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Gli squallidi esperimenti di Carlo Giordano


27 commenti su “Gli squallidi esperimenti di Carlo Giordano

  1. fernirosso
    maggio 19, 2008

    mi domando se squallidi sono i desideri, come quello che dice Giordano, di volare, o se squallido è chi interviene a rompergli un palloncino, metafora di tutti quelli che, nella nostra vita, collaborano tra loro a demolire i nostri sogni. Oppure infine squallido è il rapporto tra chi ri-prende e ciò che è ri-preso, anche sotto una finta buona educazione…ma insomma mi dici cos’è Margherita? ferni

  2. Blumy
    maggio 19, 2008

    non conosco Carlo Giordano e non posso considerare squallidi i suoi giochi con i palloncini.

  3. Paola renzetti
    maggio 19, 2008

    A volte il desiderio di volare è meglio tenerlo per sè. Ci si espone un po’ troppo al cattivello di turno.
    Solo che quei palloncini sono così visibili! Come fare?
    Ciao!

  4. antonellapizzo
    maggio 19, 2008

    CINICOCINEMA: IL CINEMA SECONDO CIPRI’ & MARESCO

    Carlo Giordano in cima ad una rupe con dei palloncini all’elio sogna di volare; una mano sicura appare dal nulla per scoppiare uno di quei palloncini e ridurre progressivamente le possibilità del nostro eroe di vedere riuscito il suo “squallido esperimento”. Questa è soltanto una delle tantissime immagini che popolano l’universo di Ciprì e Maresco, autori cinematografici siciliani restati fino ad oggi troppo nell’ombra in proporzione alla qualità del loro cinema. Essi rappresentano una delle pochissime avanguardie contemporanee in campo cinematografico. La carica innovativa di questi due registi è riuscita nell’ultimo decennio a scuotere un impianto cinematografico e televisivo sterile e sanguinante. La loro carriera ha inizio quando nella seconda metà degli anni ottanta i due registi trasmettono i loro frammenti cinematografici sulla rete locale tvm. Pochi anni dopo E. Ghezzi troverà nel suo palinsesto di rai3 uno spazio per trasmettere i corti “in Palermo” e “da Palermo” di Ciprì e Maresco: nasce cinico tv. Il loro “successo” viene consolidato con i due primi lungometraggi “Lo zio di Brooklyn” e “Totò che visse due volte”, seguiti dopo qualche anno da “Il ritorno di Cagliostro”. Malgrado grazie a queste pellicole Ciprì e Maresco abbiano trovato un consolidamento della loro opera, questa non si limita ai tre lungometraggi più celebri, ma si estende ad una serie di frammenti, mediometraggi e documentari considerevolmente rilevante. Il maggiore dei loro meriti consiste nell’aver parlato alla televisione con un linguaggio cinematografico; nell’ aver curato l’immagine con un senso estetico del tutto estraneo al mezzo televisivo. Alla tv delle “storie vere” (quanto in realtà di più falso esista) e all’oscenità televisiva loro oppongono attraverso un totale ribaltamento, una estremizzazione della realtà che risulta essere quanto di più reale esista: la bellezza di una finzione orribilmente reale all’oscenità di una realtà splendidamente finta. Il ribaltamento è anche e soprattutto tecnico, caratterizzato da inquadrature fisse, bianco e nero, ripetitività, tempi dilatati fino all’inverosimile… Il cinema di Ciprì e Maresco ci appartiene in quanto esseri umani e in quanto siciliani. Attraverso un linguaggio realmente, totalmente e alternativamente siciliano infatti, ci descrivono il dramma dell’uomo. Riconosciamo la Sicilia nel loro cinema ,ma non ne sentiamo gli odori; più che altro ne percepiamo il fetore. Non c’è traccia di coordinate spazio-temporali, nonostante quei luoghi non ci siano del tutto nuovi; né lo spettatore riuscirebbe mai ad immedesimarsi in uno dei freaks che popolano l’universo ciprimareschiano, sebbene riconosciamo in ognuno di loro l’intera epoca moderna. Le ambientazioni a-storiche ( di chiara ispirazione Brechtiana), da scenario post-nucleare sono cosparse dai ruderi delle precedenti civiltà; gli “uomini” che vi abitano sembrano anch’essi dei resti dell’uomo contemporaneo. La natura e l’uomo hanno subito un processo evolutivo inverso. Il futuro non è caratterizzato da impianti tecnologici e macchinari che tolgono spazi vitali all’uomo ma da sterminate vacuità e deserti urbani sovrastate da un cielo siculo che chiude progressivamente le sue fessure ai raggi del sole. I mostri derelitti che prendono vita in tali frangenti sono costantemente e irreversibilmente perdenti, che regrediti ad uno stato animale seguono esclusivamente i loro bisogni primari: dormire, mangiare e compiere atti sessuali. “Compiere atti sessuali” e non “riprodursi”. Nel cinema di Ciprì e Maresco infatti non esistono donne . Il loro universo è privo di speranza, statico, popolato dai soliti pochi personaggi. Il sesso non ha niente a che vedere con la riproduzione , né tanto meno con i sentimenti che non trovano alcuno spazio nel cinema cinico dei due cineasti. Tutto ciò produce spesso e stranamente in C & M delle situazioni comiche intrise di un umorismo dalle tinte tipicamente Pirandelliane. In questo scenario lo spettatore trova più di uno spazio per sorridere amaramente. “Cinico ha una comicità minima e iperbolica insieme. Minima come ridere di un poveretto che scivola su una buccia di banana, iperbolica come se fossimo noi il poveretto che scivola, e ciò accadesse in cima e sull’orlo di un grattacielo, o cadendo riuscissimo ad avere la forza o la leggerezza di ridere per come abbiamo fallato e ci stiamo schiantando” (E. Ghezzi).
    Dario Aita
    http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=233863822

