LINDE INCORROTTE ( E VUOTE)


Linde incorrotte – e vuote-
perfino certe sue
amplificazioni retoriche
( le giaculatorie orazioni)
parevano riverberare,
quali un luccichio marmoreo su nude pareti,
gli esoscheletri contorti
di tubature di ferro.
Dagli inferi nudi
- dal cellario della carne-
decretava- in delicto-
quel solo gelidume:
grandi insetti verdi
risucchiati da sabbie mobili di erba,
tutti quei cupi uccelli di velluto
- e perfettamente immobili…

VILLA DOMINICA BALBINOT

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11 risposte a LINDE INCORROTTE ( E VUOTE)

  1. cristina bove scrive:

    Immobilità di ali e di velluto
    coperture ferrigne d’nsetti, verdi, fanno pensare a mantidi o a chrurghi
    i versi di Dominica, perfetti, taglienti, affioranti dalla carne quasi, luccicano di poesia…

    cb

  2. icittadiniprimaditutto scrive:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. fattorina1 scrive:

    La poesia di Dominica è aspra , ferrigna, come dice Cristina, ma cesella le nostre imperfezioni: Ogni superiorità verso le creature inferiori ( gli insetti, nello specifico) è impropria. Kafka vi si sarebbe riconosciuto. Forse merita dire qualcosa a proposito del lessico, inconsueto perchè appartenente ad altri registri e piegato a dire-fare poesia.

  4. r.m. scrive:

    sebbene aspra la poetica di villa_balbinot resta seducente e densa: in questa sede una ri_conferma..
    r.m.

  5. marinaraccanelli scrive:

    Dominica è sempre più coerente nel suo lessico, fulminea nel’immaginario dove anche la retorica è secca, pungente, icastica: ci vuole coraggio a perseverare lungo una strada comequesta, ma i risultati le danno ragione!
    qui noto un crescendo impressionante, fino all’immagine finale che si imprime con forza nella memoria…le tue opere dovrebbero essere esposte alla Biennale di Venezia, nel padiglione centrale ci sono tubature di ferro sotto le quali potrebbero essere appesi i fogli con i tuoi testi ( peccato che io sia priva diconoscenze in questo campo, per sfondare lì ci vogliono “maniglie” potenti!)
    marina

  6. Carissima cristina, ma guarda:-)) prova a rileggere il complesso del tuo commento, trovo che hai “enucleato”i punti prioritari del mio “chirurgico” dire e anche quel “chirurgico” non mi dispiace:-))

    Grazie a te, generosa

  7. un “generoso” mio grazie a te, carissima Narda, per l’insieme delle tue osservazioni a riguardo( interessante questa tua considerazione circa l’atteggiamento- pensiero di Kafka verso gli “insetti”), un mio ringraziamento particolare per ciò che dici sullo stile, sulla terminologia usata(sì, mi piacciono le considerazioni “lessicali” in quanto tendo a usare terminologie di vari ambiti, questo anche perchè sono sempre stata molto colpita dalla illimitatezza ( e ricchezza) del linguaggio stesso:-))

    un grazie anche a te, anche tu “generosa”

  8. Caro Roberto:-)), ma ben tornato a te.
    Il fatto che tu trovi nei miei testi, benchè “aspri”, qualcosa di “seducente e denso”( risultato non del tutto scontato a priori) mi gratifica molto, se così tendesse a verificarsi sarebbe un risultato non da poco , non ovvio: e quindi grazie, grazie a te( e un caro saluto)

  9. Quanto al “ricchissimo” commento tuo, carissima marina, come dire?riassuntivamente mi viene a dire, ” tu mi turbi”; ed è molto molto originale la tua idea- proposta di trovare una possibile ambientazione di lettura – esposizione in un ambiente di assoluta levatura come la biennale:-)( help. ti ringrazio molto per lo stesso semplice fatto di avere pensato un tale pensiero:-))

    grazie… grazie.. grazie a te, marina!

    dominica

  10. un ribadito grazie ( un caro saluto a ognuna) a voi: cristina bove, baci ( lucetta frisa), marina raccanelli, federica galetto.
    grazie!

  11. r.m. scrive:

    ma figurati, di te ho stima..

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