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nella foto di Alar Madisson: Maarja Kangro sul tetto di Radisson

Esce in questi giorni La farfalla dell’irreversibilità, secondo volume della collana Gattomerlino della Ssspress, diretta e curata da Piera Mattei
Sono le poesie di una poetessa estone, Maarja Kangro, già presentata in Italia, sulla rivista di poesia internazionale Pagine dalla stessa Piera Mattei, che firma anche una nota critica al volumetto.

Sono poesie tradotte dalla stessa autrice, con l’effetto di farci ascoltare l’inflessione quasi materiale della voce di Maarja, la sua preziosa ironica asprezza, in un italiano che, restando ineccepibile, conserva la cadenza originale. Una lingua che rifiuta di scivolare via dolcemente quando urta contro i duri spigoli di pensieri e di ossessioni che la storia e la cosmologia odierni ci fanno balenare nelle situazioni più impensate, per esempio mentre osserviamo la pelle indifesa e esposta di nudi corpi sulla spiaggia.

La voce di Maarja Kangro risuona in un paesaggio desolato. Il suo linguaggio aspro, esplicito, ironico, nel rendere il male palese e banale, intende esorcizzarlo. Intende esorcizzare la paura. Non è detto che un evento negativo sia appena avvenuto, non è detto che di lì a poco accadrà, e tuttavia la sua minaccia incombe, si approssima passo dopo passo, strofa dopo strofa. Come se prefigurando l’evento si potesse fermarlo, fermare il tempo, l’irreversibilità dell’accaduto.


Forse ognuna di queste poesie di Maarja Kangro può essere letta come un sintetico, balenante trattato di filosofia pessimista. Un breve sorriso laterale commenta con lucida amarezza la non schivabile crudeltà dell’esiste
re. (dall’introduzione di Piera Mattei)

MAARJA KANGRO nata a Tallin, il 20-12-1973, è una scrittrice estone. Figlia del compositore Raimo Kangro e della scrittrice Leelo Tungal, si è laureata in lettere all’Università di Tartu nel 1999. Ha pubblicato tre volumi di poesia, una raccolta di racconti e un libro per bambini. Ha scritto libretti per opere liriche di Raimo Kangro, Tõnu Kõrvits, Tõnis Kaumann e Timo Steiner. Ha tradotto dall’italiano, inglese, tedesco e altre lingue (tra l’altro Andrea Zanzotto[, Valerio Magrelli[, Giacomo Leopardi, Umberto Eco, Giorgio Agamben, Hans Magnus Enzensberger). E’ ospite con Milo de Angelis del convegno Pordenonelegge 2011.

Poesia[

2006 Kurat õrnal lumel

2007 Tule mu koopasse, mateeria

2008 Heureka

2010 Kunstiteadlase jõulupuu

2011 La farfalla dell’irreversibilità ( prima edizione in italiano)

Narrativa[

2010 Ahvid ja solidaarsus

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LA FARFALLA DELL’IRREVERSIBILITÀ

“ancora” è una grande parola
lentamente e velocemente
ancora

ancora una volta gli uomini alla radio
si complimentano di essere sulla strada giusta
e discutono della ciclicità del tempo

la strada giusta gira intorno, anch’io
riconosco le pelli giovani sulla spiaggia
e l’altoparlante canta et si tu n’existais pas

gli uomini alla radio parlano di come tutto è
legato con tutto, uno dice con voce sonora: “l’effetto farfalla”
io dispiego le ali

il tempo ciclico favorisce il buon sonno
un sonno da cui crediamo di risvegliarci
e ancora

sbatto le ali
i brav’uomini alla radio iniziano a tossire
le sbatto più forte e si alza il vento

gli uomini tossiscono ansimando, l’etere si ribella
le navi e i bagnanti annegano, l’ultimo sogno
sarà grigio e tempestoso

pensiamo alla parola che non c’era prima
c’è stata ora
e adesso non c’è più

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IL DONATORE

In una piccola libreria
di un centro commerciale
cercando un regalo
è tornato il vecchio vizio
di strappare con i denti le cuticole intorno alle unghie.
Ho preso l’antologia della poesia ungherese,
mentre il sangue cominciava ad uscirmi dal pollice destro.
Non aspettavo una tal pioggia,
ma sulla foto di Sandor Weöres
ho lasciato una grossa macchia rossa.
Spaventato/a, ho rimesso a posto il libro,
Ho preso l’antologia della poesia ungherese,
mentre il sangue cominciava ad uscirmi dal pollice destro.
Non aspettavo una tal pioggia,
ma sulla foto di Sandor Weöres
ho lasciato una grossa macchia rossa.
Spaventato/a, ho rimesso a posto il libro,
ne ho preso un altro Il grido invernale del falco
di Mikhail Lotman. Sul testo di Brodsky
ho lasciato una pozzanghera di gratitudine.
Avevo già a casa alcuni libri:
Bourdieu e Geertz,
Huizinga e Sartre.
Ma volevo lasciare a tutti un souvenir.
Nero, bianco e rosso. Rosso, bianco e nero.
Come una bandiera di qualche stato dell’Asia.
Poi ho pensato: perché non marcare anche i romanzi rosa?
Avevo tanto sangue e non sono avara.
Facce ispirate e sanguigne.
Ad un certo punto la commessa ha iniziato a tossire.
Mi sono ricordata/o del regalo
e sono uscita/o,
non chiedendo compenso per il sangue.
Poco sangue versato per la cultura.
Magari però ne avrei versato di più,
se me l’avessero chiesto.

