Nel lungo tramonto blu
del deserto blu
il loro grido sembrava nascere dalla notte stessa
quale tremendo e bellissimo
- come il carnivoro fiore…
In questo scorticatoio
- e tra i flegmi,
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22 martedì mag 2012
Nel lungo tramonto blu
del deserto blu
il loro grido sembrava nascere dalla notte stessa
quale tremendo e bellissimo
- come il carnivoro fiore…
In questo scorticatoio
- e tra i flegmi,
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17 martedì apr 2012
Dominique Villa
INCONCRETI FURORI
NOTE DI LETTURA
DI AUGUSTO BENEMEGLIO
1.L’arte suprema della parola
Quando leggiamo i versi cupi tenebrosi angosciosi dolorosi malinconici( “la malinconia è la vera scienza del dolore e dell’angoscia”)versi funebri, grotteschi, satanici , apocalittici , talora arcaicizzanti ( “Prima di tutto sopraggiunse la ruina” , “Tutto, tutto affonda” , “Inconcreti furori”, “Nei freddi tramonti azzurri” ) di Dominique Villa dobbiamo oscillare tra il medioevo( i ritmi le scansioni e le rapide scariche elettriche di un Cavalcanti)e il nostro tempo, Continua a leggere »
08 giovedì mar 2012
Villa Dominica Balbinot, Febbre lessicale
Questa plaquette dal titolo di Febbre Lessicale è un libro autoedito, dato alle stampe utilizzando il sistema offerto dal sito ilmiolibro.kataweb (quindi in pratica Villa Dominica Balbinot è da considerarsi autrice inedita)e è dedicata al padre, ma non è un canto di dolore per la perdita di una persona amata; piuttosto sembra la riemersione faticosa di un contenuto dolente e magmatico, quasi che il legame reciso permettesse, finalmente, alla figlia di dar voce ai fantasmi che l’hanno abitata e ancora la abitano, in una “febbre lessicale” necessaria e improrogabile; la sola che le consente di riprendere in mano il filo della vita, non solo del discorso.
La febbre, infatti , è un sintomo, è spia di un male che deve essere individuato; se diventa lessicale abbiamo anche la malattia: l’urgenza del dire. Continua a leggere »
14 martedì feb 2012
… “Bisogna essere capaci di tutto
( e con della freddezza
il grado più audace)
in questo universo stellato,
- in uno di questi immensi mondi
immoti congelati esangui”..
Il sole ardeva sui muri grigi
e sugli scarlatti campi Continua a leggere »
25 venerdì nov 2011
E giunse così la prima notte:
dalla finestra entrava
una luce boreale…
Nell’ermetica stanza
(come se dalla febbre a lei fosse,
la calcinata carne)
la sala operatoria, l’obitorio, il purgatorio
tutto sembrava a un passo, Continua a leggere »
31 lunedì ott 2011
Tag
astrazione, cupa rettitudine, declive parti, Poesia, poesie, terribile innocenza, varie, Villa Dominica Balbinot
“Ecco il fiume di parole
di tempo di sangue
quelle visioni,
gli angeli e la città di ghiaccio
- oscuri nello splendore…”
Nei grandi inghiottitoi
il popolo degli abissi
non osava emettere le meditazioni vaste e ingrate, Continua a leggere »
05 mercoledì ott 2011
Era finita la breve fioritura,
e era il culmine del giorno
sopra il riflesso della montagna in fiamme:
il suo vero significato,
il momento della resa…
Qui era l’infiammato punto, Continua a leggere »
23 martedì ago 2011
Oh , voi
voi che avete morti
seppelliti sotto l’erba verde
- all’ingiù, verso lo sconvolto fondo
( dentro la terra,
dentro la terra,
dove è buio…)
Questo fu,
l’iniziale deliquio del sotterraneo uomo
( è la anima tutta che si rivolta)
nel profumo dei fiori esausti, Continua a leggere »
14 giovedì lug 2011
Malata di morva
la lunga convulsione sente,
quel biancore ardente di gelo:
fermato il deflusso del sangue
come da una arteria aperta
risulta inerzia agli apicali
-e con crepitazioni,
i piccoli fuochi mai spenti…
Dileguava ora quel pallore, Continua a leggere »
14 martedì giu 2011
…””Essi dunque
raccoglievano le parole della agonia,
le parole spremute,
ma anche nel confortatorio
- fin sul patibolo -
prevaleva l’insensatezza delle cose”…
…In queste sporadiche silenti radure
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29 venerdì apr 2011
Non c’è poi nessun padre sulla terra,
forse invece l’odio tremendo
della dottrinaria dello gnostico.
