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Un’istantanea sul reale, netta e densa, dal sapore malinconico e dolcemente amaro.
Una Parigi borghese descritta sui volti dei condomini di un ricco palazzo, tra scale, porte, stanze, sguardi, abiti, sussurri, il tutto raccontato attraverso gli occhi insospettabili di due protagoniste: la semplice portinaia del palazzo  e un’adolescente, figlia di una prestigiosa famiglia parigina.
 Entrambe complici inconsapevoli di un gioco filosofico di smascheramento dell’ipocrisia sociale, che permea ogni ornamento barocco del mondo in cui si trovano a vivere.
L’opera di Muriel Barbery è un capolavoro per stile e creatività.
La semplicità e la linearità della sua ars narrativa, sottile ed incisiva, compie il doppio miracolo della decostruzione e della costruzione di un mondo nel mondo.
Colpisce la leggerezza della Parola, leggerezza sferzante, capace di inferire colpi netti e duri alla maggiore conquista della società contemporanea: l’Uomo della middle class, compiaciuto adoratore di se stesso e cieco osservatore dell’alterità.
Capolavoro silenzioso ed assordante, opera di una sottile mens filosofica.
Contemporaneo Manifesto  di una piccola Rivoluzione.
Un’opera da custodire.

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