C’era un tempo,negli anni ’70, in cui le riviste femminili pubblicavano racconti. Una delle firme più amate era Brunella Gasperini della quale ho ritrovato, in un vecchio cassetto di mia madre, questo racconto. Non so da quale rivista sia stato ritagliato perché non ci sono indicazioni, ma solo le pagine,da 257 a 273 e l’illustrazione che lo precedeva. Una delle caratteristiche della scrittura della Gasperini era l’ironia che non manca neppure in questa storia.

NON METTETE L’OLIO AL CANCELLO
Racconto di Brunella Gasperini
“Eccoti arrivata” dice la Voce che mi accompagna. Non so che ora sia, né che giorno. Nel luogo da cui sono partita il tempo è sempre fermo, minuti e secoli hanno lo stesso valore: è una barba, secondo me. Sarà perché non mi ci sono ancora abituata. Loro me lo dicono sempre: non con rimprovero, ma con una dolce, distaccata pietà. “Non sei una di noi” dicono le loro grandi, lievi facce d’aria; “Non ancora.”
È vero. Non sono una di loro. Ho lasciato troppe cose quaggiù, compreso il mio cuore, tutto intero. Credo che sia per quello che loro mi hanno dato questa specie di vacanza: perché venissi a riprendere il mio cuore per portarlo Lassù, a diventare come il loro: immutabile e sereno e fatto d’aria, come il loro. Ma io non lo riprenderò, il mio cuore. Non gliel’ho detto per paura di perdermi la mia vacanza, ma il mio cuore resterà sempre attaccato alla terra e alle cose e alle creature che ho amato: sempre. Io non sarò mai come loro.
“Adesso va” dice la Voce. “Ma quando la luna sorgerà, dovrai tornare.”
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