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IL VECCHIO AMANTE

Quando sotto i pantaloni neri
si vede una gamba bianca e pelosa,
la guardo, naturalmente.
Guardo la pancia sotto la giacca
che non è cresciuta molto.
Guardo le mani: tra le persone sul palcoscenico,
le sue sono le più sottili.
Gli occhi.
Non li dovrei guardare, ormai è tardi.
Inizia a parlare,
divento tesa,
e quando si frantuma una frase,
faccio scricchiolare la sedia.
Sono un genitore al concerto di scuola.

Poi ci offrono torte e uva.
Entro nell’altra sala, si sa,
solo per prendere da bere.
Guarda caso. Salve.
Esamino i suoi occhi, il collo
e l’inguine: caldi, un metro da me.

Mi chiedo se i colonizzatori
di una volta pensano cosi.
Una volta questa terra era nostra.
Come toccarla adesso?
Voi, come ce la fate adesso –
non troppo bene, vero?
Avete fame ed epidemie,
guerre e dittatori
che noi dobbiamo trattenere.
Sappiamo: baracche e auto al fuoco,
bambini con pance gonfie dalla fame.

I suoi denti non sono putrefatti,
le guance non appassite,
gli occhi non rossi.
Giudicando dall’alito,
non si è messo a bere.
La colonizzatrice lo esamina disturbata.
Dove sono allora le mie tracce,
il trauma dell’Altro, la mia giustificazione storica?

Mangiamo l’uva
e beviamo cognac,
adesso si che mangiamo l’uva
e beviamo cognac.

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AMIANTO

Già da bambina?
Saltavi e
facevi scricchiolare la catasta di Eternit?
Le scarpe da ginnastica blu, il crisolito bianco.
Ho visto in un ingrandimento
la fibra di 10 micrometri
penetrare nell’apparato respiratorio.
Giocavate al pesce affumicato
con un pezzo di Eternit?
L’avete addentato
come il peccato originale?
Come l’albero della conoscenza del bene e del male:
in realtà non si sente niente,
non si capisce molto,
10μm, un operaio al cantiere coi pantaloni sporchi,
l’agonia di un uomo privo di conoscenza,
venti o quarant’anni, un’escrescenza alla pleura, il mesotelioma,
il tessuto connettivo che prolifera nei polmoni.
Sì, ogni anno fiorisce il lillà,
e ogni tanto una grande passione.
Le fibre calano lentissime
ed invisibili come il futuro.
Ehi, ma perché ti arrabbi?
Vedi, ecco il mio nuovo vino preferito.
Te lo compro, beviamo un sorso stasera.

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La critica, i testi e la foto sono tratti dai seguenti siti/blog:

http://lucreziana2008.blogspot.com/
http://www.superstripes.net/gattomerlino/main.htm

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Due parole sulla collana blu Gattomerlino

La Superstripes Press (SSSPRESSS) nasce come editrice di testi scientifici in inglese, lingua internazionale della scienza (Science series).

Proprio dalla riflessione sulla difficoltà di accedere al gergo scientifico, e dalla consapevolezza  che “l’invenzione” ha caratteristiche  analoghe nei diversi ambiti del sapere,  nasce l’esigenza di provare a mediare il rapporto tra cultura scientifica e  letteratura, tra scienza e intuizione e produzione poetica.

Nascono così due collane parallele rivolte al lettore italiano: la Gattomerlino, serie blu per la Poesia e la Gattomerlino, serie verde, per la Divulgazione Scientifica.

Gattomerlinoserie blu pubblica saggi sulla poesia e traduzioni, repêchages.

Testi pubblicati:

Una briciola – una damigiana, saggio  e traduzioni di Piera Mattei, sulle metafore alimentari nella poesia di Emily Dickinson (2010);

La farfalla dell’irreversibilità di Maarja Kangro (2011);

L’ombra del tempo di Doris Kareva (in corso di pubblicazione)

Dicembre 1947 – Nella vita di un uomo una data – poesie di un anonimo scienziato (2011)

una breve raccolta di poesie, scritte nella data  del titolo, da un umanista-scienziato, personalità rilevante della cultura italiana, dalla seconda metà del secolo scorso;

La Fontaine, una lettura eretica delle Favole, saggio e traduzioni di Piera Mattei (2011).

In preparazione poesie di poeti uruguayani a cura di Eloy Santos

Gattomerlino, serie verde ha in corso di stampa La fisica della vita, il testo di una conferenza tenuta nel 1868 da Thomas Huxley, nonno di Aldous, ben noto nel mondo anglosassone ma ancora non tradotto in italiano;

in preparazione un saggio breve sulla condizione attuale della lingua italiana della filosofa Brunella Antomarini.

Nella redazione della casa editrice:

Maarja Kangro, Piera Mattei,  Ernestina Pellegrini, Eloy Santos

Contatti:

Email:

piera.mattei at(chiocciola) gmail.com