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1

mancano gli appigli qualche volta
per questo funambolico contatto
tu volteggi
e io tento lo slancio,
ma la fune esile sui bordi
di libellule e di parole scadute
geme impacciata
e ci consiglia
altro

2

della mente
scrocchiano le ossa
cadiamo a terra,
fatti di origami
per un po’ sarai vento e notte fosca
il mio sorriso nella sera
spento

3

è ancora il vuoto
di te
che mi fa male
il non poter esistere
davvero
io sono il nulla e come tale sfumo
nella nebbia senza sogni mi allontano
sei un groppo
che rimane in gola
un morto sogno che mi resta
addosso
affogato come un feto dentro me

4

vorrei spogliarti di tutte le parole
e poi succhiare assieme a te
il silenzio
di balbettanti sorrisi
e di farfugli
di pigolii neonati
d’alba fresca

vorrei denudarti del vissuto
del parlato e di tutti gli imbrogli
vorrei ricucire una favella
che risuoni ogni giorno
nuova lingua
per noi soltanto,
bianca e pura neve

5

danziamo ancora sul filo delle spade
danziamo ancora
sull’asse dei ricordi
tu lanci il sasso
e io raccolgo l’onda
poi le sirene smetton di cantare
la notte scende
resto senza te

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