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Fernanda Pivano, Libero chi legge
Nota di lettura di Narda Fattori

Il libro, uscito postumo, ha per sottotitolo “ I 100 libri della mia biblioteca ideale”.
Sappiamo tutti quanta riconoscenza dobbiamo alla Pivano per averci presentato autori memorabili che spesso hanno segnato la formazione culturale e le idee di tanti giovani dagli anni sessanta in poi, perché instancabile è stata Fernanda nel suo lavoro di traduzione e analisi di testi fondamentali della seconda metà del Novecento:senza le sue traduzioni avremmo conosciuto “Spoon River”, gli autori Corso, Ferlinghetti,Carver…?
Fernanda ci ha tracciato la strada per scoprire una letteratura allora misconosciuta, che si voleva in tempi non troppo lontani diseducativa, amorale, antisociale ed era l’esatto contrario.
Sappiamo che quasi sempre con gli autori stringeva rapporti amicali e la sua competenza attorno alla moderna letteratura americana era indiscutibile; infaticabile, ci ha condotto attraverso una poesia “di strada”, viva e grondante, non becera e una prosa senza retorica di ampio e/o di breve fiato.
Questo libro fornisce consigli di lettura. Nella nota al lettore lei stessa ci dice che “ l’ordine cronologico le sembrava troppo accademico e in contrasto con l’idea libertaria che è alla base del libro”ed ecco che -un po’ per gioco e un po’ per ricordarle quattro libertà del celebre discorso del 1941 di Franklin Delano Roosevelt, tanto caro a Fernanda- è nata l’idea di riunirli in quattro gruppi: libertà della morale, libertà sessuale, libertà di parola e libertà dalla violenza.”
Per alcuni libri la collocazione in uno di questi gruppi è facile ( pensiamo all’ antimilitarismo di Addio alla armi, alla libertà sessuale di Tropico del Cancro, ) altri sono di più difficile collocazione, ma tutti entrano in quella libertà di espressione e di stile voluta dall’autore.
I suggerimenti di Fernanda sono per persone senza pregiudizi, che non tollerano violenze e imposizioni, né discriminazioni e pregiudizi.
Essa afferma che dobbiamo ringraziare gli autori qui considerati e leggere i loro libri che “sostengono la non corruzione, la non paura, la non violenza: che sostengono la libertà.”
Come non essere grati a questa grande intellettuale che ha speso la vita al servizio di altri grandi , tenendosi per sé un ruolo marginale , da traghettatrice.
Cento libri non sono molti, se guardo alla mia libreria che ne contiene migliaia, senza contare quelli che ho letto, prestati da amici e biblioteche. Cento libri però possono fare la differenza, soprattutto questi cento suggeriti dalla Pivano , che vanno dall’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, a I racconti dell’Ohio di Sherwood Anderson, da Sulla Strada di Jack Kerouac, a I vagabondi di Neal Cassady, a Di che cosa parliamo quando parliamo d’amore di Raymond Carver, a Neuromante di William Gibson, a Autobiografia di Alice Toklas di Gertrude Stein,…
Ma questi non sono che un pallido esempio.
I libri suggeriti abbracciano uno spettro vastissimo di stili e problematiche; confesso: pur avida e onnivora lettrice una parte di questi libri non li conoscevo.
Leggere le due/ tre paginette che Fernanda dedica agli autori che non conosco mi ha fatto percepire un vuoto e mi ha invogliato a cercarli, a mescolarli con gli altri nei confusi ma sinergici scaffali della mia libreria mentale.
Credo che veramente valga la pena di conservare come un memo questo libro e segnare mano a mano ciò che si legge perché scopriamo un segreto tesoro. Le schede-con note di lettura attenta e colma di riferimenti- che accompagnano i cento libri sono una preziosa indicazione.
Fino alla fine Fernanda Pivano ha portato avanti , indefettibile, la sua mission, come si dice oggi in gergo tecnologico,termine che però per lei restava nel significato originario di missione.

Narda Fattori