d’attraversare il mondo
un ponte dopo l’altro e ci si trova
a sorpassare giorni
ore baruffe ci si accorge che
non sono i continenti a scivolare
sulle colonie di lamellibranchi
se guardassimo bene
vedremmo mute
contorcersi snudandosi dall’alto
ninfe incoscienti d’essere crisalidi
immemori del volo prigioniere
dei propri cedimenti al corpo
al tatto
duro il risveglio sulle terre emerse
piastrelle ottogonali dei pianciti
negli interstizi di cemento grigio
nessuno sa che s’aprono gli spazi
di zone occulte
in cui ritrarsi e non tornare più







c’è un fascino sospeso fra tempo e spazio, mito e scienza, reale e irreale, in questi versi, musicali ariosi…mi attira molto, leggo e riileggo, penso….
grazie, Marina, è bello sapere di riuscire a trasmettere tutto questo.
grazie!
e grazie anche a tutti i pollici alzati.
Come capisco e temo i versi conclusivi ” zono occulte dove ritrarsi e non tornare più.. Ci prende questo desifderio, spesso ora che il caldo mi annienta e mi instilla apatia a gocce in dose letali.
Poesia morbida, troppo mordida… ho avvetrtito una stretta al cuore.
Narda
Cara Narda, forse il caldo, forse paure ancestrali che si fanno più presenti con l’età…
In quelle zone vorrei perdermi, chissà perchè… forse c’è una qualche speranza che siano illuminate da altra luce.
grazie, ciao.
…l’attrazione dell’incognito, la stanchezza, la fatica, il trascolorare del tempo…
intensa e molto “tua” per il lessico inconfondibile
grazie, cara Gisy, di averne colto punti dolenti e apprezzato le peculiarità della mia scrittura.
un caro saluto
incisiva e persuasiva come sempre,cara Cristina, amo molto in particolare i versi “finali”…
lucetta
cara Lucetta!
quei versi, hanno un segreto, ma forse tu lo hai scoperto.
Grazie!
“ninfe incoscienti d’essere crisalidi
immemori del volo prigioniere
dei propri cedimenti al corpo
al tatto”
Mi hanno colpita questi versi perché in fondo era questa la sensazione che provavo dinnanzi al mio ragazzo crisalide di Fuoco fatuo.
Là, più che cedimenti al corpo, in quanto ancora molto giovane, percepivo cedimenti alla vita stessa; terribile la rinuncia ad attraversare ponti uno dopo l’altro.
Brava Cristina, come sempre.
Sara
Grazie, Sara,
mi fa piacere sentirti in sintonia e ho gradito il tuo apprezzamento.
un caro saluto
cri