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Hieronymus Bosch, Bambino che gioca (retro del quadro Salita al calvario)

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«Direi dunque – semmai – esattamente il contrario: con quanto è piacevole, buono, perfetto l’uomo è solamente serio, con la bellezza invece gioca. […] La bellezza realmente esistente vale l’impulso al gioco realmente esistente; ma con l’ideale della bellezza posto dalla ragione è posto altresì un ideale di impulso al gioco che l’uomo deve tenere presente in tutti i suoi giochi

[…]

Infine, per dirla tutta in una sola volta, l’uomo gioca soltanto se è uomo nel pieno significato del termine ed è completamente uomo solamente se gioca

[J.C.F. Schiller “L’ educazione estetica dell’uomo – una serie di lettere”, lettera XVa cura e traduzione Guido Boffi, Rusconi, 1998]

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«Un nascere e un perire, un costruire e un distruggere, che siano privi di ogni imputabilità morale e si svolgano in un’innocenza eternamente eguale – si ritrovano in questo mondo solo attraverso il gioco dell’artista e del fanciullo. Come giocano il fanciullo e l’artista, così il fuoco eternamente vivo gioca, costruisce e distrugge in piena innocenza. Questo è il gioco che l’Eone gioca con se stesso. Trasformandosi in acqua e in terra, egli costruisce come un fanciullo torri di sabbia vicino al mare, costruisce e distrugge, di tanto in tanto egli ricomincia daccapo il gioco. Un attimo di sazietà, e poi egli è colto di nuovo dal bisogno, così come l’artista è costretto a creare dal bisogno. Non è la scelleratezza, bensì è l’impulso a giocare, risorgente sempre di nuovo, che suscita alla vita altri mondi. Talvolta il fanciullo getta via il suo giocattolo, ma subito lo riprende, per innocente capriccio. E non appena costruisce, egli collega, adatta e forma in obbedienza a una legge e in base a un ordine intimo.»
[F. Nietzsche, La filosofia nell’epoca tragica dei greci, Adelphi, Milano, 1991]

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Perugino "Apollo e Marsia"

«Per giungere a questa nuova concezione è necessario anzitutto sapersi liberare dall’idea che la poesia debba avere soltanto una funzione estetica, oppure sia spiegabile e comprensibile su basi estetiche. In ogni civiltà fiorente e viva, e soprattutto in uno stadio arcaico di cultura, è una funzione vitale, una funzione sociale e liturgica. Ogni poesia antica è contemporaneamente culto, sollazzo, gioco di società, abilità, saggio o indovinello, grave insegnamento, persuasione, incantamento, divinazione, profezia, contesa. Forse in nessun a altra opera, come nel terzo canto del «Kalevala», l’epopea popolare finlandese, si trovano così efficacemente uniti tanti motivi di vita arcaica sacrale. Il vecchio saggio Väinämöinen incanta il giovane millantatore che ha osato sfidarlo a una gara. Prima contendono nelle cognizioni delle cose naturali, poi in quelle sulle origini di ogni cosa esistente; e lì il giovane Joukahainen ha la temerità di pretendere di avere preso parte alla creazione. Allora il vecchio mago lo “canta” nella terra, poi nella palude, nell’acqua: prima fino alla cintura e alle ascelle, poi fino sopra la bocca, fino a che il giovane gli promette la sorella Aino. Seduto sul macigno dei cantori Väinämöinen canta durante tre ore per annullare i suoi forti scongiuri e per liberare dall’incantesimo il temerario. Tutte le forme di gara, già da noi ricordate: la gara d’insulti, la contesa di millanterie, i “confronti degli uomini”, la rivalità in cognizioni cosmogoniche, si trovano qui riunite in un torrente violento e sobrio insieme di immaginazione poetica.

