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……….Da qualche parte c’è grandezza – otto movimenti

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I
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Da qualche parte c’è grandezza
la cerco fuori dall’alfabeto c’era negli atomi
mi sono detta quando ero lì sul divano
a guardare le figure del cielo in un libro pensando
al Big Bang e noi siamo qui in questo cielo notturno
dopo celebrazioni e sepolture volendo
qualcosa d’altro ancora e chiamando un atomo dentro di noi
una luna padre e madre
siamo
nell’emisfero australe con la Piccola Nube di Magellano
o nell’emisfero Nord
dimmi
in quale fibra nervosa siamo
il creato è un attimo di concentrazione
…..poi ho voltato pagina.
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II
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Ero lì sul divano a mezzanotte ero sulla spiaggia
a mezzogiorno non c’era nessuno ero con te e
guardavamo la schiuma spalancarsi sulla sabbia
i pensieri caduti in un cratere
trafitture di bianco
forse la compassione è leggerezza l’Eden le stanze di cinabro
se quando il dolore è cielo la palpebra lo raccoglie tutto allora
io ti stringo le mani
…..e mi basta.
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III
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Siamo qui e ho messo il dito su qualche puntino bianco
che segnava la galassia nel blu della pagina e dimmi
questa forza unica che si scinde continuamente e
l’idrogeno e l’elio in qualche punto del corpo i nessi
e in questa poesia
vorrei che fossero parole sempre più aperte lo sai
che per me scrivere non è solo scrivere
ma suoni freddi e caldi e la percezione dei colori
un intontimento
e quello che c’è o ci potrebbe essere
…..cercando di dirlo.
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IV
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C’era grandezza in tutto questo e ci sarà
ancora bisogna solo strappare e
strappare
i nervi si svegliano e si addormentano asimmetrici
eravamo là a guardare quella schiuma
i suoi giochi
un cenno di tramontana a pelo d’acqua
l’ora meridiana l’ora notturna portate a riva
un unico tremore
…..e il tic del tuo sopracciglio.
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V
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Pensavo ai nomi
progetti di sogni
quanto durano i nomi
il loro viaggio
…..qui non c’è resurrezione
ci siamo detti
non moriremo
fino a quando ci faremo carezze
ci chiameremo
per nome
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VI
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Guardavo le anatre da bambina ricordo
di averle incantate con una ninna nanna
tu ridi ma è stato così ora che mi ricordo
dopo millenni
perché oggi guardavamo le anatre insieme
galleggiare
ci venivano incontro
e poi d’un tratto viravano secondo gli impulsi dell’acqua
…..– cos’era successo? –
e mi è sembrato di essere più giovane
o vecchissima allo stesso tempo.
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VII
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In quel biancore di luce giravo gli occhi e
nell’orlo inferiore dell’orbita mentre appoggiavo la testa
sulla tua spalla, c’è un punto esatto tra sguardo e materia
c’è come una deriva ti chiedo se la schiuma
è essenza o nulla se la schiuma
è la nostra grandezza quella che resta
dopo lunghi sguardi stanchissimi, quel capriccio
della natura che siamo noi quando nel buio
di una stanza o nel chiaro inebriante di una spiaggia
qualcosa ci attraversa.
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VIII
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Se al culmine del giorno o della notte
ci cogliesse una preghiera se il corpo, a certe ore,
si allontana,
se è vero questo, se scrivere è
rovesciare l’occhio indietro allora
………..visioni
esploderebbero nello stomaco nell’orecchio
forse ci sarebbe letizia
vigilando il mondo nel punto del suo letargo
………..vigilando in preghiera
………………..nel vuoto
forse
grandezza ci sarebbe.
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(Lucetta Frisa, da “L’altra” Manni,2001)