Femminicidio
Non farlo ti prego non farlo
soccombo ai miei futili orrori
nelle balaustrate di nebbia
perdonami la colpa sottile
il tuo livido mi fiorisce la pancia
fuori tempo l’arcobaleno dolente
non farlo non tornare non ho
nulla che possa piacerti
il tuo posto è là dove manca
la mia ombra dove non hai mani
e gli occhi si sono mutati
in gocce di risacca sulla riva del mare
non farlo non quest’ultima volta
la volta finale di sangue sul petto
mi è fiorita una rosa sul ventre
e il sangue è tiepido e dolce
l’hai fatto l’hai deciso l’hai fatto
l’amata muore nel buio imploso
dal lucore dei tuoi occhi – la femmina
inerte più non profferisce parole.
Che nessuno ella ami – da nessuno sia amata.
Narda Fattori
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Por una cabeza
Mi troveranno l’8 marzo, all’alba La pioggia generosa della notte avrà lavato via le foglie e il fango Così almeno diranno : è una ragazza Suonavano del jazz a pochi passi - Kind of blue – ( forse ) e lui mi offrì da bere S’inebriò della mia voglia scialba, s’innamorò delle mie calze rotte La musica cambiò, l’aria di un tango Sangue e calore – Por una cabeza - L’ultima nota, l’ultimo bicchiere.Sara Ferraglia
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Biancaneve non c’è più
Biancaneve era il suo nome
gonfio il suo cuore
alimentato d’ amore e speranza
d’incontrare il principe della sua vita
Padre, marito, amante di sentimento
e di pietà
Fu un soffio, e le chimere volarono
leggere nell’aria
Biancaneve era a terra, nel sangue di un bel rosso vermiglio
che dava quel tocco così femminile al suo corpo
per lui che finalmente la possedeva fino alla fine
Biancaneve non c’è più
“Biancaneve e il principe azzurro vissero felici e contenti”.
Si sa. E’ il sogno di tutte le bambine, di tutte le ragazze e di tutte le donne, di ogni età, ceto e religione. Ma le favole nella realtà purtroppo cambiano imprevedibilmente il finale e da principe azzurro, spesso, l’uomo si trasforma nell’orco cattivo e una bella favola d’amore si trasforma in una favola rosso sangue.
Ne vogliamo una prova?
In Italia nei primi sei mesi del 2012, le donne uccise sono state 71, mentre nel 2011 si è registrato un incremento delle violenze del 6% rispetto all’anno precedente, per un totale di 127 omicidi, ovvero una donna uccisa ogni tre giorni.
Omicidi, frutto di’ un conflitto che, prima di finire sulle pagine dei giornali, nasce spesso dentro le mura domestiche, nelle famiglie: i luoghi che dovrebbero essere i più’ sicuri e protetti, che si trasformano, invece nei più’ pericolosi.
Perché vengono uccise? Sembra incredibile ma In Italia le donne continuano ad essere uccise in quanto donne. Una conseguenza estrema della violenza di genere, intesa come totale controllo sulla donna, di chi pensa di poter disporre anche materialmente ed impunemente del suo corpo, considerato oggetto di esclusiva proprietà. Un corpo inteso anche come merce di scambio, senza diritti, compreso quello della libertà e di questo corpo se ne può disporre anche materialmente.
E più in generale, nel mondo, come si manifesta la violenza di genere nell’arco della vita delle donne?
La violenza nei confronti delle donne assume varie forme. Essa comprende la violenza domestica, gli stupri, il traffico di donne e bambine, l’induzione alla prostituzione e la violenza perpetrata in occasione dei conflitti armati, quali omicidi, stupri sistematici, schiavitù sessuale e maternità forzate.
In questo genere di violenza rientrano inoltre i delitti d’onore, la violenza collegata alla dote, gli infanticidi femminili e la selezione prenatale del sesso a favore dei bambini di sesso maschile, le mutilazioni dell’apparato genitale femminile, e altre pratiche e tradizioni dannose.
“La violenza contro le donne è forse la violazione dei diritti umani più vergognosa. Essa non conosce confini né geografia, cultura o ricchezza. Fin tanto che continuerà, non potremo pretendere di aver compiuto dei reali progressi verso l’uguaglianza, lo sviluppo e la pace.” (Kofi Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite).
Ma anche se nel 1993 l’Assemblea generale dell’Onu si è espressa approvando la Dichiarazione sull’eliminazione della Violenza nei confronti delle Donne, quale riconoscimento internazionale del fatto che la violenza contro di esse costituisce una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione nei confronti delle donne, la violenza di genere continua ad esistere ed aumentare in modo esponenziale ovunque.
Ecco perché è necessario, per contribuire ad una trasformazione culturale profonda, che ogni spazio vada riempito, ogni luogo utilizzato ed ogni parola gridata affinché i muri dell’ignoranza e dell’omertà possano incrinarsi.
