Margherita Gadenz

 upe71c31.jpg

abito sulle dolomiti trentine a 1500 m., nata e cresciuta in questi luoghi sogno solo di spaziare con lo sguardo e che il mio orizzonte non abbia limiti, sì, le montagne sono belle ma diventano , spesso, una corona pesante da portare al collo.     ho lavorato nel mondo della scuola come insegnante di tedesco: sono laureata in Lingue e Letterature Straniere mi verrebbe d’aggiungere che scrivo da sempre ma questo mi fa sorridere ..   seguo il mondo poetico di internet dal 2001 con alterne vicende :) come a tutti accade, ma mi sono arricchita molto e questo nuovo blog mi ha tirato fuori dal mio ‘torpore’, ho bisgno di ‘riattivarmi’ come un’ anima arrugginita per troppa contempalzione di sé. Che altro sono? ancora non lo so..

21 risposte a Margherita Gadenz

  1. Donatella scrive:

    Credo proprio tu abbia trovato il luogo che più esalta le tue doti di grande poetessa, margherita! Qui, c’è poesia di grosso spessore, un augurio sincero

    Donatella

  2. antonellapizzo scrive:

    Ciao Donatella, bentrovata, sarei lieta di ospitare in questo blog un tuo ontributo. antonella (liberadonnainliberoblog)

  3. Donatella scrive:

    Ti ringrazio Antonella, sei molto gentile ma sinceramente non mi sento all’altezza della “situazione”. Magari più avanti, chissà! Per ora mi accontento di leggervi e imparare.
    Un caro saluto a Tutte le Belle Donne, a te, un caro abbraccio

    Donatella

  4. Blumy scrive:

    ciao, Margeherita! Ben arrivata! Non ci crederai, ma ho pensato a te ed al fatto che TU dovevi entrare in questa via ! :D

  5. lucetta scrive:

    bella la tua poesia, Margherita.
    Si, alle volte, l’eccessivo spazio può comunicare l’effetto opposto: il senso della prigionia esistenziale. Infatti, nel deserto, credo avvenga,piùo meno, la stessa cosa.
    Il contatto con l’assoluto ( o l’Assoluto) è difficle, tormentoso, per chi ancora è creatura vivente e ragionante e quindi non anestetizzata.
    Però, vivere a 1500 metri è un privilegio che ben poche di noi hanno. Quei metri -almeno io- me li conquistavo faticosamente solo d’estate. (ora sempre meno).
    Mi piace il fatto che in questa viadelle belledonne si incontri l’estremo sud con l’estremo nord. (si fa per dire).
    Il freddo e il caldo convivono nei nostri versi, nelle nostre parole.
    un abbraccio
    lucetta

  6. margheritagadenz scrive:

    intanto grazie per l’apprezzamento, lucetta. forse io non amo i miei 1500 metri perché non me li sono ‘conquistati’ :) – metto la faccina che sorride anche se non la amo- me li sono trovati addosso uno sull’altro e pesano. ma c’è una bellezza che ancora non so vedere nonostante viva qui da sempre, forse imparo anch’io a guardare con occhi diversi a non vedere ostacoli dove ci sono montagne, a spaziare con la mente
    dimenticando i confini fisici.. poi ci sono fate ed elfi in questi boschi non devo dimenticarlo mai. se le radici degli alberi fossere le mie, sarei, finalmente, a casa.
    un abbraccio a te
    margherita

  7. margheritagadenz scrive:

    dimenticavo.. sì, bella questa congiunzione nord-sud, la diversità che è bellezza ed arricchimento, voci diverse che vivono dello stesso amore.
    margherita

  8. STEFANO scrive:

    ricordi?

    …Mi grava sulle spalle
    la natura,
    il canto del vento
    solo,
    fra gli alberi grandi,
    un cuore muore
    in pozzanghere nere..

    Margherita Gadenz 1965

    E’ l’unica che mi è rimasta tra le decine che ho conservato per anni
    ciao

    se hai tempo e voglia dimmi di te e della tua vita
    stefano

  9. margheritagadenz scrive:

    che grande sorpresa, stefano. non puoi essere che ‘stefano’, lo stefano di allora..
    trovarti qua è un miracolo. solo ora ti leggo, non entro quasi mai in questa pagina. spero che tu sia ancora da qualcha parte a leggere. mandami la tua mail. trovo il tempo ed anche la voglia :)
    margherita

  10. stefano scrive:

    Si, sono io e sono qui. Il vizio di leggerti non mi è mai passato.
    questa è la mia email achab85@libero.it
    ti aspetto

  11. margheritagadenz scrive:

    ti ho scritto. non so se ricevi le mail. se vuoi ora
    contattami tu. margherita@immagika.org
    non è questo lo spazio adatto per riesumare così tanti anni che nemmeno li conto :)
    ciao
    margherita

