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Blog letterario collettivo

La signorina a colori – n. 20


Quando comincia una storia? In genere dall’inizio. A volte, però, è la fine di una storia che ne fa cominciare un’altra. Così ci sono due categorie di storie, quelle che cominciano dall’inizio e quelle che cominciano dalla fine. Ci sono due categorie di donne, quelle che raccontano la loro storia e quelle che non la raccontano, poi ce n’è una terza, quelle che non la raccontano giusta.
Io la racconto sempre giusta, cominciando sempre dalla fine, ordinatamente, eppure nessuno mi crede. Capita che io racconti la mia storia a qualcuno che si siede accanto a me sulla panchina del viale, oppure sull’autobus, oppure al tavolino di un bar. Mi ascoltano, quasi mai fino alla fine e mentre parlo, leggo incredulità nei loro occhi e a volte anche pena e compassione.
Oggi, in questa splendida mattina d’inizio autunno, racconto la mia storia a Sara, una ragazza seduta accanto a me al tavolino di questo elegante bar, che adoro per il verde pallido e il malva del suo arredo.
“Sono morta il 14 ottobre del 1943…”
La ragazza d’un tratto smette di sorseggiare il suo the e, dopo aver posato la tazza sul tavolino, si ferma di colpo, mi osserva con sospetto e si guarda intorno come per cercare aiuto.
“Morta? Vorrà dire nata !” – Sara reagisce con evidente imbarazzo.
“No,morta… in una mattina come questa… soleggiata e fresca “
“Ok. Chi è lei? Una scrittrice? Lavora di fantasia vero? Ok… c’era la guerra in quel periodo, ha voglia di parlarmi di questo? Molti anziani ne sentono il bisogno, anche mia nonna lo fa spesso…E’ morta sotto il famoso bombardamento sulla città?”- la ragazza mi piace, non mi crede ma regge il gioco.
“Nessun bombardamento. Sono morta perché una folata di vento mi ha fatto cadere questo bellissimo cappellino di feltro rosa sui binari del tram e io, per raccoglierlo, sono finita sotto…Vedi? Ho ancora i segni sul cappotto e manca un bottone rosso, proprio qui…Per fortuna il cappellino si è solo un pò schiacciato e la veletta si è strappata solo per pochi centimetri… Mi è andata bene!”
“Ho capito. Come si chiama signora?”- ora la ragazza sorride, sembra divertirsi. Che ci sarà di tanto divertente nel mio racconto? Sto dicendo che sono morta schiacciata sotto un tram e questa sciocchina ride.
“ Signorina, prego… sono la signorina Giustina Colarusso, sartina e modista d’alta moda ” – ci tengo a dire che mestiere facevo, perché se è vero che l’abito non fa il monaco è pure vero che nel mio caso la mia classe e la mia eleganza raccontano di me più di mille parole. Dalla mia borsettina nera estraggo uno specchietto e un rossetto rosso acceso, dello stesso colore della mia sciarpina di seta pura e mi ritocco le labbra delicatamente. Il tempo passa ma io non invecchio mai, solo il mio incarnato si fa sempre più pallido e diafano e io devo calcare sempre di più la mano col trucco, ombreggiandomi le palpebre d’azzurro e imbellettandomi le gote di cipria rosa.
“ Senta signorina Giustina, mi scusi se glielo chiedo: ha bisogno d’aiuto? Vuole che la riaccompagni a casa? Se mi dice dove abita lo farò molto volentieri, senza problemi…”
Che peccato, anche questa giovinetta pensa che io non la racconti giusta. Anche oggi la storia della mia vita si è fermata alla fine e se andiamo avanti così non riuscirò mai a raccontarla tutta. Che peccato. Pazienza, ho ancora tanto tempo per cercare un buon interlocutore, ho tutta la vita dietro!
Mi alzo lentamente ed elegantemente esco dal locale. E’ una splendida giornata autunnale e voglio godermi gli ultimi raggi di sole prima del prossimo lungo inverno.
Prima di allontanarmi sul viale ricoperto di foglie scricchiolanti, getto un ultimo sguardo alla ragazza nella sala da the: di sicuro lei non era la persona giusta con cui dialogare… Strana ragazza, forse un pò pazza…sta parlando con la rosa rossa nel vaso sul tavolino verde pallido.

22 commenti su “La signorina a colori – n. 20

  1. enrico gregori
    ottobre 27, 2008

    un po’ di luoghi comuni anche come espressione. ci vorrebbe più “stile”, non so come dire

  2. marinaraccanelli
    ottobre 27, 2008

    a me è piaciuta, questa signorina che racconta la sua storia dalla fine … e si scontra con il buon senso dei suoi ascoltatori!
    ha uno stile molto fuido

    marina

  3. Pingback: La signorina a colori -la seconda sfida delle BD « Solo io e il silenzio

  4. Carloesse
    ottobre 27, 2008

    E’ interessante. E sicuramente abbastanza originale.

  5. morenafanti
    ottobre 27, 2008

    sì, originalmente fluida.

