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Quando ho saputo che Cinzia Alibrandi  si era  resa disponibile a presentare il suo primo romanzo  il 15 settembre a Portoferraio e avrei dovuto relazionare, sono andata a curiosare  tra le recensioni in Internet per  saperne qualcosa di più e dopo aver digitato il titolo “ Anna e i suoi miracoli” virgolettato, in  0,23 secondi mi sono trovata davanti a 3560 risultati!
A quel punto sono rimasta indecisa se lasciar perdere, e aspettare di leggere il libro, o viaggiare in rete  in cerca di notizie. Un po’ a caso, onestamente , ho cliccato sulle recensioni e sulle presentazioni per avere un’idea sul tipo di lettura che avrei dovuto affrontare per introdurre la serata.
Nel primo articolo che ho letto Andrea Viviani dice, tra l’altro, che il libro ha una bella trama, un bell’intreccio, un tono brillante, un tasso di prevedibilità basso, una lettura semplice, ma non semplicistica, che si tratta di un libro che al pari della vicenda umana della sua protagonista decolla allo scorrere della pagine.
Cliccando ancora, di seguito, in un’intervista a Luigi Grisolia, l’autrice   fa notare che lo scrittore  Andrea Pinketts nella prefazione definisce “ Anna  una  Madame Bovary che frequenta Bovary” e svela  che  A. Pinketts aveva invece scritto “ è una madame Bovary che frequenta bovari”, giocando come suo solito con le assonanze verbali. Per un refuso è stato stampato Bovary invece di bovari. Da quando lui si è accorto dell’errore, racconta Cinzia, lo sottolinea a ogni presentazione, anche se lui ha poi convenuto che il refuso ha un senso perché in fin dei conti Anna non si smarca dal marito, di cui è irrimediabilmente innamorata, a dispetto del suo essere una madame Bovary, dunque una donna che pratica il tradimento.
La trama invece ce la  narra Giorgio Boratto: “Anna e i suoi miracoli racconta una sorta di viaggio compiuto da una novella Alice nel paese delle meraviglie, nel mondo del cosiddetto star system, quello della Jet society, dove la fama copre la fame di sesso, soldi e affetti. Anna è così la protagonista di diverse avventure sentimentali. Da ognuna di queste trarrà le esperienze che la faranno conoscere come una donna con delle capacità da strega, amante e seduttrice. Una donna molto vera. Ma quali sono i miracoli di Anna? Sono quelli di restituire ad ogni uomo che incontra la loro propria essenza; li rimanda a ciò che sono veramente. Già, la stessa essenza che viene data a lei tramite i tradimenti del marito: tradimenti d’amore che salvano.”
Tornando indietro all’intervista di Grisola, l’ Alibrandi spiega che i miracoli di Anna sono i suoi uomini che grazie al suo amore ottengono il miracolo di ingranare la marcia in più che conduce alla scivolata verso ulteriori successi. I suoi uomini , tranne il giovane scrittore Pietro Colli sono già tutti noti e da vari siti si può risalire alla loro descrizione e alla loro vita accanto a  Anna:
Steve, marito bello e dannato, irrecuperabile narciso, perennemente in vetrina data la sovraesposizione della carriera di top model ottiene il contratto che gli darà fama planetaria, diventando il volto per la campagna pubblicitaria di un profumo; Glauco, scrittore famoso dal cinismo affilato, non pago dei suoi continui riscontri editoriali e di vendite viene ispirato dal suo amore e scrive il libro che sarà campione d’incassi. Marc Morin , chansonnier romantico e sensibile, vittima della spirale dell’alcolismo, e di un’ispirazione impigrita, scrive una canzone ‘Italienne/Italiana, che parla del tormentato matrimonio di Anna con l’egocentrico Steve Bell. Pietro Ricci, scrittore rampante e opportunista, sfrutterà l’amore di Anna ai suoi fini per accedere finalmente all’agognata celebrità.
Il  romanzo, per dirla con le parole dell’autrice, è “una metafora della corsa al consenso a tutti i costi, e al suo difficile mantenimento per cui si calpestano sentimenti e passioni autentiche: quelle di Anna, appunto, che è pura e se stessa dalla prima all’ultima pagina del libro.”
Ma i miracoli di  Anna continuano anche al di fuori della storia, del libro, dell’immaginario.
Andrea Pinketts, pseudonimo di Andrea Pinchetti, volto noto ai telespettatori per la conduzione della trasmissione  di  Italia 1 Mistero  e scrittore che ha vinto, tra l’altro, il famoso premio Scerbanenco nel 1995 con l’opera Il Senso della frase, è rimasto ammaliato dalla storia di Anna tanto da scriverne la prefazione, presentarlo a Torino al Salone del libro e definire libro una straordinaria storia d’amore, sino ad arrivare ad affermare che era da almeno 10 anni che non ne leggeva una così bella!
Paolo Pilo, il cantautore milanese, ha musicato , ottenendo un grande successo, la canzone  ‘Italienne/Italiana che nel romanzo  viene scritta dall’amante  di Anna Marc Morin.
Infine, per sapere qualcosa in più sullo stile di scrittura dell’autrice  c’è da registrare quanto ha scritto Boratto: “una scrittura tipica del web, tra virgolettati e tripli punti esclamativi. Le parole in maiuscolo sono urlate e ogni tanto affiorano le emoticons – faccine descriventi lo stato d’animo. Poi bisogna arrivare in fondo per comprendere che tutti quegli amori e tradimenti portavano ad una conclusione. Quale? Bisogna scoprirla leggendo il libro.”

Sandra Palombo

Cinzia Alibrandi è nata a Messina, si è laureata in Lettere presso “La Sapienza” di Roma, dove ha vissuto per dieci anni. Ha frequentato l’Accademia d’arte drammatica a Roma e lavorato come attrice professionista, soprattutto in ambito teatrale, con qualche incursione nel cinema e nella televisione. Attualmente risiede a Milano dove Insegna Italiano e Storia nel primo Liceo Scientifico italiano ad indirizzo sportivo. Anna e i suoi miracoli, libro pubblicato da Armando Siciliano Editore è il suo primo romanzo e l’inizio della sua seconda  vita, quella di  scrittrice.