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Canzone degli addii

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Ci siamo abbracciati sotto l’arco
che s’apriva nella piazza
soli noi come fummo spesso
e insieme a tanti nel nome faticato
dell’amore
e l’addio è stato una formalità
c’era un a rivederci fra le stelle
nella notte fredda nitida e brillante
che ci trapassava il petto

non dolore non doveri non averi
un addio senza colonne da ragionieri
così come fanno i ragazzi che
si piangono sulle spalle e s’aggrappano
alla maglia quasi forse un’ancora
dopo l’addio nel mare aperto
alle burrasche alle onde alte
allo strillo di gabbiano sgraziato
sopra il ventre azzurro
che ci volle uomini e pesci
uccelli e insetti fiori e biancospini

ci siamo abbracciati nel sonno
ancora tante volte per ritrovarci soli
in un’alba irriverente che non si cura
della tazzina sbrecciata del caffè amaro
anima mundi l’amore con dentro
tutto il dolore.

(Narda Fattori)