Come le stelle e la luna sopra noi


Lucio Lepri

Madre che stai dentro le mie tasche
o tra le pagine di un libro;
tu ch’eri passero fragile
e ombrello che mi riparava,
cancella, ti prego, la ruga dell’assenza,
svuota del silenzio queste stanze,
regalami parole e sorrisi e la luce che consola
come quando gli occhi guardano in alto,
e altro non si sente che il respiro del mondo,
il rumore lieve della vita che si muove
come su un filo sottilissimo,
così come camminano le stelle
e la luna sopra noi.

About these ads

Info su Blumy

Blumy nasce in un'isola antichissima del mar Tirreno, dove Arabi, Fenici, Cartaginesi, Spagnoli hanno lasciato qualcosa di sè. Ichnusa è l'orma di Dio su quell'isola e lei crede all'orma, crede al sandalo e non crede al Dio. Scrive i suoi vuoti, le sue domande senza risposta, le sue perdite, le sue sconfitte, la sua solitudine e i sogni andati a morire altrove. I suoi blog: Lettere senza destinatario http://letteresenzadestinatario.wordpress.com/ e Visioni http://visionariness.blogspot.com/
Questa voce è stata pubblicata in 1 - Autori qui presentati, presenti, passati, Blumy, Poesia. Contrassegna il permalink.

5 risposte a Come le stelle e la luna sopra noi

  1. fattorina1 scrive:

    Tenerissima, amorosa , espressionista. Sono molto belli questi versi dedicati alla madre; credo che tutte le donne vorrebbero farli propri ma spesso non possono perchè ci sono anche madri “imperfette”.
    Narda

  2. Blumy scrive:

    quanto imperfetta era mia madre! tanto imperfetta che, dopo che se n’è andata, l’ho sublimata ed è diventata perfettissima, tanto da riuscire a trasformarsi in nuvola, in ramo, in libellula, ed a riuscire a stare nelle mie tasche e dentro i miei libri ma, soprattutto, l’unico ‘essere’ a cui mi rivolgo per pregare.
    grazie della tenerezza, Narda

  3. marinaraccanelli scrive:

    una poesia sussurrata intensamente, si legge proprio con la sensazione di essere su quel filo sottilissimo teso sull’attimo e sull’universo – un attimo prima di precipitare -, quel filo che è l’arte, la vita, la preghiera, la poesia…questa poesia

  4. Blumy scrive:

    grazie, Marina, di aver accostato indebitamente la mia poesia all’arte

  5. gisy scrive:

    …quanto ti capisco, io che l’ho persa da appena un mese…

    Hai per viatico conchiglie e roselline
    per camminare finalmente da te
    nei sentieri del cielo: stai certa
    che i piedi non ti tradiranno
    come accadeva qui
    per via di questa legge sciocca
    della gravità e volerai quasi,
    senza peso, libera e leggera
    coi capelli al vento.
    Mi sembra di non averti dato
    tutto quel che meritavano
    i tuoi pensieri generosi e lievi
    il tuo tratto gentile e misurato
    la tua timidezza dolce e riservata.
    Come posso riempire il tempo
    che mi dedicavi? Dimenticare
    quella venuzza azzurrina sulla fronte
    quelle mani operose, io che non so tenere
    l’ago in mano o fare il tuo superbo strudel?
    Mi manchi già tanto, mamma
    e sono solo due giorni
    che mi hai lasciato.

I commenti sono chiusi.