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Astrazione sensoria  di Roberto Matarazzo

Scappammo dal frastuono della discoteca un po’ sballati, di sicuro storditi dalla musica a palla. Sulle scale che scendevano alla spiaggia, per evitare che cadessi, mi cinse la vita con un braccio. Un salto all’ultimo gradino e fu rena, sabbia granitica e sesso.
Al buio, inebriata dall’odore della sua pelle che sentivo amica, mi avvinghiai a lui: mani, gambe, ventre, petto, spalle. Il mare era nero, un tutt’uno col cielo coperto da nubi.
Mancava la luna e un bacio per raggiungere l’estasi di una notte estiva. Mi scostai, alzai il viso per cercare la bocca, gli carezzai i capelli, gli occhi, il naso. Allontanò la mano infastidito. La luce del faro cominciò a lampeggiare. Inorridii. Mancava di labbra.
Ero in un quadro, in un quadro d’autore.

Sandra Palombo

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