Il poeta è «vates», l’invasato, l’entusiasta, il frenetico. Egli è il sapiente, «Sscha’ir» lo chiamano gli antichi arabi. Secondo la mitologia dell’«Edda» la bevanda che si usa bere per diventare poeta è preparata con il sangue di Kvasir, il più saggio delle creature, a cui nessuno poteva fare una domanda che restasse senza risposta»

[J. Huizinga Homo LudensCap. 7- “Gioco e poesia”  traduzioni telematiche a cura di Rosaria Biondi, Nadia Ponti, Giulio Cacciotti, Vincenzo Guagliardo (casa di reclusione . Opera) pdf all’indirizzo http://gdr.net/imago/Scritti/ludens.pdf

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A. von Menzel "Concerto di flauto a Sanssouci"

«[…] Ma ciò che più conta è che il re quella sera rinunciò al suo concerto, e invitò Bach, già allora detto “il vecchio Bach” a provare i suoi fortepiano costruiti da Silbermann, che si trovavano in varie stanze del palazzo. I musicisti passarano con lui da una stanza all’altra e in ognuna Bach era invitato a provare gli strumenti e a improvvisare. Dopo un certo tempo Bach chiese al re di dargli un tema per una fuga che egli intendeva eseguire subito, senza alcuna preparazione. Il re ammirò la raffinatezza con cui il suo tema venne usato nella fuga improvvisata e, probabilmente per vedere dove poteva giungere una simile arte, espresse il desiderio di sentire una fuga a sei voci obbligate. Ma poichè non ogni tema si presta a sostenere una armonia così ricca, Bach scelse un altro tema e, con grande meraviglia di tutti i presenti, lo eseguì immediatamente, nello stesso modo sublime e raffinato con cui aveva eseguito il tema del re. Sua Maestà desiderava sentirlo anche all’organo perciò il giorno dopo Bach dovette suonare tutti gli organi di Potsdam, così come il giorno prima era accaduto con i fortepiano di Silbermann. Dopo il ritorno a Lipsia, egli compose il tema ricevuto dal re a tre e a sei voci, aggiunse vari passaggi in canone stretto, lo fece stampare con il titolo Musicalisches Opfer [Offerta musicale], e lo dedicò al suo inventore.»

[J..N.Forkel, biografo di Bach, riportato in D.R. Hofstadter, Gödel, Escher, Bach: un’Eterna   Ghirlanda Brillante, Adelphi, Milano, 1984 – traduzione, per quanto riguarda la parte qui proposta, di Barbara Veit]

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colorazione a mascherina di carte da gioco - dipinto francese XVII sec.

«È noto che l’ultima e incompiuta opera di Rousseau (Les rêveries du promeneur solitaire) ha la sua cellula germinale in una serie di appunti fissati dall’autore sul retro di ventisette carte da gioco. Non si ha forse qui un implicito – e magari involontario – suggerimento del fatto che persino un libro così scisso fra i momenti di serenità e le insorgenze di una lancinante mania di persecuzione non può sfuggire alla natura ludica (benché si tratti di un gioco sempre un po’ crudele) che è propria della scrittura letteraria? »

[Giuseppe Zuccarino, Grafemi  Novi Ligure (AL), Edizioni Joker “I Libri dell’Arca”, 2007 – rif.anche qui su la Dimora di Francesco Marotta]

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regole gioco musicale con i dadi attribuito a Wolfgang Amadeus Mozart

«[…] L’armonia, se fosse basata solo sulla progressione delle note fondamentali, sarebbe monotona e noiosa; le possibilità di variazione sono troppo poche. Per questa ragione si ricorre alle modulazioni; queste possono essere di natura diatonica, avendo quindi il loro punto di partenza entro la successione di accordi della tonalità, oppure possono forzare, attraverso movimenti cromatici, cioè di semitoni, a un collegamento con tonalità più distanti. L’uso eccessivo di modulazioni che ricorrono a note “enarmoniche”, può alla fine annullare il concetto di tonalità. […] La successione delle note, particolarmente nella melodia, può essere realizzato nel cantus firmus in modo più omogeneo introducendo note “enarmoniche”. Queste possono assolvere compiti molto diversi, ad esempio compiti di conduzione, di risoluzione, di derivazione, di sostegno; senza di esse non vi sarebbe di fatto alcuna melodia.

Ernst Bloch (Spirito dell’Utopia, trad. V.Bertolino e F. Coppellotti, La Nuova Italia Firenze, 1980) scrive a questo proposito: “Allora, se noi non lo accompagniamo, il suono non può proprio muoversi. Può farlo solo per alcuni brevi tratti, ma questi terminano presto, e la quinta riporta subito tutto al riposo consonante. Solo la scala prosegue, ma questa è una invenzione puramente umana.”»

