Gli auguri di VDBD – L’albero del futuro
24 sabato dic 2011
Pubblicato in L'albero del futuro, Le sfide di VDBD
24 sabato dic 2011
Pubblicato in L'albero del futuro, Le sfide di VDBD
24 sabato dic 2011
Pubblicato in L'albero del futuro, Le sfide di VDBD, Villa Dominica Balbinot

E giunse così la prima notte:
dalla finestra entrava
una luce boreale…
Nell’ermetica stanza
(come se dalla febbre a lei fosse,
la calcinata carne)
la sala operatoria, l’obitorio, il purgatorio
tutto sembrava a un passo,
asfissiata essa nei pozzi ciechi,
nella dissolutio sua,
con la svuotata orbita,
quel morbo,
tutte le abominazioni pallide.
Aveva veduto,
la triste terra solitaria,
l’elemento possente
- e quel fuoco celeste,
il silenzio degli uomini…
24 sabato dic 2011
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Nessuno sa se è un caso
Ci sono cose che non posso dirti
senza toccarti.
Che la primavera e la morte
passeggiano insieme nel bosco
che anche il diavolo piange
che lo sguardo di Cristo è verde
che dall’urlo si può passare
al sussurro.
Ci sono cose che non posso dirti
senza sporcarti.
Che ripeterò il tuo nome
e nessuno sa se è un caso.
Paola Puzzo Sagrado
24 sabato dic 2011
Pubblicato in Cettina Lascia Cirinnà, L'albero del futuro, Le sfide di VDBD, Senza meta

(indistintamente)
indistintamente
in un tempo lontano
quando il mondo era
deserto e acqua
apparivano forme
senza argini
ben definiti
nella mente Continua a leggere »
24 sabato dic 2011
Pubblicato in Antonella Tavarella, L'albero del futuro, Le sfide di VDBD

Contraccolpo
Affollate di terra queste dita
e toccare il suono di un tuono
nello spazio spaccato dai denti
scuote il seme nei cavi d’acqua
occhi e corpo in alberi stancati
e il fondale marino – pregato
24 sabato dic 2011
Pubblicato in Doris Emilia Bragagnini, L'albero del futuro, Le sfide di VDBD, Poesia
≈ Commenti disabilitati

hungry sweet melody
sweet, sweet, my hungry sweet melody, sweet…
osserverò le piume alzate contro il vento che
il tuo gorgheggio solleverà nel vuoto intabarrato
e lì, a colpire dove il fianco è muto e
cola l’ombra – rovesciata -
sulla rotondità del giglio oscuro
reciderò gli stami
scivolando al fondo di quel ringhio d’altro canto
da serrare, tra le mie parole nude
erano i giorni delle unghie scheggiate
tra gli spazi tanto freddo e
il ruvidore precipitava l’ululo
a lisciarle sulla faccia ma, non era la paura
a stringere nei nastri l’andirivieni di quel fronte
che vedevo nei suoi occhi
piuttosto un velo, patinato su quel bianco
sopraggiunto come schiuma di
- distacco -
23 venerdì dic 2011
Pubblicato in Francesca Canobbio, L'albero del futuro, Le sfide di VDBD

Diva
che dormi discinta
dimenati docile
divarica il derma
denudati desta
dardeggia desueta
dipingiti donna
distesa su un drappo
diventa declivio
dirupo / e decolla Continua a leggere »
23 venerdì dic 2011
.(( (Quando mi chiederai se è vero.
.
Quando mi chiederai
dove si son nascoste le farfalle
che nei prati non vedi
ma volano nei libri che tu sfogli,
che cosa ti racconterò?
.
Come potrò spiegarti il nero
del petrolio sulla sabbia
e fra le dita dei tuoi piedini?
.
Come potrò spiegarti la fame,
l’arroganza e le guerre
che vedrai sullo schermo
fra le pubblicità di un latte
e di nuovi cioccolatini
e chiederai se è vero? Continua a leggere »
23 venerdì dic 2011
Pubblicato in L'albero del futuro, Le sfide di VDBD, Maurizio Manzo

