Scorre altrove la vita che volevo.
La colpa è del ronzio di un calabrone
che coprì la nota giusta e lo sguardo
di quel volto esposto al vento – di quando
indossavo la scamiciata a quadri
e il corpo non sudava per il caldo –
rimase in fotogramma nel cassetto.
Quanto sopra racconto, a discolparmi.

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