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25 novembre: giornata mondiale contro la violenza sulle donne- di Vittoria Ravagli

bev hodson

E’ PERCHE’ SONO UNA RAGAZZA CHE DEVO STUDIARE

di Kamla Bhasin, femminista, economista, scienziata indiana

Un padre alla figlia:

studiare? perché dovresti studiare?

Ho già abbastanza figli maschi che possono studiare.

Ragazza, perché anche tu dovresti studiare?

La figlia al padre:

Visto che me lo chiedi te lo dico io perché debbo studiare.

Devo studiare perché sono una ragazza.

E’ proprio perché a lungo mi é stato negato che devo studiare.

La conoscenza porta nuova luce, ecco perché devo studiare.

Per le battaglie che devo combattere, devo studiare.

E’ perché sono una ragazza che devo studiare.

 

Per evitare la miseria, devo studiare.

Per conquistare l’indipendenza, devo studiare.

Per superare la frustrazione, devo studiare.

Per trovare coraggio, devo studiare.

E’ perché sono una ragazza che devo studiare.

 

Per contrastare la violenza degli uomini, devo studiare.

Per metter fine al mio silenzio, devo studiare.

Per vincere il patriarcato, devo studiare.

Per demolire tutte le gerarchie, devo studiare.

E’ perché sono una ragazza che devo studiare.

 

Per darmi una fede in cui credere, devo studiare.

Per fare leggi che siano giuste, devo studiare.

Per spazzar via secoli di polvere, devo studiare.

Per affrontare ciò che ci aspetta, devo studiare.

E’ perché sono una ragazza che devo studiare.

 

Per capire cosa é giusto e cosa é sbagliato, devo studiare.

Per trovare una voce forte, devo studiare.

Per scrivere canzoni, devo studiare.

Per costruire un mondo per tutte le ragazze, devo studiare.

E’ perché sono una ragazza che devo studiare.

 

(da Come le donne stanno cambiando il mondo  di Maria G. Di Rienzo)

http:/lunanuvola.wordpress.com

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bev hodson

 

Il 25 novembre é la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Ogni anno, insieme alle donne del Gruppo di cui faccio parte (Gimbutas), leggiamo, discutiamo, ci aggiorniamo sulla realtà legata a questo tema angosciante; tante donne lavorano da anni nel nostro paese e nel mondo per portare alla conoscenza di tutti situazioni che sembrerebbero incredibili, per cambiare le cose. Le violenze che la cronaca racconta nei giornali, nella televisione, le morti di donne uccise in quanto donne (femicidi), vengono trattate in modo spettacolare, spesso senza il necessario approfondimento. Così le tante e tante violenze, le molestie, le azioni ossessive che generano terrore (stalking), quell’infinità di fatti giornalieri che rendono le vite impossibili a tante donne e bambine per lo più nel chiuso delle proprie case, di tutto questo, poco si parla. Oppure lo si fa tra donne, ma quello che serve é coinvolgere tutti, uomini, bambini, ragazzi. Le violenze psicologiche, che nascono prima ancora di quelle fisiche, vanno riconosciute e contrastate, si deve avere la forza di chiedere aiuto quando ci si sente oppresse e minacciate. Qualcosa può, deve, cambiare: succederà solo modificando l’educazione nella nostra società dove troppo spesso la donna ancora é vista come una proprietà o come un accessorio, dove la parità dei diritti é spesso un’utopia.

Strutture molto importanti sono le Case delle donne per non subire violenza. Quella di Bologna é un punto di riferimento per tante donne che vi trovano risposte concrete per sé e per i propri figli, spesso coinvolti in situazioni difficili e a volte tragiche. Oltre ad essere un luogo di aiuto, é un osservatorio, un centro di studi, di proposte, di informazione per tutti.

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Ora due parole sulla la nostra iniziativa di Sasso Marconi dove i veri protagonisti saranno i ragazzi e le ragazze della nostra scuola media (otto classi): porteranno con le loro osservazioni, i loro spunti, frutto del lavoro fatto a scuola con le insegnanti di italiano, che hanno raccolto il nostro invito, i nostri suggerimenti .

Noi faremo letture da tre libri che abbiamo scelto per questa serata: uno di Michela Marzano che affronta in particolare il tema della donna e la sua immagine così come viene trasmessa dai media (Sii bella e stai zitta); uno di Concita De Gregorio, che ha passaggi profondi e importanti: si sofferma , sui tanti tipi di violenza e lo fa con racconti davvero belli, a volte anche ironici, con grande tatto e sensibilità (Malamore).

Il terzo é un importante libro uscito da poco di Maria G. Di Rienzo,: “Voci dalla rete – Come le donne stanno cambiando il mondo” . Maria G. parecchie volte é stata con noi e le sue parole ci hanno sempre illuminate. Lei, femminista, giornalista, traduttrice, scrittrice, ha un quadro mondiale della situazione delle donne, delle bambine. Il suo blog, oltre ai suoi libri, é un luogo importante per essere informate.