AZZURRINE
per un periodo le insolite
azzurrine mattine
accompagnate a nuvole burine
si presero gioco dell’aspro
iodio che avevo sulla pelle
ed erano terribili
i dolci pianti
fotosensibili
che destavano clorofilliane
tartarughine arringhiate sull’arenile. Continua a leggere »
23 venerdì dic 2011
Fosse un frutto
.
Una tazza di thè, forte e chiara
con un vortice in fondo -
il suono del cucchiaino
.
nei suoi umidi panni, la notte
si sbriciola
.
fosse un frutto, il giorno che viene
o ciambella fragrante, sangue d’amore
nelle parole e nei segni
rosignolo selvatico nella bruma, liuto nel bosco Continua a leggere »
23 venerdì dic 2011
.
viaggio
.
non viaggio abbastanza da conoscere
tutti trucchi delle docce negli hotel
però m’incanto nei buffet della prima colazione
e mi riempio di piccole brioches
.
c’è sempre una piazza bianca d’attraversare
con vecchi olmi e semafori intermittenti
nell’ora in cui guardo il cielo
.
all’angolo un negozio di vestiti a caro prezzo
la luce dei lampioni tratteggia strisce pedonali
come scialuppe in mezzo al mare Continua a leggere »
22 giovedì dic 2011
Pubblicato in Clara Serra, L'albero del futuro, Le sfide di VDBD, Poesia

IDENTITA’
“Il corpo dell’uomo contiene del sangue, del flegma, della bile gialla e della bile nera. Ecco cosa costituisce la natura del corpo; ecco la causa della malattia o della salute. In queste condizioni, vi è salute perfetta quando questi umori sono in giusta proporzione tra di loro
sia dal punto di vista della qualità che della quantità e quando la loro mescolanza è perfetta. Vi è malattia quando uno di questi umori, in troppo piccola o in troppo grande quantità, si isola nel corpo invece di rimanere mescolato a tutti gli altri”. Polibio (Cos, ca. 410 a.C.), Sulla natura dell’uomo
I
La mano sinistra prova coi polpastrelli la grana
fine della pelle che ricopre la destra percorre i segni
blu delle vene si rappresenta i pori come squame
imbricate del tempo ormai in fuga da tant’anni
una luce opalescente ritarda le cose ungendole di
bianco lattescente – poste di là – senza più urgenza Continua a leggere »
22 giovedì dic 2011
.
Scrivo di nascosto da Dio
che nella bocca voglio parole mie
e niente niente
nel passaggio dalla fronte alla spalla
dal gomito alle dita alla punta della penna
al suo muoversi sul foglio
per mio sentire altro
per meditato silenzio e pulsare di tempie
per il mio stare accovacciata
presso lo scavo con l’angelo geometra Continua a leggere »
22 giovedì dic 2011
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LE STANZE
.
Chissà chi verrà dopo di me
ad abitare queste stanze,
chi si sveglierà all’occhio dorato
del sole e s’addormenterà con lame
di luna impresse sul letto.
Qualcuno girerà per la casa,
dirà ch’è bella o brutta,
ma non udrà le voci
rimaste attaccate sui muri,
non saprà che l’umido alle pareti
è il segno lasciato dal pianto
nei giorni dei tanti abbandoni. Continua a leggere »
21 mercoledì dic 2011

Giglio
Amore che mi sei morto
nella pancia
e non ti sono madre
e non sei figlio
di un’altra
l’amoroso giglio
figlio mio amato
per vent’anni
di un amore incestuoso
e sanguinante
come i sogni
che allora tu sognavi
e m’impedisti
il ventre di riempire
di figli somiglianti
al tuo sembiante
tu che mai non volevi
essermi padre
quand’io desideravo
esserti figlia
amore che aggroviglia
mia gramigna
rosso giglio infestante
amato fiore.
21 mercoledì dic 2011
.
SUI VETRI APPANNATI
.
Sabbiature di letto e di lenzuola
durante la malattia
semplice e leggera.
.
Sui vetri appannati
l’inverno, intanto,
stacca ideogrammi
di cuoio, di spazio
di lotta serena. Continua a leggere »
21 mercoledì dic 2011
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da *La favola di Lilith in due atti*
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avrei subito l’ansa come un fatto silente
avrei appreso la laguna come la convergenza
dell’acqua al buio se altri moventi
se altri garanti non mi avessero emulsionata
in una fisica dirimpetta e io non mi fossi perfezionata
nella distanza che mi divide, una dall’altra
innervata che sloga volo e caduta. Continua a leggere »
20 martedì dic 2011
Cresce sui muri che il buio avvicina
Cresce sui muri che il buio
avvicina
l’attesa-adesso non dire nulla, ascolta
e trattieni
le onde che attraversi
nascoste sulla fronte
particelle subatomiche, informazioni, eredità:
pronunci un’idea di salvezza Continua a leggere »
20 martedì dic 2011
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Ascolta
.
Figlia
Non è ancora giunto il momento di salutarci
Vedi come mi muovo
Pure meno salda
Per te
Figlia
Se non sentissi le mie ultime parole
Pazienta, oggi, al mio cicaleccio, al ripetermi,
e ai consigli che non ti garbano. Continua a leggere »
20 martedì dic 2011
Pubblicato in L'albero del futuro, Le sfide di VDBD
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Dionisiaco verseggiare
.
Strappare l’esistenza dai chiodi della vita
e poi buttarla in gioco, senza pensarci;
lo sapresti fare questo, tu?
E quando la carne diverrà livida, informe,
dolente e senza più passione,
bruciarla sugli altari di altre esistenze,
brulicanti e fameliche come la propria
di aria e vita.
Cedere il passo, ammettersi deboli, inetti.
E sparire. Continua a leggere »
19 lunedì dic 2011
Ci scrive Maurizio Mazzorama:
Desidererei vedere i versi della poetessa afghana Nadia Anjuman, morta vittima di violenza domestica all’età di 25 anni, appesi a questo vostro bellissimo albero del futuro.
eccoli:

Leggimi 2003
Non sorprende se il libro dei miei ricordi
ti porta a raccogliere scintille.
Non sorprende
se le mie poesie
lacerano il tuo velo nefando.
Con te sono più contenta.
I miei ricordi
chiamano a raccolta i tuoi.
È passato molto tempo da quando con la bellezza della tua voce
nella chiarezza dei miei canti
tu piangevi senza vergogna.
Leggimi,
perché il tuo bicchiere di avidità distruttiva
verrà riempito di vino
di un solo sorso della mia poesia.
Leggimi,
perché ancora ti ghermisce lo sconforto.
Così, ancora una volta, le nuvole nei tuoi occhi
parleranno di primavera.
Fai piovere quando vuoi,
fai piovere e con il lungo trillo delle parole
nella fredda terra del tuo petto
dagli vita
e allora
con un fischio del mio amore
cresci, sboccia e diventa primavera.
E io siedo sulla strada dei giorni
perché l’estate torna poco a poco; e ci conforta.
Io siedo,
e tu mi inviterai alla festa dei rami del tuo petto
per raccogliere una cesta
di mele rosse della vita.
L’estate arriva,
non è una sorpresa.
Nadia Anjuman 2003.
19 lunedì dic 2011
Intermittenze d’ordinaria foschia
.
ha un cavo nelle spalle
alveo di piume da palude
nulla che possa indurre a sonni calmi
il leggio sulle zattere
s’inalbera
quasi artigliando il cielo
a salvamento
magari vedrà nascere germogli
dalle golene e calicanti intrisi
galleggiare Continua a leggere »
19 lunedì dic 2011
Pubblicato in L'albero del futuro, Le sfide di VDBD
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Ballata per Gina
.
Allora presero la Gina, che in fondo
era solo una puttana, ma era la mia donna
da sempre, dalla vita di prima
e le squarciarono il ventre con un colpo
deciso, poi le sputarono in faccia
e la cucirono tutta con spine di rosa
e lei
lei si lasciò fare ogni cosa
ogni cosa
E mentre la uccidevano si mise a pensare
a come sarebbe stato bello arrivare a Natale
impacchettare i suoi sogni
metterli sotto un abete
e disporre i pastori nel presepe
Ci avrebbe messo pure Pulcinella
seduto sulla botte, pensò che brutto
morire stanotte Continua a leggere »
18 domenica dic 2011
Pubblicato in L'albero del futuro, Le sfide di VDBD, Luigi Paraboschi, Poesia

