Lucio Lepri
Madre che stai dentro le mie tasche
o tra le pagine di un libro;
tu ch’eri passero fragile
e ombrello che mi riparava,
cancella, ti prego, la ruga dell’assenza,
svuota del silenzio queste stanze,
regalami parole e sorrisi e la luce che consola
come quando gli occhi guardano in alto,
e altro non si sente che il respiro del mondo,
il rumore lieve della vita che si muove
come su un filo sottilissimo,
così come camminano le stelle
e la luna sopra noi.
39.169589
8.493118
Mi piace:
Mi piace Caricamento...
Info su Blumy
Blumy nasce in un'isola antichissima del mar Tirreno, dove Arabi, Fenici, Cartaginesi, Spagnoli hanno lasciato qualcosa di sè. Ichnusa è l'orma di Dio su quell'isola e lei crede all'orma, crede al sandalo e non crede al Dio.
Scrive i suoi vuoti, le sue domande senza risposta, le sue perdite, le sue sconfitte, la sua solitudine e i sogni andati a morire altrove.
I suoi blog: Lettere senza destinatario http://letteresenzadestinatario.wordpress.com/ e Visioni http://visionariness.blogspot.com/
Tenerissima, amorosa , espressionista. Sono molto belli questi versi dedicati alla madre; credo che tutte le donne vorrebbero farli propri ma spesso non possono perchè ci sono anche madri “imperfette”.
Narda
quanto imperfetta era mia madre! tanto imperfetta che, dopo che se n’è andata, l’ho sublimata ed è diventata perfettissima, tanto da riuscire a trasformarsi in nuvola, in ramo, in libellula, ed a riuscire a stare nelle mie tasche e dentro i miei libri ma, soprattutto, l’unico ‘essere’ a cui mi rivolgo per pregare.
grazie della tenerezza, Narda
una poesia sussurrata intensamente, si legge proprio con la sensazione di essere su quel filo sottilissimo teso sull’attimo e sull’universo – un attimo prima di precipitare -, quel filo che è l’arte, la vita, la preghiera, la poesia…questa poesia
grazie, Marina, di aver accostato indebitamente la mia poesia all’arte
…quanto ti capisco, io che l’ho persa da appena un mese…
Hai per viatico conchiglie e roselline
per camminare finalmente da te
nei sentieri del cielo: stai certa
che i piedi non ti tradiranno
come accadeva qui
per via di questa legge sciocca
della gravità e volerai quasi,
senza peso, libera e leggera
coi capelli al vento.
Mi sembra di non averti dato
tutto quel che meritavano
i tuoi pensieri generosi e lievi
il tuo tratto gentile e misurato
la tua timidezza dolce e riservata.
Come posso riempire il tempo
che mi dedicavi? Dimenticare
quella venuzza azzurrina sulla fronte
quelle mani operose, io che non so tenere
l’ago in mano o fare il tuo superbo strudel?
Mi manchi già tanto, mamma
e sono solo due giorni
che mi hai lasciato.