Avrei solo e sempre dovuto sentire
l’estremo taglio della morte, Continua a leggere »
30 mercoledì mar 2011
Mi colpisce quella singola goccia che, scendendo dalla grondaia, continua a cadere.
Ce n’è una sola di goccia, ed è testarda, e risuona metallica – a ondate che paiono cronometrate a intervalli identici –sul bordo di ferro dipinto di bianco che circonda un tratto del balcone , esattamente la sua parte centrale e anteriore, quella che fronteggia il panorama digradante di monti sullo sfondo azzurrato che ora si è fatto roseo. Ha appena smesso di piovere, un odore di terreno impregnato di acqua viene dal basso, i raggi del sole – ormai rivolto quasi del tutto a occidente Continua a leggere »
18 martedì gen 2011
24 venerdì dic 2010
Per un po’ aveva smesso di nevicare, e ne aveva approfittato per andare in cerca di muschio, e di vischio. Gli servivano per fare il “suo” presepe, sistemato come ogni anno su di un lungo tavolo rettangolare, in un angolo della veranda: un presepe a cui non mancava nulla, e che ogni anno cercava di migliorare, inserendo qualche foglia di sempreverde, o rametti di pino o lance pelose di giunco palustre, o nuove pietre dalle forme elaborate che le facevano assomigliare a sculture. E davvero ogni anno era più bello, e ai nipotini piaceva molto, piacevano loro anche un improbabile dinosauro di colore vermiglione- di orrendo materiale plastificato, oltretutto-
18 giovedì nov 2010
Tu eri la sua creatura amata,
e era l’odore dei pini e dell’erba falciata,
dei fiori, e dell’acqua…
E si consumavano,
si sfolgoravano allora,
nel precipitante elemento. Continua a leggere »
13 mercoledì ott 2010
Tag
affezione, contaminazione, esistenza selvatica, inermità, mattazione, Poesia, poesie, Villa Dominica Balbinot
Era l’odore della terra in fiore:
la sua splendente bellezza permaneva,
le faceva amare cose inermi
Si sentiva tutta riarsa
- e con suo stesso orrore-
fino al midollo
di una sua magra esistenza selvatica. Continua a leggere »
25 sabato set 2010
“Lasciati portare intatta
alla barca dei morti:
la terra è già come arsa,
sotto tutta quella folta erba…”
E ecco che lei si miserava, Continua a leggere »
09 giovedì set 2010
Ma la carne le tremò:
come fosse uscita da una casa in fiamme
l’accendeva un incendio lento e spettrale…
Nessuno si condoleva,
un unico cielo pallido
rimbombava tra le pareti cave. Continua a leggere »
06 venerdì ago 2010
Davanti a un cristo
crudelmente incoronato
la polvere delle parole cadeva,
come da disegni smagnetizzati
Dunque tutto era crudo e diffidente,
in quell’immensa rimembranza della morte, Continua a leggere »
23 venerdì lug 2010
Lenz indossa un cappotto di lana pettinata e i pantaloni scuri e i mocassini Brasiliani lucidati al massimo e una parrucca che lo fa assomigliare a un Andy Wharol abbronzato. Bruce Green indossa una brutta giacca di scadente pelle dura che scricchiola quando respira. ” E’ come quando , amico, è come quando capisci qual è il tuo vero carattere, è come quando uno la punta contro di te e qualcuno, un Portoricano del cazzo con gli occhi di fuori, è a cinque metri da te e te la punta contro, e io stranamente io divento proprio calmo, capisci,e dicevo, io dicevo, ehi Pepito, dicevo, ehi Pepito amico vai avanti e fai quello che devi fare, amico, spara, Continua a leggere »
07 mercoledì lug 2010
Alla fine poi vi fu,
quella macerazione,
con quei suoi deliquescenti eccessi…
Nella mente si sfaceva,
smoriva come in una prateria sommersa,
in quelle paludi dei cipressi,
nelle stagnanti acque.
Tutto era divenuto elusivamente grande, Continua a leggere »
04 venerdì giu 2010
Nell’azzurra fioritura del suo recesso
(meraviglia vi era stata
- all’inizio-,
dell’ immacolata bellezza)
i fiori erano ormai scuri per l’ombra della notte,
come alghe viola le ombre stesse.