Marta Ajò
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Un sussulto
Un sussulto, concediti un sussulto
di dignità, di misericordia:
non sono carne da godere o da macello
sono creatura, come te
contraddittorio impasto
di cielo e di terra, di miele e di dolore.
Devi accettarmi, non plasmarmi
-come argilla il vasaio-
sono pesanti le tue mani
magli che illividiscono
e spaccano la pelle, aprono rivoli
di sangue, lacrime ed orrore.
Non appartengo a te
né a nessun altro, sappilo:
io sono della stessa materia delle stelle
degli acini che si gonfiano nel grappolo
della linfa che vivifica i tronchi
e fiorisce gemme a primavera.
La mia anima è ovunque, credilo:
nelle maree lievitate dalla luna
nei movimenti delle posidonie sui fondali
nel frullìo d’ali degli uccelli
nel vibratile sussurro della neve.
Non è forza la tua, è solo debolezza
vigliacca, che m’umilia e t’umilia
che recide ogni filo della trama
tessuta un giorno insieme.
Perché l’anima, sai, non si possiede
non si possiede mai.
E questo corpo su cui cantasti
un giorno, forse, una canzone d’amore
è diventato una sfida e una prigione.
E’ sbocciato l’odio nel mio cuore
e lo coltivo come fosse un fiore.
E mi ripeto che questa non è vita
è un cadavere senza sepoltura
un incubo perverso e allucinante
l’inferno, senza averne colpa.
Maria Gisella Catuogno







nella tristezza e nella malinconia dei testi poetici qui presentati, vorrei ricordare che la Donna è colore, è poesia, è vita.. no, non si può violare l’essere che, nell’amore,, ci ha messo al mondo..
r.m.
Mi sembra che dai testi emerga tutto il suo valore, la sua “sacralità”, il suo colore; e che proprio per questo violarla, oltre ad essere folle, è disumano è “sacrilego”, come del resto offendere qualsiasi altra creatura, a prescindere dal genere. Grazie a r.m per il suo intervento.
La liberazione è ancora lontana, persiste il modello semipatriarcale, anche nie pseso occidentali.
Vi avevo inviato una recensione di una nuova eccellente scrittrice napoletana, che s’inserisce nella tradizione delle grandi autrici:ortese, Ferrante, Ramondino, Morante (d’adozione’ etc. Spero vi piaccia. Grazie
.
Grazie, Ipazia. La recensione è stata programmata o è già stata pubblicata? Inevitabilmente, qualcosa sfugge…
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Dio, perdona loro perché non sanno quello che fanno- così dice Gesù Cristo,in agonia, sulla Croce.
Ma loro lo sanno benissimo.
In quel momento forse non sanno di uccidere,insieme alla donna, la loro anima.Quella parte di loro sempre inafferrabile che appartiene al Mistero e che va tutelata. Ma…
Un tema che come donna sento molto e ne ho scritto anche… Un grazie alle “colleghe” per questi testi che mantengono viva l’attenzione che si deve a una piaga come quella della violenza sulle donne.
D’ARANCIO, I FIORI
Che fanno le spose dell’abito
usato una volta soltanto
lo abbandonano nell’armadio sul ripiano più alto
o lo fanno a brandelli spaccandosi l’unghie?
Amare è un male così vasto
che prende il sentiero della mano sinistra
attinge l’anima
e la interpella con parole riciclate?
Da grande – mater – se scenderà
l’amore in malo modo
se beceri gli eventi
pregherò l’angelo del Gustave Doré
che attira la luce con eroica cantica.
andavo a dormire, a leggere un po’. forse era solo stanchezza, quell’attimo prima del dormiveglia, forse l’ho solo sognato, ma alla tv sentivo, lontano, di un’altra donna uccisa. forse era solo un incubo. ieri.
grazie a cittadiniprimaditutto, lucetta, Lucianna , Viviane e api per i loro interventi.
Ma se gli uomini vogliono uccidere le donne, perchè le donne continuano a stare con gli uomini?
Il commento di Michele potrebbe apparire un poco superficiale, messo così, ma solleva una domanda importante, che anch’io mi sono posta. Premesso che sono consapevole del fatto che la donna, ancor oggi, nonostante le lotte per l’eguaglianza, è ancora ben lontana da questa per ragioni culturali, sociali e in quanto madre (spesso) vive condizioni molto dure: la fatica del lavoro e la responsabilità di crescere figli (spesso da sola, poiché al partner viene riconosciuta sempre e solo la responsabilità del lavoro) . Reagire alla violenza, in condizioni così stressanti, è difficilissimo. Ma è possibile. Certo, ci vogliono coraggio e coscienza del proprio valore. Senz’altro la strada sarà ancor più in salita, da principio, ma il rispetto di se stessi è irrinunciabile. Con questo non voglio dire che debbano essere ancora le donne a farsi carico del problema dei maschi violenti, assolutamente no. Parte dalla società, dalla famiglia, la spinta al cambiamento. Dai padri.
