Le rêve de ce fond de la nuit qu’ils nomment Dieu
Yves Bonnefoy

Negarlo, cercarlo, rinnegarlo.
Guardare se ci abita dentro,
e quel silenzio vacillante
è la risposta.
Guardare l’erba,
che brulica d’insetti
e, mentre scivola via una nube,
scintilla.
Cercarlo nella terra,
affondando le mani,
scavando piccoli solchi,
come formiche che si fanno il nido.
Cacciarlo dallo sguardo,
dall’oro che si rovescia col tramonto,
cacciarlo dal cielo e dalla terra,
chiudergli la nostra porta.
Cancellarlo.
E poi sperare che abiti davvero
in qualche parte d’universo,
piccolissimo e immenso.
E che ci entri dentro col respiro.

28 luglio 2012  1.30