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Sulla riva del fiume pendeva un albero inclinato…al suo tronco s’appoggiò Siddharta…posò il braccio sulla corteccia e guardò in giù nell’acqua verde che scorreva senza posa ai suoi piedi, guardò giù e si sentì interamente pervaso dal desiderio di lasciarsi andare e sparire entro quell’acqua. Lo specchio dell’acqua gli rifletteva incontro un vuoto raccapricciante che faceva riscontro al terribile vuoto dell’anima sua. Sì, egli era giunto alla fine. Altro non gli rimaneva che spegnersi, spezzare la mal riuscita figura della sua vita, gettarla via, ai piedi degli déi sprezzanti….Se lo mangiassero i pesci quel cane di Siddartha…lo sbriciolassero i demoni!
Mentre fissava gli sguardi sbarrati nell’acqua ci vide rispecchiato il proprio viso stravolto e ci sputò sopra. Con profonda stanchezza staccò il braccio dal tronco dell’albero e si volse un poco per lasciarsi cadere a fondo…Affondava, a occhi chiusi, incontro alla morte.
Ed ecco, da riposti ricettacoli della sua anima, dalle remote lontananze della sua vita affaticata, palpitò un suono. Era una parola, una sillaba, ch’egli pronunciava senza rendersene conto…e nell’istante in cui il suono Om sfiorò l’orecchio di Siddharta, immediatamente si risvegliò il suo spirito assopito, e riconobbe la stoltezza del suo atto…

Non servono molte parole per il capolavoro di Hermann Hesse, la cui luce continua a brillare per i giovani di tutte le generazioni e per coloro che vogliono ripercorrere a ritroso un percorso esistenziale con le sue pietre miliari. Può un testo letterario dare vita a chi si sente annientato?
Forse sì. Succede che nel tortuoso percorso di crescita e cambiamento (in fondo mai concluso), il periodo della giovinezza, sia particolarmente significativo nel suo succedersi di morti e rinascite.
Ecco allora che l’incontro con un “diamante” letterario, può costituire un punto nodale, da cui ripartire per ritrovare il senso delle cose.
L’uomo del Novecento può adirarsi con tutti gli dei del cielo… essi ormai sgretolati, dissolti non interverranno né per salvarlo, né per incenerirlo! Così l’adolescente, il giovane sente che l’universo di valori in cui è cresciuto, non gli serve più a nulla. Da solo deve intraprendere il suo viaggio… di distruzione e di ricostruzione.
Anche la nostra cultura occidentale-collettiva, proprio per gli aspetti di decadenza e di trasformazione, può riconoscere il suo “volto stravolto” nelle acque di quel fiume.

Siddharta di Hermann Hesse fu pubblicato per la prima volta nel 1922. Ebbe fortuna prima in America e poi ovunque. Nel 1977, a cento anni dalla nascita dello scrittore tedesco, erano state vendute oltre 30 milioni di copie in tutte le lingue del mondo.

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