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Tutto questo è materiale della

miseria e dell’amore dimenticato,

tutto ciò che è la faccia del poco

o del niente.

di Viviana Scarinci

negruraQuello attraverso cui ci conduce Arnaldo Ederle, con questo suo ultimo libro, è un viaggio all’apparenza molto semplice, come lascia intendere l’aspetto creaturale di Negrura, una giovane donna di colore, il cui nome di fantasia ispira anche i poemetti che seguendo il primo, compongono l’intero corpus del libro. Attraverso una ricerca di definizioni che rendano al lettore questo incontro tra l’ispirazione del poeta e ciò che serba ancora di bello la fragilità dei deboli, Ederle ci accompagna nel luogo ritrovato di un lirismo mite ma nello stesso tempo profondo e necessario. Qui siamo al cospetto di un poeta lirico, che si rifà a una visione del dolore e della bellezza attraverso una fede incontrollabile nell’umanità della parola, fede nell’avallo di cui essa è ancora ritenuta capace. Sorprende come una novità il fatto che tutto questo si attui così chiaramente in una scrittura poetica contemporanea, per quanto i libri precedenti di Ederle fossero allo stesso modo il risultato di un lirismo tanto solido quanto genuino. In queste pagine, c’è di che sentirsi straordinariamente vicini a quei materiali della miseria attraversando i quali, sotto la guida del poeta, si immagina l’affastellare di oggetti fuori corso, concreti e non, ma ancora buoni a una qualche utilità marginale rispetto alla centralità dell’immediato, una sorta di moneta sentimentale, un peculio sciolto da qualsiasi avvenire che si accosta a quel poco limitrofo al niente, tanto somigliante al vivissimo silenzio che formula il grado più intenso della poca, quasi nessuna parola, che ci voglia per esprimere il necessario in poesia.


Devo trovargli un’identità certa,
che deve espandersi nella strada
come il manto di un profeta
o il viso di una sibilla, una cosa
che indovina e profetizza
che dice va o sta con l’indice
diritto verso l’avvenire.
*
Un premio per l’uomo del giglio,
un bel premio guarnito di dollari
e altri zuccherini come frutta secca
germogli di rose babà.
Il giglio è la purezza
chi lo prende lo porterà stretto
nella mano destra e sembrerà puro
e innocente come il fiore.
*
Ma qui c’è un premio per il vincitore
che compia un atto di amicizia
una prova d’amore fraterno, un balzo
nella fantasia, nello strappo
d’una corsa verso la buona cosa.
Qui c’è il modo per scongiurare
una disgrazia, la perdita
d’una profonda identità, la causa
della sua perdita.

L’Associazione PoEtica presenta
mercoledì 26 giugno 2013, alle ore 18:00 a Roma,
presso la Libreria Claudiana
Sala valdese, via Marianna Dionigi, 59 (Piazza Cavour)

la raccolta di Arnaldo Ederle

Poemetti per Negrura

(CFR, 2013)

Dialogano con l’autore: Valerio Magrelli, Elio Pecora, Gianmario Lucini,
Incontro a cura di Viviana Scarinci

Scarica il pdf del comunica stampa

http://www.edizionicfr.it/Libri_2013/09%20%C3%89derle/Poemetti.htm

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