  6. fernirosso
    ottobre 27, 2008

    ha solo un momento “allentato”, là dove deve riprendere una strada di ricongiungimento con “non la racconta giusta” che poi è il filo conduttore di questa storia alla rovescia. Rovescia lo è lo stesso, per tutte le altre, storie nate da un incipit qualunque e da una immagine non meglio ambientata di quella proposta. L’ho trovato grazioso, con una idea di svolgimento buona,ma…senza quello scatto che gli avrebbe conferito più mordente. Ovvero, secondo me, un filo d’ombra e di mistero avrebbe potuto dare al racconto una carica maggiore.Forse è quello che non è riuscito a dire Gregori.
    Ferni

  7. Carloesse
    ottobre 27, 2008

    @Morena
    Cos’è quella colonnina che da qualche giorno compare sulla destra del blog e che permette di votare le signorine definendosi un “poll”? Influisce sul gioco? E’ solo un sondaggio? che altro?

  8. fernirosso
    ottobre 27, 2008

    penso sia la possibilità di votare i racconti semplicemente cliccandoci sopra e facendo scattare l’automatismo del calcolo per ogni voto dato…solo se per caso votassi due o tre volte lo stesso racconto…si accorgerebbe dell’inganno? Ciao Carloesse,ferni

  9. morenafanti
    ottobre 27, 2008

    @ Carlo
    la colonnina offre a tutti i lettori la possibilità di votare i racconti. E’ una sorta di sondaggio, ma noi proseguiremo come abbiamo fatto per la prima parte dei racconti. Con la pubblicazione della signorina n.24 finiamo di leggere e diamo le sei preferenze (scelte tra i racconti dal n.13 al n.24). Poi farò le somme e raccoglierò i dodici racconti scelti in un post, in coda al quale potremo indicare tre preferenze.
    Preferenze che non incidono in nessun modo sulla bellezza e qualità dei testi proposti.
    Ripeto, come ho già detto tante volte, che sono ( e con me tutta VDBD) molto soddisfatta dei racconti pervenuti e dello svolgimento di questo, che io considero un bel ‘gioco’.
    Spero lo sia anche per tutti voi.

  10. antonella
    ottobre 27, 2008

    La colonnina è un giocattolo nuovo che ci ha messo a disposizione wordpress e siccome sono una giocherellona non vedevo l’ora di usarlo, e quale migliore occasione la seconda sfida delle belle donne? ma non fate caso a me:-) e neppure al poll

  11. Sara
    ottobre 27, 2008

    Ah…!!!! Ma allora altre persone oltre a me non avevano ben capito il funzionamento della colonnina di voto!
    Ora è tutto chiaro e concordo pienamente: bel gioco, come del resto i precedenti e, speriamo, i prossimi!

  12. fernirosso
    ottobre 27, 2008

    anch’io ho giocato con la “colonnina” e il …pallino di votare…ma se avessi barato? Si vedrebbe? Ciao Antonella e grazie. Grazie anche a Morena rapida e chiarissima.ferni

  13. Piero Pessina
    ottobre 27, 2008

    …non so il perchè, ma mi ricorda il film: “il sensto senso”. Si legge volentieri questa signorina.

    Chissà come rimarrei io, se al tavolino di un bar una signorina mi dicesse: “sono morta il 14 ottobre del 1943…”. Direi che non la racconta giusta:)

  14. eventounico
    ottobre 27, 2008

    Non mi prende. Scontato e dal lessico povero, quasi quanto questo commento

  15. antonellapizzo
    ottobre 27, 2008

    se si vota un racconto dovrebbe essere pacifico che non si può votare più volte lo stesso racconto. altrimenti che gioco è? è il gioco dell’imbroglio? siccome il gioco era nuovo non mi sono accorta che non avevo levato la possibilità di votare più volte. i risultati così sono sfalsati. senza offesa per il racconto n. 20 che in pochissime ore ha ricevuto troppissimi voti levo il poll

  16. Silvia Leonardi
    ottobre 28, 2008

    Pensate un po’che non me n’ero neanche accorta. si fa leggere questa storia, ed è originale e scorrevole. Ma nelle mie preferenze ci sono altre signorine

  17. Elle
    ottobre 28, 2008

    Scrittura scorrevole e fluida, ma non particolarmente accattivante come lettura.
    Qualcosa c’è, qualcosa manca…non so…non mi ha convinto fino in fondo, magari lo rileggo…

  18. pani
    ottobre 29, 2008

    forse è la prima signorina che parla in prima persona e l’idea mi sembra buona.
    Simpatico, tranne le due ultime righe, non necessarie.

  19. GAUSS
    ottobre 29, 2008

    Non vorrei aver danneggiato, involontariamente, il n° 20 .
    Per dimostrare che il giochino aveva “un buco” l’ ho votato più volte nell’ arco di pochi minuti (unitamente al n° 1 e …mi pare al n°11). Ho preso il primo, l’ ultimo ed uno in mezzo proprio perchè ve ne accorgeste……….

  20. sandrapalombo
    ottobre 29, 2008

    Si fa leggere anzi potrebbe essere l’inizio di un romanzo. Quale sarà la vera storia di questa signorina? Simpatico sì. Sandra

  21. francesca
    ottobre 29, 2008

    E bravo GAUSS! certo non avevi niente di meglio da fare!!?? personalmente trovo il racconto molto carino e magari avessi io anche solo un pizzico della fantasia della signorina n°20! francesca

  22. luciannaargentino
    ottobre 29, 2008

    Carina l’idea della signorina a colori fantasma! Ho notato però una smagliatura nella “logica” del racconto, quando Sara parla di anziana mentre lGiustina a quanto pare è morta giiovane…
    Luciannaa

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Questa voce è stata pubblicata il ottobre 27, 2008 da in La signorina a colori, Le sfide di VDBD, Racconti.

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