Marco Fulvio Barozzi (Popinga) è nato a Milano nel 1955 ed è laureato in Scienze Geologiche. Fa l’insegnante di matematica e scienze in un Centro di Formazione Professionale, davanti a una platea assai disattenta. Si consola con la letteratura: ha scritto e pubblicato saggi, racconti e poesie, vincendo ogni tanto qualche targa argentata accompagnata da un diploma in bella grafia. Tra questi:
* premio speciale della giuria al I concorso nazionale di narrativa “Il racconto italiano”, organizzato dal Comune di Cadeo, con “Il racconto della pietra. Storia del ribelle Raimondino” (1998).
* primo premio nella sezione saggistica al IX concorso nazionale “Emozioni e magie del Natale”, organizzato dall’Atelier d’Arte Braceschi, Comune di Piacenza, Rotary Club Piacenza-Farnese, con il saggio breve “Sassaroli, o dell’invidia” (2006).
I suoi adattamenti dei versi umoristici dell’americano Ogden Nash sono stati ospitati nell’estate 2007 da Stefano Bartezzaghi nella rubrica “Lessico e nuvole” su Repubblica on line.
Da tempo è autore di versi umoristici (soprattutto Limerick) di argomento fisico-matematico, di cui una selezione è comparsa sul numero 17 di Téchne, rivista di bizzarrie letterarie curata da Paolo Albani.
Con i suoi limerick ha vinto nel 2009 il primo Concorso Nazionale di poesia scientifica organizzato dall’UAAR di Venezia in occasione del Darwin Day. Nel blog Popinga si occupa di rapporti tra scienza e letteratura, ma anche di letteratura potenziale, di folli letterari, di poeti inesistenti e di parole inventate. Prossimamente (marzo 2011) le sue poesie umoristiche di argomento scientifico usciranno in volume con il titolo “Giovanni Keplero aveva un gatto nero” per i tipi della Editrice Scienza Express di Torino.






Complimenti e congratulazioni da parte di un povero metalmeccanico.
Con simpatia Guido Moretto
In occasione della mostra su Amedeo Modigliani, al Palazzo Reale di Milano dal 21 febbraio, Graus editore pubblica “Elvira la modella di Modigliani”, di Carlo Valentini.
La Parigi degli artisti, da Picasso a Renoir, da Cézanne a Matisse, la città della Belle Epoque, della mondanità e delle corse dei cavalli, dell’invasione tedesca nella prima guerra mondiale, ma soprattutto la Parigi di Modigliani coi suoi eccessi, la sua creatività, i suoi patimenti e la sua umanità, narrata attraverso la vita rocambolesca di una delle protagoniste di quel periodo, Elvira la Quique, che di Modigliani fu modella e amante. Carlo Valentini, giornalista Rai, propone con “Elvira, la modella di Modigliani” (Graus editore) una biografia-romanzo in cui si ripercorre tutta l’avventura artistica e personale di Amedeo Modigliani, ricostruendo il legame che unì il pittore alla modella di alcuni dei suoi celebri nudi, allo stesso tempo casti e ammiccanti.
Attraverso Elvira, eroina quasi inconsapevole di una delle stagioni più esaltanti della recente storia artistica europea, l’autore, con stile stringato, quasi da reportage giornalistico, ci conduce nel cuore della Parigi bohemienne, ci fa conoscere i suoi abitanti poi divenuti famosi e ci guida in quelle irripetibili atmosfere in cui si intrecciavano libertà e gioia, frustrazioni e amarezze, illusioni e disillusioni, amori e tradimenti. Si tratta di una riproposizione della vita artistica di Modigliani da un’ottica assai originale che attinge anche a documenti inediti e che conferma come spesso la genialità nel mondo dell’arte venga riconosciuta solo dai posteri, non a caso l’artista morì di stenti mentre l’8 novembre 2006 la casa d’aste Sotheby’s ha aggiudicato a New York un suo quadro per 31 milioni di dollari.