  5. Marina Pizzi
    maggio 19, 2008

    lo trovo strepitoso al triste e al riso!

  6. margheritagadenz
    maggio 19, 2008

    è una ‘comicità’ angosciante quella che mette a nudo
    la vacuità dei sogni, il cinismo della realtà che va oltre le illusioni, anzi le fa esplodere con un colpo secco.
    così il poco diventa nulla. chissà perché, alla fine, quel ‘nulla’
    garantisce almeno una consapevole sopravvivenza. come dire: conosco il mio nemico e non lo temo.

    grazie per questo video, margherita e grazie ad antonella per averci parlato di Ciprì e Maresco.
    margherita

  7. fernirosso
    maggio 19, 2008

    grazie antonella, non li conscevo e mi trovavo davvero spaesata, un sasso in una montagna di rocce.ferni

  8. margheritarimi
    maggio 19, 2008

    ferni scusa se ti rispondo solo adesso ma dovrei parlati del mio lavoro… ed allora lasciamo andare…lasciamo proprio andare.
    Antonella mi è venuta in aiuto ed ha scelto una bella nota sul cinema di Ciprì e Maresco.
    La mia intenzione era quella di dare uno spunto per conoscere meglio questi due registi siciliani, particolari nella loro scelta di personaggi paradossali e surreali in una Palermo di periferie degradate.
    Questo spezzone fa parte di una serie di cortometraggi che prendono il nome di Cinico TV .
    Ogni tanto li rivedo…e sorrido sempre con una tristezza ed un senso di sperdimento che mi apre il cuore verso questa umanità disadattata, rappresentata nella solitudine, nel degrado fisico, ai margini della vita sociale.
    Grazie a te dunque ferni anche per esserti forse… un po’ persa… :)
    Un abbraccio (come dici tu) grande
    margheritarimi

  9. antonellapizzo
    maggio 19, 2008

    margherita il video si vede benissimo! grazie per questo proposta di cinico tv – spaesamento, tristezza e desolazione, sono personaggi in eterna attesa ma non del tutto sconfitti secondo me, visto che aspettano sono ancora vivi. sono in bianco e nero, e aspettano di colorarsi. ciao antonella

  10. antonellapizzo
    maggio 19, 2008

    questa

  11. antonellapizzo
    maggio 19, 2008

    ciao, leggo ora il tuo commento:-) come vedi il video si vede

  12. margheritarimi
    maggio 19, 2008

    Blumy i suoi tentativi infatti non sono “squallidi” perchè lui vuole solo volare e qualcuno gli rompe… :)
    un bacio caro e grazie
    margheritarimi

  13. margheritarimi
    maggio 19, 2008

    Antò aspetta… aspetta…che arrivo in ordine…

  14. margheritarimi
    maggio 19, 2008

    Paola io non mi nasconderei… troverei altri palloncini ancora più colorati e visibili e….
    “quel cattivello di turno” prima o poi proverà con me…a volare:)
    Grazie
    margheritarimi