Le origini del viaggio
A tratti piove sopra lo struscio cittadino
nelle provincia di confine a est dell’Europa,
e palpi nell’ aria la mestizia delle donne
accovacciate sui gradini,l’abbandono dei vecchi
appisolati accanto alle catene delle scarne vacche
al pascolo su terreni rasati dalle capre
e dai cavalli dalle zampe impastoiate,
nella domenica la strada si distende piana
tra le querce , e sotto nuvole alla Constable
s’allarga una pianura dove l’occhio annega, Continua a leggere »
18 domenica dic 2011
appena di neve
.
Da un lato l’ala sepolta è il primo indizio
per chi con la lampada cerca sotto il chiarore
la mano dalla ferita inguaribile è appena sopra la neve
l’altra che è più reale segue il dolore.
Invecchia con il bambino che ne raccoglie le piume
e le conserva nel libro.
.
*
di più, ti è chiara la neve Continua a leggere »
18 domenica dic 2011
Pubblicato in L'albero del futuro, Le sfide di VDBD
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Come pagine bianche
.
.
…e poi torneranno i giorni
quelli che sono stati rossi
quasi scarlatti di fragola umidiccia
e hanno portato venti d’africa/passione
in groppa a spalle chinate a naufragare
negli abissi dell’Eros.
…torneranno ancora su vascelli
alati e stesi al vento
con le vele spiegate ad azzannare
emozioni senza sguardi
e senza pudore/vocazione. Continua a leggere »
16 venerdì dic 2011
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Se vuoi
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metterti in viaggio
non aspettare l’ angelo
la distanza da compiere nessuno può indicartela
la strada è l’istante perfetto
il cerchio dentro cui si apre il mondo
e ogni pianura è la misura delle catene più alte
l’ orizzonte è la clessidra di un fantasma di tempo
e i cieli solo un frammento di un solitario immenso che brilla per specchi
riflessi in un respiro aperto dentro un moto perpetuo Continua a leggere »
16 venerdì dic 2011
Pubblicato in L'albero del futuro, Le sfide di VDBD, Maria Gisella Catuogno
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Stillano i giorni
.
Stillano i giorni il loro avaro miele
e lo mescolano all’amaro quotidiano
per tentarmi alla vita, nonostante.
E i nodi dell’ansia che arrochiscono
la voce e la baldanza
profumano di nardo tuttavia.
Arpeggia lieve la mia malinconia
e le sue note si perdono nel vento
non fa più male, ormai, è solo compagnia. Continua a leggere »
14 mercoledì dic 2011
Pubblicato in L'albero del futuro, Le sfide di VDBD
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Non sei qui.
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Copre il cielo il mio corpo
spuma trascinata dal vento,
gelsomino stordisce,
sorto come roggia
spruzzata di biancore.
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Tu non ci sei.
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Il tuo sapore acuisce amore
di dolorante fiore,
è furore
oltre le sacche della riva. Continua a leggere »
14 mercoledì dic 2011
[mio fiume d’azzurro cielo]
come cade il fiume dal rilievo e come si forma
il torrente e la cascata e quanto è lungo il viaggio
e quanta l’acqua
che si riversa dalla scarpata in mille punti
grandi estensione di erba vergine
di ossido di ferro e tinta rossa
impetuoso arriva al salto e falce d’acqua in grande volo
in livello in grande gola
al ciglio e con gli spruzzi nebbia che ci avvolge
indossa il luogo dove nascono le nubi
mio fiume d’azzurro cielo e rosso terra e bianca schiuma.
da Dentro l’abisso luccica la storia, L’arcolaio
13 martedì dic 2011
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……………………….Winter. Clock’s hand
……………………………………………….time. my lord, my brother
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Sai essere nudo senza perdere la dignità, fico
che lasci perdere le foglie
e vai incontro all’inverno nudo come sei,
il busto sensibilmente più eretto.
Il mio inverno intirizzisce del tuo andamento flou
la brina sbruffata dal suo bràmito gelido
e gli aghetti ghiacci dei peli rizzati sulla tua pelle Continua a leggere »
13 martedì dic 2011
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……….Da qualche parte c’è grandezza – otto movimenti
.
I
.
Da qualche parte c’è grandezza
la cerco fuori dall’alfabeto c’era negli atomi
mi sono detta quando ero lì sul divano
a guardare le figure del cielo in un libro pensando
al Big Bang e noi siamo qui in questo cielo notturno
dopo celebrazioni e sepolture volendo
qualcosa d’altro ancora e chiamando un atomo dentro di noi
una luna padre e madre
siamo
nell’emisfero australe con la Piccola Nube di Magellano
o nell’emisfero Nord
dimmi Continua a leggere »
12 lunedì dic 2011
Pubblicato in L'albero del futuro, Le sfide di VDBD
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La sciarpa norvegese
.
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Si sta abbastanza caldi nel mio cuore ?
.
Sono qui, da solo, con la muta nostalgia
dei tuoi occhi, col fruscio lento
di un ruscelletto di parole
.
e le piccole gonne
crescono ? e il vento ?
fa una bella figura tra le lunghe
gambe il vento ? Continua a leggere »
12 lunedì dic 2011
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Canzone degli addii
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Ci siamo abbracciati sotto l’arco
che s’apriva nella piazza
soli noi come fummo spesso
e insieme a tanti nel nome faticato
dell’amore
e l’addio è stato una formalità
c’era un a rivederci fra le stelle
nella notte fredda nitida e brillante
che ci trapassava il petto Continua a leggere »
10 sabato dic 2011
Pubblicato in L'albero del futuro, Le sfide di VDBD
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Miracolosamente
.
Per dire il fiato
non basta un solo stato
e poche righe in rete
non bastano alla bocca
povera di dita
i tasti freddi
inverni inesauribili
milioni di rinate primavere
per dire tutto il fondo sincero
l’aprirsi dell’anima il respiro
che soffia dai polmoni possente
acceso
insostenibile all’umano peso
e gonfia guance occhi e trombe
la grazia del creato Continua a leggere »
10 sabato dic 2011
Natale 2011
Scadenza di medio termine
della voluttà del vivere,
confidenza di lingue
sciacquate con il Don Perignon
sotto un cielo che nevica se nevica
un Natale stereotipo sociale d’amore.
Prima del capodanno
la coscienza di sé affronta il Natale,
festa dei numerati bilanci
dell’esserci sul Pianeta
per l’umana avventura.
Sua Maestà il Caso, è Babbo Natale,
la Vita, nostra madre. Continua a leggere »
06 martedì dic 2011
Pubblicato in Anamaría Crowe Serrano, Annamaria Ferramosca, L'albero del futuro, Le sfide di VDBD
ANNAMARIA FERRAMOSCA
testo tratto dal libro Other Signs, Other Circles ( Altri Segni, Altri Cerchi )
Poesie 1990-2009
Collana Poeti Italiani Tradotti — Chelsea Editions, New York, 2009
Traduzione di Anamaría Crowe Serrano