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25 novembre Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

La Casa delle donne presenta

 Festival La violenza illustrata.

Limite di sopportazione

VI edizione

 

Bologna e provincia

 8 novembre-3 dicembre 2011

C’è un limite di sopportazione che molte donne superano quando si trovano incastrate in rapporti che sono fatti di sopraffazione e umiliazione, di violenza e discriminazione. Superare questo limite è pericoloso come percorrere un’autostrada a piedi, come camminare sul ciglio di un burrone portando per mano i propri figli, perché la velocità della violenza, quando una donna decide di dire no, è la prima causa di morte.

È questo limite che la Casa delle donne vuole portare sotto gli occhi di tutti,quello di una guerra silenziosa che continua ogni giorno a mietere vittime,assumendo le proporzioni di una strage. I nostri report, come ogni anno, registrano i dati del femicidio in Italia. Nel 2010 sono state 127 le donne uccise nell’ambito della violenza di genere; dall’inizio di quest’anno, solo in Emilia-Romagna sono state già 11 le donne uccise, il dodicesimo femicidio è stato sventato per poco, in una lavanderia di Via Andrea Costa a Bologna.

Sotto gli occhi di tutti noi si consuma il silenzio delle Testimoni silenziose – una mostra itinerante che ricorda con delle sagome le donne uccise –, che ci chiedono di intervenire, di prevenire, di cambiare la cultura patriarcale che pervade le nostre vite e i nostri immaginari.

Per questo abbiamo voluto un festival per ricordare la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: per ricordare il lavoro di chi ogni giorno combatte contro questo stato di cose, tra mille difficoltà e pochi finanziamenti, per portare alla luce questo limite, che non deve più esser superato o giustificato dai media, dal virilismo di ritorno e da una cultura della mercificazione del corpo femminile.

Il nostro festival è giunto alla sesta edizione e si è ingrandito di collaborazioni con associazioni e enti non solo territoriali. Questo spazio di comunicazione e dialogo è diventato un punto di riferimento nazionale, con oltre 35 eventi in programma, caratterizzandosi come l’unico appuntamento di questa portata in grado di dare un’offerta formativa e culturale multidisciplinare, allo stesso tempo specialistica ma anche divulgativa, sul tema della violenza di genere.

Quest’anno il nostro Servizio minori compie dieci anni.

Lo festeggeremo per ricordarvi che oltre a una Casa delle donne esiste una Casa dei bambini.

Perché dietro le donne ci sono sempre i figli e le figlie, che assistono a scene di violenza, che sono abusati o uccisi.

Come Rashid Pistone, un bimbo di due anni ucciso insieme alla madre il 6 febbraio scorso a Bologna: Ilham Azounid, mentre era incinta, aveva trovato protezione presso la nostra struttura.

A lui, ai bambini, alle bambine, a tutte le donne che subiscono violenza, dedichiamo questo festival.

 Chiara Cretella

http://www.casadonne.it/cms/

 bev hodson

ANCORA ALCUNE NOTE PERCHE’ I VOCABOLI NON SONO SOLO PAROLE MA SOGGETTI IN CARNE E OSSA

Femminicidio

E’ un neologismo con il quale si nomina ogni forma di discriminazione e violenza rivolta contro la donna “in quanto donna”.

E’ la violenza di genere in ogni sua forma.

E’ l’esercizio di potere che l’uomo e la società esercitano sulla donna affinché il suo comportamento risponda alle aspettative dell’uomo e della società patriarcale, è la violenza e ogni forma di discriminazione esercitata nei confronti della donna che disattende queste aspettative.

Questa forma di controllo annienta l’identità della donna, assoggettandola fisicamente e/o psicologicamente, economicamente, giuridicamente, politicamente, socialmente.

Il femminicidio e’ la punizione quotidiana per ogni donna che non accetta di ricoprire il proprio ruolo sociale, è il principale ostacolo alla autodeterminazione e al godimento dei diritti fondamentali di più di metà della popolazione mondiale.

Il femminicidio attraversa ogni epoca, ogni cultura, ogni luogo.

Come ha sostenuto Bordieu, il dominio maschile sulle donne è la più antica e persistente forma di oppressione esistente.

Il femminicidio viola i diritti umani di metà della popolazione mondiale, spesso con la connivenza delle istituzioni.
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da “Femminicidio- Dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale “ di Barbara Spinelli.

Barbara Spinelli (femminista, giurista), ha tra l’altro ottenuto il riconoscimento giuridico dei concetti di femminicidio e femicidio

 http:/www.scribd.com/stopfemminicidio

Fernanda Ferraresso ( blog cartesensibili)