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Lo sapevi, mamma, che da vecchi le ossa fanno fiori?
Mente che non poteva mentire , un tempo lattiginoso
sospeso nel tempo, parole che annegavano nel vuoto.
Sono qui, piccola mia, dammi le mani, camminiamo
piano lungo il corridoio, il corridoio lungo. 
Sono qui, sono io, mamma, vieni, ti metto il nastro tra i capelli.
Quanto pesi!, mamma, figlia, mamma.
Ti son cresciuti fiori dentro le  ginocchia ?Non sai dirlo.
Cammini con le gambe piegate, come me,
sembri trascinare con te le mattonelle, sembra che i muri
seguano il tuo cammino lento; e la casa.
Ha cominciato a fare crepe quando hai cominciato tu,
improvvise,  a volerti accompagnare nel declino tuo.
Elsa!  Ti voltavi, una lucina s’era accesa, un filo tremolante,
un’intermittenza vaga , una lucciola dentro la tua testa.
Mamma con le lucciole, mamma con i fiori dentro le ginocchia,
ti seguo come allora, ti accompagno nel silenzio
di un angolo nascosto, fresco di felci e ombra chiara ,
dove limpido scorre un ruscello d’acqua,  e canta.