La liberté guidant le peuple©Gerard Rancinan

Ho una casa in affitto
alla sabbia.
Tutto intorno scava il mare
i muri stanno su per un miracolo
affine alla sindone
– scompaiono, riappaiono-
devi crederci di trovarli ancora
quando si torna
e, persino, li desideri.

*

Qui, con i miei quattro libri
e nessun gatto da lisciargli il pelo
vivo di viaggi rapidi
per le dimenticanze.
Un po’ di sangue tiepido
dai cavi sotterranei, in diretta
sullo schermo piccolo
me lo bevo tutto
e parto, ritorno.

*

Sono nata in ritardo per il ‘68.
Non avevo mani grandi per un mitra.

A noi hanno dato il panino
nello zainetto invicta
il pub e la musica così alta
che si sta zitti, poi.

Eravamo stormi di sbandati
convinti d’esser liberi
ma quanto il prezzo
se anche adesso è un’eterna adolescenza
senza nido.

*

Sono un uomo

quando guardo i ragazzi giovani e
desidero il passato.
Alle donne non sarebbe permesso, almeno
quelle opache
come me,
ché le altre sui giornali
fanno di tutto.

Chissà se anch’io potrei osare un figlio
a quarant’anni
con un cubano vigoroso.

*

Per gli occhi chiusi
nulla si consuma al lungo inverno.
Lasciamo che il ricordo non sia un nome
e che svanisca al buio, come è nascosta la radice
all’albero.
Finché il gancio non richiama il piede indietro
questo si convince d’esser libero, e le mani
ancora sognano raccolta.

nei campi la donna ricopre i seni
con un mare di steli. ci sono frutti nei bacili.

Che mai si sfaldi
il sonno dei vestiti a lutto.

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