NINNA-NANNA ALL’INCONTRARIO
Dormi
Ti canto il cielo
Ride
con luci piccole, infinite
come le storie piccole del mondo
Spande per te gocce di latte, avvita trottole
Una s’accende, lanterna serena del tuo giro
Dormi
Ti canto il sole
Batte
danze di fuoco accordate
al ritmo del tuo petto
Ma è difficile imitare la musica di un’alba
E tu lo vinci
ché troppo forte è il tuo abbraccio alla vita Continua a leggere »
04 domenica dic 2011
Pubblicato in L'albero del futuro, Le sfide di VDBD

Ravenna, Parco della Pace, Josette Deru, Albero della vita
Il Natale del 2011 non sarà un Natale qualunque per gli italiani e per l’Europa tutta, pare che sotto l’albero di quest’anno non ci saranno per gli europei “ricchi premi e cotillon” ma sacrifici e privazioni. Stando alle previsioni pare che anche il Natale del 2012 non sarà molto allegro, per chi ci crede, pare che su di noi incomba la fine del mondo; I beninformati sanno anche la data precisa: 21 dicembre.
Io non ci credo, ma confesso, lo stesso la cosa un po’ mi turba. Poniamo per assurdo che ciò sia vero, che presto ci sarà la fine del mondo, magari non del mondo fisico, ma la fine di questo mondo, di questo nostro modo di vivere (poiché non è un mondo giusto e solidale, una fine di questo traballante mondo e di questo modo di vivere sarebbe auspicabile).
Facciamo finta che esista Babbo Natale. A lui è stato affidato un compito speciale, salvare ciò che di buono è stato fatto in questo mondo, di portare in salvo e poi donare ai posteri e ai sopravvissuti la migliore opera di ogni artista, scultore, pittore, architetto, poeta. Nel nostro caso Babbo Natale chiederà ad ogni poeta la sua migliore poesia, la mia migliore poesia, la tua migliore poesia, per farne dono.
“Ma il fatto, se è vero, dimostra che ormai esistono in coabitazione due poesie, una delle quali è di consumo immediato e muore appena è espressa, mentre l’altra può dormire i suoi sonni tranquilla. Un giorno si risveglierà, se avrà la forza di farlo.” Eugenio Montale, Discorso sulla poesia.
Mandaci la tua poesia, la tua migliore. Le poesie verranno pubblicate via via che arriveranno e poi a Natale ne faremo un e book. Cestineremo quelle consumate. Mandaci quella che più ti rappresenta, il tuo capolavoro, quella che non è ancora morta, che sta dormendo sonni tranquilli, quella che oggi è seme, quella che ritieni che un giorno possa risvegliarsi, mandacela qui: alberodelfuturo@yahoo.it la metteremo sotto l’albero del futuro, sarà seme e poi radici e poi foglie e fiori, sarà l’albero del futuro, quello da cui nasceranno nuovi frutti, sarà un dono speciale.
25 venerdì nov 2011
E giunse così la prima notte:
dalla finestra entrava
una luce boreale…
Nell’ermetica stanza
(come se dalla febbre a lei fosse,
la calcinata carne)
la sala operatoria, l’obitorio, il purgatorio
tutto sembrava a un passo, Continua a leggere »