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Il mondo in cui viviamo si sta riducendo a liquame e scarto e, allo stesso tempo, determina la nostra trasformazione in “rifiuti urbani”. Ciò emerge in modo perentorio e, allo stesso tempo lirico, nel nuovo libro di Giovanni Fontana, Questioni di scarti (Edizioni Polìmata 2012 – pp. 194, 10,00 euro). L’autore, esempio perfetto di “poliartista”, in quanto poeta, performer, musicista e con una grande esperienza nel campo delle scritture visuali, affronta il tema del vivere collettivo, da lui rappresentato tramite un vero e proprio rovello linguistico. Fontana descrive con vena polemica ed arguta, il ciclo perpetuo di consumo e di smisurata produzione di rifiuti individuali e collettivi. La furia della parola, percorsa da fremiti, pronuncia un grido sgomento al cospetto del “paesaggio dell’esplosione”, dinnanzi  a quella “waste land” che emerge, e si raccoglie, ai bordi delle nostre esistenze.

La voce di Fontana, quasi un monito ed un’accesa esortazione, scava nelle macerie per mettere a fuoco, con successive approssimazioni, quel cannibalesco “desiderio del desiderio” che muove i nostri gesti, presi dentro il “gorgo di oggetti” che attrae inesorabilmente l’orizzonte contemporaneo.

Il libro è di proposito polivalente sin dal titolo: “questioni” da intendere come domande e motivi di riflessioni e “scarti” come raccolta.

Questioni di scarti richiede una lettura attenta e partecipata da parte del lettore, quasi un “corpo a corpo” con la tagliente scrittura verbale e visiva dell’autore.

 

Nota biografica:

 

Giovanni Fontana (Frosinone, 1946) lo si può ritenere vero e proprio “poliartista”, in quanto è poeta, performer, musicista, redattore ed architetto. La sua produzione spazia, in particolare, nel campo della poesia sonora e visiva. Ha preso parte a svariate rassegne internazionali di poesia visuale ed ha proposto performance di poesia sonora in numerosi Festival italiani e stranieri.

Nel 2011 ha scritto il testo di Elegia per l’Italia, opera composta dal Maestro Ennio Morricone per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia.