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greg gorman

Addio giorni sconfitti dagli inganni,
addio malsane estasi da un soldo,
angelici furori di quel mondo
che da sé si flagella dei suoi affanni.
Essere il qui e l’altrove senza sforzi 
e possedere il Due nell’Uno scempio,
fare di sé lo sciagurato esempio
di chi si impone l’alibi di opporsi.
A cosa mai, ed a chi? Per quale arcana
vocazione al martirio più d’accatto:
il perso, il senza nome, il mite matto,
il frate imbellettato da puttana.
Che Dio perdoni i miseri piaceri
cercati per sfuggire quelli veri!
Addio, tersicorei dell’incostanza,
esco dai cerchi della vostra danza
macabra, che rinserra le ali al volo.
Schiudete pure il vostro obliquo suolo
davanti a chi Sorella Morte invita:
io accolgo in me la dolce mia ferita.

Franco Lamarina