Le parole dunque scritte Continua a leggere »
17 lunedì mag 2010
27 martedì apr 2010
Sulla parete, e ben centrato al di sopra di quel comò di legno chiaro e con il ripiano coperto da carta fiorata ridotta a uno spessore minimo- da tagliuzzamenti manuali forse fatti con una lametta di rasoio , niente in quel luogo pareva frutto di coincidenze o semplice opera del tempo- era incastonata entro una bella cornice di legno scuro e con un bordino dalle volute circolari dorate una fotografia di un bianco-nero ancora lucido., con le figure ben delineate, come incastonate anche esse in un perimetro esatto, forse solo un po’ rigido.
Quel quadretto fotografico era la rappresentazione dell’intera famiglia, i genitori con i cinque figli, due femmine e tre maschi, Continua a leggere »
28 domenica mar 2010
…E arsero quei fiori di fiamma,
sembravano una cascata rossa…
Lei non temeva quella stagione,
- di limo e di erba esausta sotto il sole-
con gli elicrisi che durano tanto.
E cercò il tepore impuro, Continua a leggere »
12 venerdì mar 2010
Tutto tutto e tutto gli aridi mondi sollevano,
Piattaforma del ghiaccio, il solido oceano,
Tutto dal petrolio, dal pestare della lava.
Città di primavera, il fiore governato,
Ruota nella terra che fa girare in tondo,
Le città incenerite su una ruota di fuoco.
Eccoti qui mia carne, mio nudo compagno,
Mammella del mare, glandoluto domani,
Verme nello scalpo, picchettato e incolto.
Tutto tutto e tutto, amante della salma,
Magro come il peccato, midollo schiumante.
Tutto che è carne gli aridi monti sollevano. Continua a leggere »
24 mercoledì feb 2010
Con gesti lenti e catatonici
( punteggiati da un silenzio immobile)
andammo noi verso le lagune morte
- le zattere di fiori, le gondole-
quella città incastrata tra i giacinti acquatici…
Ogni cosa nell’oscurità
era in muto avvicinamento: Continua a leggere »
16 martedì feb 2010

“Fratelli umani, lasciate che vi racconti com’è andata. Non siamo tuoi fratelli, ribatterete voi, e non vogliamo saperlo. Ed è ben vero che si tratta di una storia cupa, ma anche edificante, un vero racconto morale, ve l’assicuro. Rischia di essere un po’ lungo, in fondo sono successe tante cose, ma se per caso non andate troppo di fretta, con un po’ di fortuna troverete il tempo. E poi vi riguarda: vedrete che vi riguarda. Non dovete credere che cerchi di convincervi di qualcosa: in fondo , come la pensate è affar vostro. Se mi sono deciso a scrivere, dopo tutti questi anni, è per mettere le cose in chiaro per me stesso, non per voi. A lungo uno striscia su questa terra come un bruco, nell’attesa della diafana e splendente farfalla che porta in sè. Continua a leggere »
20 mercoledì gen 2010
Nella luce cruda dell’alba
( nei deserti roventi)
era scaduto il tempo vincolato,
faceva ora la scoperta dei recessi:
enormi ninfee galleggiavano mostruose,
e tutto era inconsueto , troppo dolce, troppo grande… Continua a leggere »
15 domenica nov 2009

Accanto a un gruppo nutrito di quelle che ho definito “OPERE IN CONCLUSIONE”. – che mi azzardo a postare in una specie di anteprima ma solo perchè sono abbastanza avanti per potersene fare un’opinione- Continua a leggere »
26 lunedì ott 2009
Quella fu la mattina in cui, proprio al di sotto di un materassino di gommapiuma rivestito di una specie di rivestimento multicolore che pareva fin incollato nonostante una cerniera attestasse che si trattava di un coprimaterasso di quelli sfoderabili– vi erano disegnati grandi fiori anonimi di quelli stampati in serie su un fondo giallastro di un tessuto rasposo ma certo lavabile a grandi temperature- Continua a leggere »
19 lunedì ott 2009
“La nonna non voleva andare in Florida.Voleva far visita a certi suoi lontani parenti nel Tennessee orientale e approffittava di tutte le occasioni per far cambiare idea a Bailey. Bailey era il figlio con cui viveva, il suo unico maschio.