[18. Giocare con la bellezza -in M..Eigen, R.Winkler “ IL GIOCO – le leggi naturali governano il caso”   Adelphi, 1986 – Traduzione di Anna Maria Stein Mayer]

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Caroto, Ritratto di bambino con disegno

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THOMAS MANN

«Nuove esperienze di “verità” significano per l’artista nuovi stimoli al gioco e nuove possibilità di espressione, nient’altro. Egli ci crede e le prende sul serio quel tanto che è necessario per portarle alla massima espressione e per dare con esse l’impressione più profonda. Ne consegue perciò che egli le usi in modo molto serio, serio fino alle lacrime, ma non completamente serio, e quindi per niente serio. La sua serietà artistica è “serietà nel gioco” ed è assoluta. Quella intellettuale non è assoluta, perché egli è serio solo ai fini del gioco»

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THEODOR W. ADORNO

«Il gioco nell’arte è fin dall’inizio veicolo di disciplina e nel rituale dell’imitazione dà esecuzione al tabù calato sull’espressione; dove l’arte non fa altro che giocare, dell’espressione non rimane niente. Il gioco è, in segreto, complice del destino, rappresentante del gravame mitico che l’arte vorrebbe scuotersi di dosso; in formule come “ritmo del sangue”, che così volentieri si utilizzò per la danza come forma di gioco, è manifesto l’aspetto repressivo»

[…] da 18.4 Arte e verità (Sintesi di un dialogo mai avvenuto) in M..Eigen, R.Winkler “ IL GIOCO – le leggi naturali governano il caso” Adelphi, 1986 – Traduzione di Anna Maria Stein Mayer]

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Tale of Tales’ Auriea Harvey e Michael Samyn


REALTIME ART OF MANIFESTO
– Abstract
Auriea Harvey and Michaël Samyn are new media artists who have embraced realtime 3D game technology as their artistic medium of choice. Realtime 3D is the most remarkable new creative technology since oil on canvas. It is much too important to be wasted on computer games alone. This manifesto is a call-to-arms for creative people (including, but not limited to, video game designers and fine artists) to embrace this new medium and start realizing its enormous potential. As well as a set of guidelines that express our own ideas and ideals about using the technology.

1. Realtime 3D is a medium for artistic expression.
2. Be an author.
3. Create a total experience.
4. Embed the user in the environment.
5. Reject dehumanisation: tell stories.
6. Interactivity wants to be free.
7. Don’t make modern art.
8. Reject conceptualism.
9. Embrace technology.
10. Develop a punk economy

Leggi l’intero manifesto

Esempi:

The Graveyard is a very short computer game designed by Auriea Harvey and Michaël Samyn. You play an old woman who visits a graveyard. You walk around, sit on a bench and listen to a song. It’s more like an explorable painting than an actual game. An experiment with realtime poetry, with storytelling without words.




The Endless Forest is a multiplayer online game and social screensaver, a virtual place where you can play with your friends. When your computer goes to sleep you appear as a deer in this magical place. There are no goals to achieve or rules to follow. Just run through the forest and see what happens

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Vedi sito di riferimento http://tale-of-tales.com/

Altri riferimenti mostra NEOLUDICA Biennale di Venezia 2011 e al bookshop della Triennale di Milano 2012


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fac simile display per videogioco caduta della mela per gravità

PICCOLO EPISODIO  Nel corso di una relazione sull’uso didattico del videogioco, viene narrato il seguente episodio avente per protagonista un bambino della scuola di infanzia. Alla richiesta di tracciare sul display elettronico delle linee o delle figure che possano costituire un “terreno” di rimbalzo per la mela, nel mentre che cade, in modo da colpire la stella (problema la cui soluzione è una semplice riga che crei un ponte fra i rettangoli), il bambino in questione si mette a disegnare, una sull’altra, una serie fitta di linee diversamente colorate e parallele alla prima, già di per sé risolutiva. Vedendo il suo lavorio metodico, che apparentemente non dà segno di farsi persuaso, il docente che conduce l’esperimento, credendo che il bambino non abbia compreso la consegna, lo interrompe e gli ribadisce che deve trovare un modo affinché la mela colpisca la stella.
“Ah, beh, se è per quello allora bastava una riga sola” risponde tranquillo il bambino
“Io sto cercando di fare bello, di costruire un arcobaleno dalla stella alla mela”

[emerso durante la discussione su  “Il videogioco in classe: potenzialità e modelli” – videogioco per imparare i principi della fisica]

immagine: http://fr.wikipedia.org/wiki/Fichier:Perugino,_apollo_e_dafni_%28o_marsia%29.jpg