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cento giorni per un romanzoUn professore, cento lezioni
un incontro con Radames

di Morena Fanti

Scrivere un romanzo sembra essere il sogno di molte persone. Chi si presenti affermando che sia possibile farlo in cento giorni [e relative lezioni], è destinato a suscitare grande curiosità e ad avere molto seguito. Ma i bei titoli, e i progetti interessanti, hanno bisogno di una solida struttura su cui reggersi. E le lezioni devono essere supportate da una materia ben conosciuta dalla persona che le scrive.
Comunque la sfida “scrivere un romanzo in 100 giorni” ha stuzzicato l’aspirante romanziere che dorme in ognuno di noi. Decidere di seguirla e assegnare a Radames, l’autore delle 100 lezioni e creatore del blog Sul Romanzo, l’appellativo di “Prof” è stata la logica conseguenza.
Ma Prof non ci si improvvisa. Insegnare è una professione – anche se svolta gratuitamente come in questo caso, il lavoro non cambia – molto difficile.
Dei tanti prof che abbiamo conosciuto nella nostra vita, non ne ricordiamo bene che qualcuno: i professori che ti restano dentro sono quelli dotati di passione per la materia che insegnano. E la passione è sempre più difficile da trovare.
Insegnare non significa sparare nozioni e dati, e trasmetterli a forza ai poveri allievi che si trovano a seguire delle lezioni insipide e senza fascino. Insegnare è regalare i supporti attorno ai quali possiamo arrotolare i nostri pensieri. Insegnare è fornire scivoli su cui far ruzzolare le idee, ed è anche equipaggiare la cassetta degli attrezzi con cui smussare, levigare, lucidare il nostro testo.
Ora il progetto si è concluso e siamo arrivati al termine delle cento lezioni. Sarà stato un successo? Qualcuno avrà scritto davvero un romanzo grazie alle indicazioni e ai suggerimenti di Radames? Le curiosità sono tante. Parliamone con il nostro Prof.

  • Come sono nate le lezioni che hai scritto?

Le lezioni sono emerse da una riorganizzazione di molti appunti che ho accumulato negli anni. La domanda inerente alla scrittura per me fondamentale è sempre stata: che cosa devo sapere per scrivere bene? Così, grazie a letture, riflessioni e altre esperienze formative, ho cercato nel tempo di raccogliere materiale che tentasse di rispondere a tale quesito, a seconda degli argomenti: dallo stile alle descrizioni, dalla griglia di partenza al linguaggio, ecc. E a seconda delle categorie: dalla poesia al romanzo, dal racconto all’articolo di giornale. Consapevole che sono idee personali, nulla a che vedere con dotte astrazioni che apparirebbero ridicole e presuntuose per un autodidatta come il sottoscritto.

  • All’inizio pensavi che fossero solo riflessioni che intendevi mantenere private, o hai avuto subito l’idea di condividerle con altri?

Mai pensato fino ai primi mesi del 2009 di condividere i miei appunti. Poi, complice una situazione personale che mi ha portato a isolarmi molto, oltre a vivere in un piccolo paese di poche anime, ho meditato che forse un blog mi avrebbe donato nuovi stimoli (avevo già avuto in passato esperienze on line, questo mi ha facilitato la realizzazione del progetto). Lo so, può sembrare un po’ assurdo, ma così è andata. E ho ritenuto che condividere i miei appunti (in forma più organizzata rispetto agli originali) sarebbe stato forse utile a qualcuno. In poche settimane numerose persone hanno iniziato a scrivermi, a raccontarmi le loro idee su un particolare argomento da me presentato, a sfogarsi talvolta, e soprattutto i più hanno deciso di partecipare alla sfida che avevo lanciato.

  • Puoi dirci quante persone hanno aderito, seguendo le tue 100 lezioni?

Ci sono state due fasi ben distinte: la prima, durante la quale ogni giorno si aggiungevano una o due persone, e la seconda, nella quale c’è stata un’impennata dovuta, in particolare, al mio canale di Facebook. E considero soltanto le persone che mi hanno scritto direttamente facendomi capire che avevano deciso di aderire alla sfida (i “ritardatari” con tempi diversi di lettura delle lezioni). La cifra va ben oltre le 150 persone, di preciso dovrei mettermi a contare con calma, chi mi segue nel blog e chi nella mia bacheca su Facebook.

  • Secondo la tua stima quanti romanzi sono stati scritti dai tuoi allievi, anche se non terminati, in questo periodo?

