
Autoritratto
Elmo in testa di fierezza. Mira alta elevata all’impotenza impigliata in righe nere o nane circoscritte di pennuti. Tronfi nodi a pettinare. Toni cupi di proiettili sparati. Pioggia a granchio sul dolore. Morso ottuso d’ossessione. Spina compulsiva dello sfarfallio letale. Femmina totale ad ovulare amore e sesso. Dio desiderare. Nuda scopa. Pompa morsa. Seno gonfio in petto da centrifuga del secco. Sfere d’ombra rutilanti in collisione spirituale. De ragliare. Schianto d’equilibrio. Freccia dritta al cuore nel bersaglio del centro perfetto vuoto bioculare. Corpo vacillante morto suo malgrado frammentato al suolo raso. Marchio a fuoco della preda. Sterco di rigetto. Pesci rossi muti al palo. Lacci rotti al via di fuga. L’urto in faccia piena quanto basta. Obliterare. Strappo a sasso e forza bruta. Bulbo arancio spinto fuori lo stantuffo. Piombo tuffo nello stagno. Melma ingrata che di rane fa penare. Gracidio verde linguale. Cerchio afoso dello spazio isterico biliare. Chiodi nella schiena. Rostro in gomito quadrato. Mani basse di rapina al ventre molle d’interiora. Schiva a struzzo colpi e sabbia. Blog di bit. Sigh sob stop. Parabola per angoli patetici nei cantucci a pigolare. Cìmici e cimeli. Cingoli mimetici di lesioni amate non curate se calcate appena a stinchi ferro arro(ven)tati. Grida immense nell’azzurro spazio. Stasi oscura. Alti e bassi di devianza. Cumuli di rabbia sotto un mare mosso da paura. Antro anfratto la radura. L’alleanza che s’arena nell’isola mento del pe(n)sare. Resistenza arresa prona all’ansia devastante del nonnulla. L’ombra dietro il paravento. Viaggio nell’ignoto. Cuccia spostamento. Gorgo pavido del buco risucchiante la spirale. L’idiozia vagante e circonfusa dell’identità emergente. Voler esserci di tutti. L’io d’ognuno in perfusione sanguinante biovitale. La vergogna a macerare senza sopra e sotto niente. Nulla da reo confessare per più pura macchia bianca. Norma intonsa. Vera e vana. Fatta fuori a puntamento di pistola. Retta indefinita di separazione: bene e male. Bieca rotta del potere interessi a sopraffare. Le scacchiere le cordate. Repellenti carreggiate del vincente d’arroganza. Falso olezzo dell’altrui operare. La violenza degli orrori vermi immondi di natura. L’ingiustizia marcia a sacchi traboccanti d’immondizia. Sputa miccia all’orizzonte d’utopia piantata in fronte. Aderente rilucenza del trionfo buono e santo. Bocca dea per ve(t)ro e giusto se possibile di mondo. Petalo fiorente. L’enzimatica purezza. Garbo fermentato. Sacro amor di gentilezza. Infinita sia la fame. Carne di tagliola fresca. Rosa d’ali mai saziata. Stramazzata di dolcezza. L’etichetta a de finire spazi acuti per volare. Gabbia di disagio spento. Mal di ferma vita. Immota onda. Testacoda. Boccheggiare. Ossigeno apparente. Verso cavo di cristallo. Lento fiume che trascina al lungomare. Sbocco d’ esistenza infinitesimale.
Alivento
Cioè colei della quale nulla sappiamo se non che scrive poesie, così la presenta l’autore del blog “Vocativo” qui nelle sue “scelte periodiche”, similmente Giacomo Cerrai nel suo blog Imperfetta ellissi nell’articolo dedicatole Ali di vento e d’ossidiana. Alivento collabora con la Rivista telematica Tellusfolio nella sezione “Critica della cultura”, sezione “Discorso amoroso” curando le rubriche ”Discorsi amorosi ” e “In versi d’amore” , la selezione di poesie d’amore preferite dai poeti. E’ moderator del “Progetto lettura” su Oboesommerso, è coautrice del blog-rivista Erodiade, e di numerosi altri weblog su splinder i cui indirizzi sono rintracciabili qui. E’ redattrice del blog letterario collettivo Viadellebelledonne. E’ autrice dei blog Frammenti di Vento, Mar’ombra e Vibrando d’espianto, quest’ultimo ancora attivo. Sue poesie sono state pubblicate da Tellusfolio nella sezione Telluserra qui, altre possono essere ascoltate su Oboesommerso nell’ambito del “Progetto lettura” qui.




hai posta alata!
roberto
Con un grazie superlativo per il meraviglioso dono, Ali, ti abbraccio
Grazie a te Rina dell’occasione espressiva offertami, offrendomi in dono le tue parole.
Un abbraccio
“sono” di milano!giuro! con radici più a nord e più a sud…ma ” mi sento ” molto più a sud! grazie per avermi letto e commentato
Occaspita! non m’ero accorta del commento di laura
scusa laura lo so che è passato molto tempo, spero che ti giunga comunque il mio saluto e gli auguri di lunga, prolifica, brillante carriera di poetessa :)))
PS. vabbè ci credo che sei di milanologiuro