of the hills, and there was no sound save the cry of a bird seeking some lonelier tree. At the cliff’s edge there was an equal murmur of air that had been brushed through forests, of water that had been cooled in a thousand glassy hollows of mid-ocean.

As if there were waves of darkness in the air, darkness moved on, covering houses, hills, trees, as waves of water wash round the sides of some sunken ship. Darkness washed down streets, eddying round single figures, engulfing them; blotting out couples clasped under the showery darkness of elm trees in full summer foliage. Darkness rolled its waves along grassy rides and over the wrinkled skin of the turf, enveloping the solitary thorn tree and the empty snail shells at its foot.

Mounting higher, darkness blew along the bare upland slopes, and met the fretted and abraded pinnacles of the mountain where the snow lodges for ever on the hard rock even when the valleys are full of running streams and yellow vine leaves, and girls, sitting on verandahs, look up at the snow, shading their faces with their fans. Them, too, darkness covered.

da Le onde, Virginia Woolf

Ora il sole era tramontato. Cielo e mare erano indistinguibili. Le onde frangendosi allargavano i loro bianchi ventagli sulla riva, inviavano pallide ombre nei recessi delle grotte sonore e poi si ritiravano sospirando sui ciottoli. L’albero scosse i  suoi rami e una pioggia sparsa di foglie cadde  al suolo. Là si depositarono in perfetta compostezza  nel punto preciso dove avrebbero atteso di dissolversi. Nere e grigie erano sfrecciate nel giardino dal recipiente rotto che un tempo aveva trattenuto la luce rossa.

Oscure ombre annerivano le gallerie fra gli steli. Il tordo era silenzioso e il verme risucchiava se stesso nel suo buco angusto. Di tanto in tanto una pagliuzza sbiancata e cava veniva sospinta da un vecchio nido per poi ricadere nell’erba nera fra le mele marce. Svanita la luce sul muro del capanno degli attrezzi, la pelle della vipera pendeva vuota dal chiodo. Tutti i colori nella stanza erano straripati. Il preciso colpo di pennello era gonfio e debordante; credenze e sedie scioglievano le loro masse brune in un’ unica enorme oscurità.

L’altezza dal pavimento al soffitto era tappezzata da vaste tende d’oscurità oscillante. Lo specchio era pallido come la bocca di una caverna adombrata da rampicanti penduli. La sostanza se n’era andata dalla solidità delle colline. Luci vaganti inserivano un  soffice cuneo  tra le vie affondate e  invisibili, ma nessuna luce si apriva fra le ali ripiegate delle colline, e non vi era alcun suono salvo il grido di un uccello in cerca d’un albero solitario. Sul bordo della scogliera c’era un eguale mormorio d’aria spazzata attraverso i boschi, di acqua che s’era rinfrescata in mille avvallamenti vitrei  nel mezzo dell’oceano.

Come ci fossero onde di buio nell’aria, l’oscurità si muoveva, coprendo case, colline, alberi, come onde  nello sciabordio sciacquano i fianchi di qualche nave affondata. La tenebra inondava le strade, muovendosi vorticosamente intorno alle singole figure, inghiottendole; cancellando coppie abbracciate sotto la cascata d’oscurità degli olmi nel pieno del fogliame estivo. Il buio faceva rotolare le sue onde lungo percorsi erbosi e sulla pelle grinzita dei campi di corse, avviluppando il biancospino solitario e i vuoti gusci di chiocciola ai suoi piedi.

Salendo più in alto, l’oscurità si spingeva lungo i nudi pendii montuosi, incontrava i pinnacoli frastagliati e abrasi della montagna dove la neve alberga eterna sulla dura roccia, persino quando le valli sono colme di ruscelli in corsa e gialle foglie di vite, e le ragazze, sedute sulle verande, lo sguardo alzato verso la neve, i loro volti ombreggiati dai ventagli. Anche loro, copriva la tenebra.

Traduzione di Federica Galetto