Non ne ho la minima idea, almeno finora. So che le persone che mi hanno scritto si stanno adoperando con impegno più o meno intenso nella scrittura. C’è chi ha fatto più di cento cartelle e comunicandomelo mi ha ringraziato perché era la prima volta in tanti anni che tentava senza mai riuscirci; c’è chi è più lento e non ha rispettato l’obiettivo quotidiano di quantità, però è comunque felice perché ha fatto notevoli passi in avanti. Non voglio, sia chiaro, prendermi meriti che non ho affatto. Io ho cercato di condividere le mie idee sulla scrittura, poi, se qualcuno ha trovato grazie a esse la forza per andare dritto verso l’obiettivo, non posso che esserne lieto.

  • Ora che siamo giunti alla fine di questo tuo progetto, quei “cento giorni di lezioni per scrivere un romanzo”, vuoi raccontarci cosa pensi di questa esperienza?

Vi sono alcuni aspetti che tenterò senza tediare di esporre, anche personali. C’è un desiderio diffuso di imparare a scrivere un romanzo, sarà il fascino dello scrittore, sarà che forse è diventato un po’ una moda pubblicare il proprio romanzetto, non so, vedo che le lezioni sono seguite e io, come enunciato in una sezione del blog, sono un Signor Nessuno. Immagino se uno scrittore famoso aprisse un blog simile al mio… Potrebbe avere un seguito di migliaia e migliaia di persone.
L’esperienza della sfida è stata per me positiva, se considero la risposta dei lettori e le bellissime mail, a volte toccanti, che mi sono giunte nei mesi. Se l’obiettivo era essere utile a qualcuno, posso sostenere senza prudenza che mi pare sia stato ottenuto.
Dal canto mio, sarebbero parecchie le cose da dire, cerco di individuarne in breve alcune. Gli stimoli nuovi che cercavo li ho trovati, uscendo almeno virtualmente dall’isolamento che coltivavo da qualche tempo. Non vorrei far passare un’idea sbagliata di me, non sono un introverso e timido, alcune vicende personali mi hanno portato ad allontanarmi dalla gente, preferendo nel poco tempo libero un buon libro o qualche rara amicizia consolidata. Il blog mi ha fatto conoscere persone nuove e dividere momenti virtuali preziosi con siciliani e marchigiani, con piemontesi e toscani.
Inoltre, sono tornato sui miei appunti con un ulteriore grado critico, grazie a qualche commento o mail ricevuti. Potevo volere di più?

  • E corrisponde a ciò che ti eri proposto, o avevi immaginato, prima di iniziare?

Direi che siamo andati ben oltre, lontano dalla mia immaginazione, se non altro per il numero di stimoli ricevuti e di scambi preziosi e interessanti.

  • Sai che molte persone si sono interrogate su chi tu sia e sui motivi che ti hanno spinto a ideare le tue lezioni e a metterle in rete. Io ho pensato ad una mia versione: tu sei un editore, di una casa editrice molto grande e importante, e hai finalmente deciso di fare il tuo mestiere, lasciando a spasso personaggi televisivi, grandi fratelli e calciatori, e stai cercando uno scrittore sconosciuto da lanciare. Hai buttato l’esca in rete e ora speri di avere tra i tuoi allievi quello che scriverà il romanzo del secolo. Come sono andata?

Bene, hai indovinato, sono in realtà il direttore editoriale della Gallimard e sto cercando il nuovo talento della letteratura italiana contemporanea da tradurre. Suvvia, sono stato schietto nella sezione FAQ del blog, sono un Signor Nessuno.

  • Lo immaginavo: le favole non fanno per te. Allora ti propongo un’altra versione dei fatti: tu sei uno scrittore mancato. Sai la teoria ma non sei capace di mettere in pratica i tuoi stessi insegnamenti. Hai quindi studiato questo sistema per coinvolgere tante persone nella scrittura di un romanzo. Ora ti farai spedire tutti gli elaborati, con la scusa di leggerli e dare il tuo parere, poi sceglierai il migliore tra questi e lo pubblicherai a tuo nome, dopo avere [ovviamente] ucciso l’autore. Come ti sembra questa versione? Sappi, comunque, che io non intendo mandarti il mio romanzo.

Tu, in quanto a fantasia, dovresti già avere qualche bestseller pubblicato… Sono uno scribacchino, come tantissimi. Ho inviato manoscritti, ho avuto rapporti diretti con qualche editor, ho fatto le mie scelte, tutto qui. La speranza, oltre gli altri interessi della mia vita, è di riuscire a pubblicare uno dei miei romanzi con una buona e seria casa editrice, ma, per fortuna, non vivo questa attesa, se mai ci riuscirò, con ansia o rabbia. Avanzo a tentoni, imparando, osservando, cercando di capire come relazionare tale obiettivo ai miei valori interiori. E scrivo quest’ultima cosa per precisi motivi legati ad alcune mie esperienze passate. Ma di più non voglio dire. Lo ripeto, sono un Signor Nessuno.

