Maurizio Di Credico, Benvenuti a Castleville, Genova, Liberodiscrivere, 2007

Non è facile trovare una serie di storie che riescano a trattenere l’attenzione di chi legge dall’inizio alla fine. Di Credico c’è riuscito per la varietà delle trame, sempre originali, sempre ben presentate e che potrebbero dar vita a sedici romanzi, tante sono le sfaccettature che l’autore tocca nel suo viaggio immaginario “ Castleville è una cittadina ridente. Niente a che vedere con le fascinose metropoli della costa occidentale… è una città a misura d’uomo, costruita attorno alle sue esigenze e nel rispetto della superba natura circostante”, Castleville è una cittadina immersa in una natura incontaminata che non esiste, ma che ora esiste perché ideata dall’autore per ambientarvi sedici racconti, a cavallo tra il giallo e il surreale, scritti in maniera accattivante tanto da costringere il lettore a iniziare un nuovo racconto appena terminato l’altro.
Il primo, al km 15 di Castleville, segue il volo di una foglia e se “ dicono che una foglia non cada mai troppo lontana dall’albero sul quale è cresciuta” il giro che la foglia di Di Credico si trova a fare, prima di riavvicinarsi al suo albero, è sicuramente pieno d’imprevisti, così come di colpi di scena, descritti in modo serrato, senza permettere a chi legge di staccarsi dal testo, sono tutti i racconti, alcuni più brevi altri più lunghi. Tra i brevi cito “ Respirando anime”, al km 1,che inizia in maniera candida “ Dicono che i ricordi dell’infanzia siano quelli che restano maggiormente impressi” e tale rimane sino all’omicidio effettuato in maniera talmente “naturale e logica” che non c’è orrore, ma quiete, mentre il protagonista toglie la vita a….( non si narrano le trame dei gialli). Tra i più lunghi ricordo invece “La casa sull’albero”, al km 2, carica al contrario dell’altro, di azioni e riflessioni  che mi ha rammentato , a tratti i “ I ragazzi della via Pal” di Molnàr e “Il Buio oltre la siepe” di Lee , ma tutti corti o no, riservano sorprese che nel loro insieme propongono una piccola Peyton Place, in giallo.
All’autore i miei complimenti e l’ augurio che il libro abbia il successo che merita.
Sandra

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