Era seduto a tavola, sull’orlo della sedia, curvo sulle pagine sportive, arancione, del “Journal”.
- Dammi retta, Bailey, guarda, leggi un po’ qui,-disse la nonna con una mano esile sul fianco, sventolando con l’altra il giornale frusciant sopra la testa calva del figlio.-C’è questo tizio che si fa chiamare lo Sbagliato… é evaso dal Penitenziario federale e si è diretto verso la Florida. Leggi un po’ cosa dicono che ha fatto, a quella gente. Leggi.
Io non porterei i miei bambini dove scorrazza un delinquente simile. Non saprei giustificarmi di fronte alla mia coscienza Continua a leggere »
09 venerdì ott 2009
Posted in Attualità
Ultima ora: il premio Nobel per la pace è andato al presidente degli Stati Uniti
Barack Obama, con la motivazione principale “Ha rafforzato la diplomazia”
08 giovedì ott 2009
Posted in Attualità, Segnalazioni
Si è appena avuta notizia che il vincitore del premio Nobel di quest’anno è una vincitrice, è la scrittrice rumena -ma ora trapiantata in germania- HERTA MULLER
Per sapere qualcosa di più sulla sua biografia e sulle sue opere ecco un link a un articolo comparso sul quotidiano IL CORRIERE
06 martedì ott 2009
Tag
adunghiamento, anamnesi, armamentario, finimenti umani, fiore sotto la forca, Poesia, poesie, tossine, Villa Dominica Balbinot
Era il paesaggio chiaro,
di una notte ghiacciata:
aspettava solo il sorgere del sole,
e quelle colline azzurre,
il cielo come un grande uccello…
E le pareva di non avere fissato
mai nulla così a lungo
- come quinte nella nebbia-
quei meccanismi dell’affezione Continua a leggere »
23 mercoledì set 2009
“Questa storia l’ho ricostruita pezzetto per pezzetto dai racconti di diverse persone, sebbene, come accade di norma in simili casi, da ogni bocca uscisse in modo diverso.
Se conoscete Strakfield, nel Massachusetts, conoscete anche l’ufficio postalr. Se conoscete l’ufficio postale, avete certamente visto Ethan Frome arrivare con il suo calessino, abbandonare le redini sulla groppa concava del suo baio, e attraversare faticosamente la strada lastricata di mattoni per raggiungere il colonnato bianco della posta; e certamente vi siete informati sul suo conto.
Fu là che, parecchi anni fa, lo vidi per la prima volta; e quella vista mi fece fermare di colpo. Frome era ancora il personaggio più interessante di Strarkfield, sebbene non fosse ormai che un rudere di uomo. Continua a leggere »
14 lunedì set 2009
Tag
affocamento, amnesico, disassamento, locuste, monumento alla perdita, nervo ombelicale, Poesia, Villa Dominica Balbinot
In una specie di chiarezza mistica
( la più insopportabile forma di innocenza)
gli occhi suoi vuoti erano,
a percorrerla tutta
lungo quel nervo ombelicale
- a far da mezzeria-. Continua a leggere »
26 mercoledì ago 2009
Tag
amori isterici, corteccia, delitto, Poesia, precipitato, risucchio, superfetazione, Villa Dominica Balbinot
” E l’ombra,
non sarebbe stata sola
- nuda e sguarnita-
a pronunciare la fatidica frase…”
Sembrava vivere – in lei-
come una superfetazione,
un organismo
che avesse a che fare con i sibili: Continua a leggere »
11 martedì ago 2009
Tag
comunione, incontro interdetto, irriducibilità, paralisi totali, Poesia, poesie, uccelli da palude, Villa Dominica Balbinot
In quei giorni ,
niente placa la sua sete,
rimane solo quel respiro ripetitivo
- lì al centro-
da crespi segnali è attraversata, la notte:
ovunque è un luogo di foglie. Continua a leggere »
18 sabato lug 2009
Tag
affezione, consunzione, dissezionatorio rito, forma impudica, gorgone, limbo, Villa Dominica Balbinot
Nel periodo primo della consunzione sua
( e per una qualche affezione del corpo:
i nervi delle mucose aride,
della tensione istologica
del moto linfatico
per ogni dove le scorie di sfaldamento)
contemplava lei la forma impudica dell’essere, Continua a leggere »