Ma quando succede, quando si vive questa condizione, per cambiare le cose, purtroppo, da sempre, è il debole che deve alzare la testa. L’aguzzino per sua natura, non smetterà mai.
Ho molto apprezzato questo post ricco di contributi di denuncia sulla violenza , anche estrema fino alla morte, della donna. E’ una guerra continua spesso silenziosa perché non è sempre facile affrontare il problema. Talvolta l’attacco arriva inaspettato, talvolta l’uomo è violento, ma la donna o non viene creduta o le si chiede di pazientare. E’ difficile anche trovare il coraggio di denunciare.
Manca anche una giusta attenzione a tali eventi, l’attenzione morbosa i media la riservano alla singola violenza, non alla somma di violenze.
C’è bisogno di denuncia sociale, di far urlare quelle voci, di educare le generazioni alla non violenza e al rispetto.
vi mando questa mia vecchia poesia, in segno di condivisione, e complimenti a tutte per i vostri testi.
Stupro
Vorrei tornare ad essere normale,
forse dovrei,
com’è normale vivere ogni giorno
ma come posso essere normale
davanti a cento e cento fototessera
di volti dagli occhi fissi ed inchiodati ?
-cerchi di ricordare, signorina,
che faccia aveva, ce lo descriva un po’ –
e sotto sotto leggo un poco di sorriso
come per dire “ l’hai voluta,
con quella gonna cosi’ corta “
Ma io non ce l’ ho più la testa
da quella sera, resto per ore
con gli occhi fissi sul soffitto
e poi mi tocco giù, metto la mano
tra le cosce e ve la chiudo
per mascherare la ferita
e non c’è nulla ch’io possa fare
risento le sue mani addosso
il pugno che mi lacera lo stomaco
vedo la fuga e lui che si dimena .
-controlli, la prego , signorina,
ci dia una mano, lo prenderemo –
ed io guardo la foto di gruppo
in quell’interno di commissariato
ma quella carne, quel chiodo
io ce l’ ho dentro il cuore
e mi schianto ancora
nella pazzia di quella sera.
Luigi, perché non la inserisci nei commenti? Grazie Gisella
________________________________
Grazie a Luigi, Sandra, Liliana e Michele delle loro domande, riflessioni, versi.
Certo bisogna dire “chapeau” anche a quelle decine e decine di donne che in questo momento, dalla Libia al Togo, da Mosca a Teheran rivendicano i loro diritti
sapendo di rischiare la vita. Un tempo abituate al silenzio, oggi prendono il megafono e vanno sulle piazze. E lo fanno usando la disobbedienza pacifica. Altra grande lezione. Grazie alla piccola Malala (14 anni) che ha dato la vita affinché le sue coetanee potessero aver accesso agli studi sotto l’indifferenza di molti.
Condivido in pieno la tua riflessione, viviane. Grazie.
anch’io,perfettamente.
e un abbraccio a Gisy e a tutte Voi/Noi.
lucetta
Essere cosa.
Accadde che l’immagine penetrò lo specchio.
Vi si stabilì incurante del suo patire
e degli scricchiolii, di un inutile contorcersi.
C’è una sofferenza che attiene anche agli oggetti.
Invano lo specchio tentò di cacciare
l’oscuro intruso, invano si sforzò di rimanere
intatto. Cedette, si frantumò
in minute schegge, così
lesta l’immagine scivolò via, si diresse altrove.
Ma era solamente uno specchio,
una cosa
e questa non è una poesia.
(perché la violenza non è solo fisica. Esiste un tipo di violenza che non lascia segni visibili, ma pure quella uccide)
Grazie anche a Lucetta e zinetti, di cui apprezzo i versi. Voglio ricordare l’ennesima innocente vittima della violenza maschile: Carmela, la ragazza di 17 anni che ieri è morta a Palermo per aver tentato di salvare la sorella di 18, ferita ma viva.
lo so, so di aver scritto in modo terribile, ma dopo Carmela…e le altre, non ho più parole.
- Non di sola rabbia -
Un giorno si un giorno no,
fasi alterne.
La mattanza continua.
Forse i pesci sono protetti dal fermo biologico,
tu no.
E l’umano’ perde la testa, si sa.
Oppure è passionale, possessivo,
ge lo so!
O madri di tutti per sempre
oppure muori, mille e mille volte.
E devi essere anche madre che tace e protegge
le sue piccole orribili violenze d’ogni giorno
della notte, ogni secondo col fiato sospeso…
altrimenti, altrimenti t’uccide, non solo!
devasta il tuo corpo che così tanto suo
si rifiutò d’esserlo, suo.
Ora lo è, ché ti diceva, bisbigliandoti all’orecchio,
tutto il terrore possibile, sempre.
bellissime prove su un tema doloroso e dolorosamente quotidiano