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Conficcato dietro la finestrella del bagno, di quelle che si aprono lasciando una fessura verso l’alto, e la cesta dei panni sporchi, un polpaccio si tende e si stende quasi senza tregua. Un ragazzo, un adolescente per la precisione, è rapito in ogni sua parte infinitesimale verso un trancio di gamba femmineo che s’intravvede dal balcone del palazzo di fronte.

Lì, sulla quarantina una casalinga qualsiasi sta meccanicamente stendendo i panni, i suoi gesti sono puntuali e avvolti da un’aurea di disincantata sacralità. Una veste svasata lascia scoperte delle gambe ben tornite, ruvide, con qualche segno lasciato dalle due gravidanze, avute ravvicinate nel tempo. Gli occhi di lui sono incollati ai suoi movimenti e continuati per estensione tra i suoi pensieri tanto da riuscire a sentirli palpabili, con le dita ben affondate in mezzo a quelle zone burrose e materne. Sogno-motore numero uno: il concludersi ritmico della mano, sempre più ostinato fino a svuotarsi di quel bianco tenue, invocato quasi con disperazione. Sogno-motore numero due: fantasticare che l’ignara signora possa notarlo nell’atto di masturbarsi. A dire il vero, forse è proprio questo il desiderio più intimo: essere scoperto. Permettere di farsi scrutare da quegli occhi, ora distratti, mentre lo sperma cola giù verso lo scroto ancora turgido e pulsante, ancora per pochi istanti.

 

Marta Campi nasce a Roma, dove vive. Tra i suoi scritti, la raccolta poetica Apnee, VI quaderno di RebStein, a cura di F. Marotta; la prosa poetica Estasi, le stories La ragazza-pitone, I sogni di Y, Docile, Seconda Pelle, Circuito oscillante, La Sete, Occhio Lineare pubblicati in vari siti letterari. Il racconto Educazione fa parte del progetto Voici la Bombe, a cura di A. Ansuini e F. Toccafondi. Gestisce un foto-blog personale presso Anarchica.net.