Di questa danza il passo rosso è doppio
il petto è sangue e languido
d’una memoria antica
dell’argentina voce che rimescola e rimpasta
il corpo, i muscoli, i polpacci.
Di questo passo doppio ho visto, in alito di specchio
il corso del fiume che gorgoglia,
in patagonia e nella pampas,
dove puledri e giovani anelanti
s’allacciano in un tango peccaminoso
e al fango impronte ed orme lasciano
di quel passaggio
e poi un assaggio di baci e di ricordi
ed una stanza bianca
un pavimento a quadri rosso e nero
un fiore tra i capelli ed un sonetto svelto,
ampia, la gonna a ruota gira e gira,
le nacchere sul tavolo,
di mani battito, che scrivono le note
dell’incoscienza
per un fattore ignoto
per l’oste matto che a Barcellona
serviva vino e miele agli ospiti stranieri.