27 sabato giu 2009
Quella fu la mattina in cui, proprio al di sotto di un materassino di gommapiuma ricoperto di una specie di rivestimento multicolore che pareva fin incollato nonostante una cerniera attestasse che si trattava di un coprimaterasso di quelli sfoderabili– vi erano disegnati grandi fiori anonimi di quelli stampati in serie su un fondo giallastro di un tessuto rasposo ma certo lavabile a grandi temperature- e proprio in corrispondenza della zona dove tre cuscinetti di minimo spessore, dei cuscinetti leziosi da camere di bambine- e tutti nella tonalità del violaceo virante sul rosa garanza -venivano d’abitudine malamente ingolfati Continua a leggere »
03 mercoledì giu 2009
Dalle specole sole lo si vedeva,
presagendolo dove non stava,
quel feu sacrè cauterizzato,
l’angelo condannato al marciume…
Nell’inconcepibile sospetto
- che lei stessa fosse poi mortale-
e per sfuggire anche, all’indecenza dell’amore Continua a leggere »
14 giovedì mag 2009
Nel teatro di ferocia
- e dei furori-
dai tramonti lacerati di quei tempi
(tanti tempi,
tante sevizia)
si era poi finiti
- simile a un atto di perdizione-
nel regno inclemente e meschino
dell’amore… Continua a leggere »
05 martedì mag 2009
“..ma tra i puri
lo scandalo durava ancora,
sotto il cielo di azzurro doloroso…”
Con torcimenti di sguardo,
e locuzioni di una particolare sua fattura
(pari a estratti de Il calcolo sublime),
volle distogliersi ,
-da simile aberrato-
minacciata come da un contatto impuro, Continua a leggere »
01 venerdì mag 2009
Posted in Attualità, Villa Dominica Balbinot
Ho scoperto che – all’interno delle rubriche dei programmi serali di radio 3 ( esattamente nella fascia di RADIO 3 SUITE) alle ore 20 si prevede una rubrica a cura di GUIDO DAVICO BONINO e intitolata D’AMORE SI MUORE- IL CANTO DELLE MUSE, programma che ci fa conoscere le grandi poetesse del 900. Continua a leggere »
20 lunedì apr 2009
Tag
Questo tardo pomeriggio , all’interno della meritoria trasmissione di radio3 FaHRENEIT, ho avuto occasione di ascoltare il ricordo dedicato a J.B.Ballard, morto ieri di una malattia terminale:
All’intervista a lui dedicata sono intervenuti Emanuele Trevi e Caronia, traduttore dello stesso Ballard.
Partendo dalla sua biografia- intitolata I MIRACOLI DELLA VITA e ultima sua opera- e citando tra le sue numerose opere in particolare l’importante raccolta di racconti “LA MOSTRA DELLE ATROCITA’” Continua a leggere »
17 venerdì apr 2009
Tag
dissepolto, innominabile, inquietudine, morbo, piaghe, Poesia, sferza, smanie, Villa Dominica Balbinot, zero
…”Guarda:
il luogo dell’ecatombe
è davanti a noi:
e sopravvivere alla verità
sarà terribile”..
Aveva dato nelle sue prime ismanie,
nel curare le piaghe,
- morbilità scave,
piante mutanti-
durante quel divampare di morbo… Continua a leggere »
02 giovedì apr 2009
Tag
dead sea, inverno, pietra, Poesia, poesie, sette sigilli, sette trombe, solstizio, vegliare, Villa Dominica Balbinot
“Ma noi …
noi pensavamo di avere tempo,
in tutta quella chiarità liquida e vitrea,
e sotto la neve
del solstizio di inverno”
La vita continuava
a scavare il suo posto dentro l’aria
- vita vera che perfora- Continua a leggere »
23 lunedì mar 2009
VIA SPIGA 1948
“La voce agra della ragazza
che cantava da un suo dolce inferno
di male, dal gomito della via stretta,
non è nulla, soltanto un getto
disperato di fiato: impara a morire
appena levata,a consumarsi Continua a leggere »
13 venerdì mar 2009
Posted in Poesia, Villa Dominica Balbinot
“L’ AMORE …
L’AMORE A SE STESSO NON HA MAI FINE”
-dicevano,
servendosi della versione ufficiale riveduta-
ma lei non credette”
Una notte il suo cuore
compì nell’oscurità
un moto di amore:
nube che si sframmenta in un angolo,
e verso tutti quei suoni senza corpo… Continua a leggere »