  15. margheritarimi
    maggio 19, 2008

    grazie Antò puru supirchiusa stavota:)

    mi piace come dice Ghezzi schiantarmi con loro…con i personaggi assurdi… folli e tanto normali…attori improvvisati

    ***
    si…si…Antò il video si vede sono stata “spratica” io, su un pc portatile…ma adesso (senza più problemi tecnici) pensiamo spiccare il volo…
    grazie a te e… “quasi quasi”
    …e ci coloriamo
    baci
    margheritarimi

  16. margheritarimi
    maggio 19, 2008

    grazie anche a te Marina per il tuo passaggio nel fragore degli opposti.
    margheritarimi

  17. margheritarimi
    maggio 19, 2008

    comicità tragica ed angosciante della vita.abbagliante. senza mistificazione
    grazie Margherita
    margheritarimi

  18. antonellapizzo
    maggio 19, 2008

    vedi com’è? ha pochi palloncini, non gli bastano per volare, gliene scoppiano uno e non si arrabbia, per lui non cambia nulla, non poteva volare prima e non può volare ora, chi gli scoppia il palloncino, il mondo fuori, in fondo non nuoce, lui è lì che aspetta di spiccare il volo, anche se glieli scopiassero tutti lui resterebbe lì, col braccio alzato. comincia a piovere, cade la neve e lui è ancora lì, col braccio alzato. l’ho già scritto prima che non li considero perdenti ma considero perdente chi gli ha scoppiato il palloncino. ciao bella e buona notte a.

  19. margheritarimi
    maggio 19, 2008

    mi hai fatto ridere da morire… una proposta da fare a Ciprì e Maresco.
    titolo “e lui è sempre lì”

    se lo sistemi un pò è quasi un racconto breve e poetico questo tuo intervento e non scherzo faccio una prova con le tue parole:

    “per lui non cambia nulla non poteva volare prima e non può volare ora.
    il mondo fuori in fondo non nuoce lui è lì che aspetta di spiccare il volo.
    lui resterebbe lì, col braccio alzato.
    comincia a piovere, cade la neve e lui è ancora lì, col braccio alzato.”

    che te nepare ?
    baci e buona notte anche a te

  20. antonellapizzo
    maggio 19, 2008

    ah bè, allora perchè so’ poetessa, mica per niente!:-) quando mi slancio mi slancio:-) buona notte. stacco.

  21. margheritarimi
    maggio 19, 2008

    si Antonella buona notte ma riprendi questa cosa che hai scritto triste e poetica
    …io invece non stacco.

  22. Molesini
    maggio 20, 2008

    questa cosa della riproduzione mi sta un filo provando.
    ma a voi pare comprensibile che il senso sia raddoppiarsi?

    p.s.1 va a finire che dimezzo, solo pour gouter

    p.s.2 bello il palloncino e anatema su chi te lo sbuca

    p.s.3 anatema doppio, tè! che chi sbuca di solito è super-stizioso.

  23. fernirosso
    maggio 20, 2008

    grazie Margherita.Capisco un po’ meglio ora,aspetto gli svilupi del tuo lavoro,sempre che tu ce ne renda partecipi.ferni.

  24. alessandrapigliaru
    maggio 21, 2008

    Ciprì e Maresco mi suscitano reazioni controverse. Questo che hai scelto, come tanti altri loro, è un frammento delizioso e agrodolce. Una impareggiabile chicca…
    Bel post, Margherita, grazie:)
    Alessandra

  25. margheritarimi
    maggio 26, 2008

    Simpatica… enigmatico-scientifica la tua classificazione,ogni tanto va bene la seconda Anatema! Anatema! si… a chi te lo sbuca.
    Grazie Silvia
    margheritarimi

  26. margheritarimi
    maggio 26, 2008

    A capire ora ci sei…tornata in te cara ferni.ma mi sei piaciuta anche prima di capire in quel momento di sperdimento…
    (non so se svilupperò un lavoro,ma lo prendo come un augurio)

    Un abbraccio caro
    margheritarimi

  27. margheritarimi
    maggio 26, 2008

    Grazie Alessandra penso che l’obiettivo dei registi sia stato centrato in quelle “reazioni controverse”
    Un caro abbraccio
    margheritarimi

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 19, 2008 da in 3 - Cinema con tag , , .

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