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di
Giulia Basano

Ho letto un libro, ma sarebbe meglio dire ho letto una vita.
Perché di vita si tratta in questa cronaca straordinaria, di vite anzi, una che sembrava perduta, e l’altra che non ha permesso che lo fosse. E tante altre a contorno, nello stesso impegno.
Quello che colpisce in tutta la narrazione è l’assenza totale di autocommiserazione, non ve n’è la benché minima traccia, e sì che motivi per averla ce ne sono e tanti!.
Non credo che sia di tutti la forza e il coraggio di questa madre che, giovanissima, decide di adottare quel bambino, proprio lui, quello etichettato come ”un grosso carenziato, un bambino da buttare dalla finestra”.
Si rimane allibiti di fronte a tanta crudele indifferenza.
Ma Giulia no, non si lascia intimidire da questa diagnosi senza scampo, lei non ci crede, lei ha visto un barlume in quegli occhi neri, sente che non può permettere che un essere già così provato dall’abbandono, un bambino di quattro anni, istituzionalizzato e lasciato a sé stesso, sia ancora rifiutato e condannato all’annientamento. Ha capito che desidera ridargli la vita.
E così lo adotta.
Giulia non vuole che si dica che la sua esperienza è eccezionale, afferma invece che bisogna far diventare “normale” ogni vissuto di tal genere; che siano impegnati tutti nel sociale: medici, assistenti, insegnanti, amici, affinché tutti gli esseri umani con carenze più o meno gravi, abbiano il giusto aiuto, il diritto ad essere considerati e curati, ma soprattutto amati.
Lei sa che soltanto se ci saranno questi presupposti si potrà davvero affrontare la serie di problematiche che coinvolgono ogni aspetto esistenziale di un bambino prima, e di un adulto poi, dalle funzioni cerebrali compromesse; sa che si può ottenere l’impensabile.
Questa madre è riuscita a creare intorno al suo figlio “speciale”, uno spazio in cui gestire le conquiste ardue e sofferte, discontinue, le difficoltà ritenute spesso insormontabili, è riuscita ad ottenere comprensione e coinvolgimento emotivo, per sé e per Nicola.
Tutto il mondo che ruota intorno a questa storia è “speciale”, e lo ribadisco in contrasto con quanto espresso dall’Autrice, ma io non credo che siano tutti capaci di tanto, non credo che ci sia tanta abnegazione e tanto amore nella scelta di essere madre, così, madre!
Consiglio di leggere questa storia vissuta perché può solo fare del bene, aprire porte chiuse dall’indifferenza e dalla rimozione.
Giulia Basano è un’insegnante, esperta di problemi sociali, donna colta, sensibile e attenta ai problemi dei giorni nostri, alle tragiche istanze di tanti genitori lasciati a sé stessi nella cura di figli disabili. La sua battaglia personale, vinta, le dà la forza di affiancare chi è impegnato nella stessa lotta.
A lei tutta la mia stima incondizionata, e la mia ammirazione anche come scrittrice.

Cristina Bove

Per l’acquisto del libro richiederlo  a Associazione Promozione sociale, Via Artisti 36, 10124 Torino,
tel. 011-812.44.69.

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