  12. antonella scrive:

    ehi ragazzi contattatevi :-) e che ci vuole! baci antonella

  13. laura vinella scrive:

    grazie, margherita, per avermi parlato e per aver apprezzato la mia piccola sintesi degli opposti! a presto

  14. anna maria ercilli scrive:

    ciao Margherita,
    leggo che siamo geograficamente vicine in linea d’aria o meglio s.l.mm.
    La parola ci avvicina.
    Sono a quota 192 s.l.m.m. …ci possiamo parlare.
    ciao

  15. Antonio Fiori scrive:

    Cara Margherita, non resisto alla curiosità di chiederti se sei parente del poeta Tullio Gadenz, scoperto da Antonia Pozzi…

    In ogni caso so che mi perdonerai questa curiosità:-)

    Con simpatia
    Antonio

  16. margherita gadenz scrive:

    lo sono, antonio. era mio zio. :)
    a novembre sono state stampate le sue liriche.
    ed è uscito in contemporanea l’epistolario curato
    da Onorina Dino archivista della Pozzi. sono lettere
    interessanti, alcune della Pozzi già pubblicate ma quelle di mio
    zio inedite.In una sua del 20 febbraio 1933 Tullio dice: ‘Cara amica
    ancora una volta io la prego di perdonarmi; raramente io scrivo alle
    persone che amo, ma invece io parlo con loro improvvisamente in
    mezzo alla natura – e mi pare che esse rispondano e che ogni
    distanza sia distrutta.’
    questa è la cifra della sua ‘solitudine’. tragica fine per la Pozzi
    morta suicida, tragica fine per mio zio ucciso forse da un soldato
    tedesco in fuga prima ancora che io nascessi. ma lui è qui dentro
    tutti i suoi fogli, ha scritto e riscritto innumerevoli volte gli
    stessi versi, il suo nome è in quello di mio fratello nato poco dopo,
    e conservo le sue poesie scritte a mano dalla Pozzi in un quadernet-
    to nero. Insomma, antonio, a volte mi pare di respirare con loro.
    margherita

  17. Antonio Fiori scrive:

    Cara Margherita,
    grazie innanzitutto per averci donato queste notizie, preziose e commoventi.
    Ho appena finito la lettura dell’edizione completa delle opere di Antonia Pozzi (compreso l’epistolario) a cura di Alessandra Cenni (Garzanti, 2009).
    “Lei non sa, Tullio, Lei forse non saprà mai che cosa è stata, per il mio spirito affaticato, la ‘scoperta’ meravigliosa di Lei.” (da una lettera di Antonia a Tullio, datata 11 gennaio 1933).
    Cercherò di procurarmi quanto prima le liriche e le lettere di Tullio Gadenz.
    Grazie infinite.
    Un caro saluto
    Antonio

  18. Blumy scrive:

    Non conoscevo Tullio Gadenz.Scusatemi se mi intrometto nel vostro dialogo, ma quando si parla di poeti e di poesia non so resistere.
    Cercherò qualche notizia in più di tuo zio, Margherita e , se c’è nel web qualcosa di lui, qualche suo verso.

  19. nuska scrive:

    ecco perché Gadenz mi diceva qualcosa!Tullio Gadenz!ho letto anche io alcune sue lettere alla Pozzi, negli epistolari della poetessa. Sei una degna erede,Margherita, di cotanto nome.ciao,anna

  20. giovanna scrive:

    che meraviglia essere la nipote di Gadenz finissimo poeta che amo ma sinceramente non tanto quanto la Pozzi…
    Io adoro profondamente la Pozzi creatura meravigliosamente incantata….
    Però…però anche la poesia di Gadenz è zucchero a velo…
    Giovanna

  21. alberto rech scrive:

    Cara Margherita
    Se non ti dispiace mi aggiungo anch’io con una poesia.
    Non sapevo delle tue doti da poetessa. Complimenti.
    Un carissimo saluto.

    STELLE

    Oh! Stelle che di intrecci
    in su lo oscuro fondo ricreate.
    Quali misteri nascondete
    in si lontani mondi ?!
    Quali arcani, archetipi,
    tra le vostre anse.
    Guardo di lassù, quando la notte è giovane e
    Quando la notte è vecchia.
    E mi sorride l’Universo
    nel bel Firmamento, nei
    giorni limpidi e buoni.
    Si perde in me il senso dello spazio.
    che sa d’infinito.
    Vago in pensieri tra le Orse
    e la Polare
    Girando, poi, verso Orione.
    Stupore che continua,
    nel divenire dei giorni e delle notti.
    Da Cassiopea al Drago,
    fino a Pegaso.
    E’ tutto un guardare.
    Luci tra il buio del silenzio
    dell’Universo in silente espansione.
    Manco me ne accorgo che passano le ore.

    Alberto Rech

    Transacqua 14/11/05

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...