  • Ti piacerebbe leggere ciò che i tuoi allievi hanno prodotto in questi cento giorni?

Certo. Spero che alcuni riescano a pubblicare il loro romanzo, sarebbe la più bella ricompensa che potrei ricevere, se mi invitano per una cena ancora meglio.

  • Ora la domanda terribile, quella che tutti i prof temono: hai messo a frutto le cose che sai? E se l’hai fatto, non sarebbe giusto e bello che anche tu ci dessi un esempio della tua scrittura?

Non temo la domanda, la questione si risolve in termini semplici. Le lezioni che ho inserito nel blog sono una parte delle idee che mi servono per scrivere le mie cose, rispettando certe regole che reputo importanti, le rileggo, annoto altre riflessioni, è un lavoro che dura da molti anni e che durerà in futuro, o almeno questo è il mio desiderio. Un esempio della mia scrittura? Giusto, è una domanda legittima. Verrà tempo per quello, un passo alla volta. Sto strutturando piano piano il blog, ospiterà un giorno anche cose mie. A dire il vero, ci sono in rete diversi racconti, poesie e articoli con tanti pseudonimi che ho utilizzato nel tempo. Nel frattempo vi lascio la curiosità.

  • Abbiamo trascorso insieme cento giorni. E altrettante lezioni. L’ultimo giorno i tuoi allievi reclamano una lezione aggiuntiva: la centunesima lezione. Che argomento sceglieresti per questa importantissima lezione?

“Il gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach: la scrittura non è, come in un volo, soltanto perfettibile, senza la volontà e l’amore ogni tentativo di avanzare sarebbe lontano dalla profondità, e la letteratura merita profondità.

  • Una delle ultime novità sul tuo blog è un concorso che tu stesso hai lanciato. Ci racconti qualcosa?

Ho lanciato un concorso particolare nel blog, civico potrei dire. Io, comebanner 2 tanti, sono disarmato di fronte a talune tendenze degeneranti del nostro paese, la società si sta impoverendo nei valori, o per dirla con altre parole, i valori sempre più dominanti sono l’individualismo cinico e il narcisismo materialistico, i quali offendono non soltanto la storia e i sacrifici di tanti italiani, ma la cultura vera dell’Italia. Nella mia visione delle cose, per quanto opinabile, il dominio pressoché monopolistico della famiglia Berlusconi nel campo della comunicazione ha peggiorato il contesto generale, omologando e costringendo i più diversi settori del paese a far divenire i fatturati la dimensione quasi totalizzante dell’economia, a danno della cultura, della società e della politica. L’obiettivo è il denaro, i mezzi sono sempre leciti. Un’etica distorta, malsana, orribile. Non che prima l’Italia fosse un paese civilizzato ai massimi livelli, tuttavia gli ultimi quindici anni hanno visto il paese mutare, con conseguenze che i nostri figli e nipoti pagheranno a caro prezzo. Il concorso di poesia e narrativa è una piccola azione concreta, una critica coerente, non solo per quanto concerne la tematica, altresì nei premi. Ripeto, una piccola cosa, ma spero di trovare persone interessate all’iniziativa.

  • Mentre seguivo, giorno dopo giorno, le tue lezioni, ho desiderato spesso di averle disponibili tutte insieme. Ora che siamo giunti alla fine del nostro corso hai preparato per noi una bella sorpresa. E forse ne avrai altre in futuro?

Inserirò proprio domani, salvo imprevisti, il pdf unico delle lezioni, che credo sia utile per una consultazione più veloce. E ora sto riprendendo con calma le lezioni una a una, con nuovi spunti e riflessioni. Non vorrei dire che rappresenti un seguito strutturato rispetto alla prima iniziativa, certo è che tenterò di approfondire e di inserire altre prospettive, magari con qualche esempio, altresì sulla base di nuove idee che mi sono giunte durante gli ultimi mesi.

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Ringrazio Radames, delle lezioni e anche di questa bella intervista. E grazie anche a voi che avete letto. 

* Aggiornamento di giovedì 8 ottobre 2009: il pdf delle lezioni è stato ritirato dal web e ho tolto il link. I motivi di questa decisione li potete leggere in questo post.

Morena Fanti

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