
Dell’armoniosa brezza mi narravi
e il tuo bel fiore, fu a primavera
che sgocciolammo amore e tenerezza
poi dolce un candore e soffuso d’emozioni
chiara fandonia di un irreale bene
dal tetto ruzzolò colpendoci di petto
nei polsi e nella schiena contammo mille tagli
lo spread ci fece male la borsa tacque
solo ci restò da raccontare
il sudiciume e il fango
e gli esodati e il limaccioso imu
che ogni dolcezza era rimasta nella moneta falsa
a.p.
C’è un incipit delicato e di grande impatto emozionale, che si evolve ,usando
alla Eliot, il correlativo oggettivo, con un passagio (involutivo o evolutivo,non ha importanza) al crudo e duro richiamo al mercato, alla finanza, alle banche. Cioè a quella realtà apparente,gonfiata e tossica che inquina la nostra vita e impedisce ai più di vivere pienamente la propria vita.
E’ una poesia anche sperimentale che mi affascina e cattura. Grazie!
menomale che l’insonnia mi ha portato a leggerla!
sto perdendomi molto, in questi ultimi tempi della mia vita scompigliata, ma questa sono felice di averla letta.
Antonella, la tua poesia non entra solo di prepotenza nella mente, ma rimane ad abitare il cuore.
grazie
cb
rimane ad abitare i cuore